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La rosa bianca - Sophie Scholl Stampa E-mail
Domenica 19 Febbraio 2006 15:50
La rosa bianca - Sophie Scholl / LocandinaTitolo originale:      Sophie Scholl - Die letzten Tage
Nazione:      Germania
Anno:      2005
Genere:      Drammatico
Durata:      120'
Regia:      Marc Rothemund
Cast:      Julia Jentsch, Alexander Held, Fabian Hinrichs, Johanna Gastdorf, André Hennicke, Florian Stetter
Produzione:      Broth Film, Goldkind Filmproduktion
Distribuzione:      Istituto Luce
Data di uscita:      28 Ottobre 2005

Trama: Dall'arresto all'esecuzione, gli ultimi giorni di vita di Sophie Scholl, una giovane studentessa tedesca che insieme al fratello e pochi altri, nel 1943 in Baviera, tentò di opporsi al Nazismo con il gruppo della "Rosa bianca". (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

La rosa bianca - Sophie SchollIl processo di presa di coscienza della nazione tedesca continua, ed è bello vedere come questa tratti con maturità e lucidità non retorica sé stessa ed il suo passato, sebbene non manchino esempi meno convincenti come il Rosenstraße della von Trotta. Come La caduta, Sophie Scholl è un film da camera: la fine del regime è vicina e nel chiuso di una stanza basta un lungo dialogo fra una giovane studentessa ed un servitore del Führer per facela vedere. La notte prima dell'inizio degli ultimi giorni, nel febbraio del '43, Sophie saluta una sua amica ignara e corre a preparare con gli altri della Rosa Bianca, suo fratello Hans ed altri due amici, i volantini che lascerà il giorno dopo all'università di Monaco. 
Farne volare un mucchio dal secondo piano (momento bello visivamente e concettualmente: la libertà in volo, che va incontro orgogliosa al proprio destino) farà scoprire lei ed il fratello: in un crescendo interno ben appoggiato dal tema musicale, i due lasciano in giro i fogli nei corridoi vuoti mentre tutti sono a lezione, vengono visti e poi portati in commissariato per essere interrogati. Sophie è sola di fronte all'ispettore Mohr (l'ottimo Gerald Alexander Held) ed espone la difesa che si era preparata, resiste a lungo ma prima o poi cederà come in un'altra stanza cederà prima di lei Hans.
È qui che i due sviluppano il nocciolo tematico del film, nel quale la resa russa e lo sterminio figlio della follia si avvertono come dietro l'angolo. Sophie oppone il pensiero, le parole all'auto-imposta fiducia al nazionalsocialismo e alla sua legge immorale cui Mohr si aggrappa resistendo alla sua empatia per la giovane, frenata fumando la sua sigaretta ed infuriandosi per non accettare quello che anche la propria morale sa esser vero. Le propone di rinnegare tutte le sue convinzioni per salvarsi, ma questo è impossibile e il suo destino si compie: subito parte un'udienza farsa con per unico protagonista un giudice urlante che li condanna seduta stante e li spedisce a morte.
L'esecuzione è un altro momento dalla grande forza stringente, implacabile e non mostrato. Il film esce dalla sua perfetta asciuttezza probabilmente solo nella rappresentazione del processo, passo obbligato ma meno in linea col silenzio precedente: per il resto, dialoghi, interpreti (Julia Jentsch, miglior attrice a Berlino), un'ottima musica usata con parsimonia e tempismo costruiscono un film dalle idee semplici ed energiche trascritte efficacemente.

Giudizio: 3
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