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Ebbene sì, la notizia sembra ormai vera: altro che 18 dicembre, evento degli eventi che farà eclisse sul resto del mondo del cinema… Stiamo parlando dell'attesissimo Avatar di James Cameron di cui vi abbiamo dato varie anticipazioni: almeno in Italia il sole scompare per l'arrivo di Christian De Sica & Co. Infatti i dirigenti e i distributori del circuito temono che le feste saranno monopolizzate da Natale a Beverly Hills e Avatar relegato in secondo piano, con i suoi effetti strabilianti in 3-D e la sua innovativa tecnica digitale. Sappiamo tutti benissimo che Avatar è un film di fantascienza e – per quanto bello ed innovativo e con una regia titanica il cui nome torna dopo 12 anni – non avrà mai la penetrazione di un cinepanettone (stiamo parlando solo del nostro bruttopaese, visto cosa succede negli altri stati dove il 18/12 l'uscita è e sarà), ma da qui a spostarlo al 15 gennaio ce ne corre parecchio. Possibile che non pensino che un italiano a cui piacciono tutti e due i film possa, sotto Natale, poter spendere due biglietti e vederli entrambi? Oppure che i due tipi di pubblico sono completamente diversi e mai e poi mai ci siano degli indecisi con due cose tanto agli antipodi? Non credete a tutte le cose fumose che leggete in rete dette per giustificare il posticipo: era già dura attendere il 18 dicembre, figuriamoci quasi un mese in più. Le motivazioni sono solo queste e non la difesa di film come Il canto di Natale 3D con Jim Carrey (pure lui con data variata da novembre a dicembre) oppure l'interessantissimo Scherlock Holmes di Guy Ritchie con Downey Jr./Law, film, sopratutto il secondo, che verranno snobbati dalla massa comunque dato che non hanno un richiamo forte e deciso per famiglie che vanno al cinema solo sotto l'albero all'arrivo della stella cometa.
Il cinepanettone ormai, indipendentemente dalla sua (scarsa) qualità sempre identica ha una forza politica terribile, voleva l'incasso principe per metterlo in bacheca e ha eliminato il suo avversario più pericoloso, che avrebbe generato per via del 3-D incassi pro-capite maggiori (il costo del biglietto unico è solitamente 10 euro contro gli usuali 8) e poteva togliere qualche titolo di apertura a Neri Parenti nei telegiornali. Con una cosa simile, che punisce gli appassionati incolpevoli di tutto, vorremmo che re Mida Cameron si opponesse, indipendentemente dal fatto che il suo film per via della terza dimensione è poco agevole e performante nella visione da piratare e non rischierebbe visto l'uscita differita di essere presente in ogni Torrent, chiedesse il ritiro della pellicola per l'Italia se la cosa non cambia e non viene ripristinata la data originaria. Certo, esistono problemi ben peggiori al mondo, ma il fatto che un film simile abbia paura di un cinepanettone è l'espressione che il popolo è davvero visto come bue dai distributori e che sia privo dell'istinto di eseguire una piccola spesa che offra lustro alle cifre dei soliti re degli incassi, e anche del coraggio e minuziosità produttiva della storia fantastica nel mondo dei Na'vi. Meditiamo gente, meditiamo.
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