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Melissa P. Stampa E-mail
Sabato 08 Aprile 2006 01:36
Melissa P. / LocandinaTitolo originale:      Melissa P.
Nazione:      Italia
Anno:      2005
Genere:      Drammatico, Erotico
Durata:      105'
Regia:      Luca Guadagnino
Cast:      Geraldine Chaplin, Maria Valverde, Letizia Ciampa, Elio Germano, Fabrizia Sacchi, Primo Reggiani
Produzione:      Claudio Amendola, José Ibáñez, Francesca Neri
Distribuzione:      Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita:      18 Novembre 2005

Trama: Melissa è una ragazza siciliana di 16 anni. Delusa dal suo fidanzato Daniele, incerta e spaventata, intraprende un viaggio verso l'autodistruzione che la porta a scoprire un mondo di perversione sessuale per lei fino a quel momento inimmaginabile. L'ancora di salvezza per riuscire a tirarsi fuori dalla spirale di depravazione in cui è caduta potrebbe celarsi dietro il volto e i ricordi dell'amata nonna paterna, l'unica persona a cui Melissa si senta affine. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Melissa P.Melissa P. appartiene ad una nuova tendenza del nostro cinema, quella che accompagna casi letterari che spopolano fra i banchi di scuola. A quanto pare, di fatti, quando non sono impegnati con le versioni di latino o l'analisi matematica, i ragazzi e le ragazze che frequentano i licei italiani si danno a letture—si spera non solo queste—come appunto “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” e “Tre metri sopra il cielo”. Giungono dunque in ordine cronologico anche sugli schermi e fanno parlare, oltre a fare la felicità dei produttori: il film in oggetto è balzato subito in testa alla classifica incassi.
Più in generale, l'industria cinematografica nostrana sta riscoprendo i giovani: senza bisogno di precedenti letterari, già Che ne sarà di noi e, da ultimo, Notte prima degli esami dimostrano che, almeno dal punto di vista del successo commerciale, c'è un ritorno ed è dunque bene sfruttare l'onda. C'è da sfregarsi le mani per gli analisti della società italica, che già a partire dal libro e magari a maggior ragione con la pellicola tratta posson lanciarsi in commenti sulla disfatta dei nostri giovani, della nostra cultura e così via; senza contare ovviamente lo sconforto del mondo letterario e di chi vorrebbe una vera rinascita del nostro cinema. Non è probabilmente il momento migliore, se si vuol rimanere entro margini di pacatezza, per parlare di questi film, specie di Tre metri sopra il cielo e di questo Melissa P..
Il film in oggetto si apre con la camera che piomba sulla giovane protagonista distesa sul letto che, guardandosi allo specchio, si prepara a masturbarsi: il mood è settato, e i seni di Maria Valverde sono mostrati. Subito sappiamo com'è la sua famiglia: a casa ci sono una mamma che non si importa molto di lei (Fabrizia Sacchi) ed una nonna che fuma sempre (Geraldine Chaplin), mentre il papà ingegnere è lontano su una piattaforma petrolifera. Il resto lo racconta la voce narrante di Melissa, che ci fa entrare nel party estivo in piscina che vede la sua iniziazione al sesso orale da parte del ragazzo bello, ricco e dannato che le piace (Primo Reggiani). Il dialogo suona così: «Mi vuoi baciare? E allora baciami il ...». Va bene.
Dimenticato il romanticismo, Melissa si inginocchia, accontenta il maschietto e poi altri—da due a cinque assieme, oltre ad un solitario col custode del museo Claudio Santamaria in un cammeo—fra noncuranza e una vena di tristezza che la porterà, assieme al resto, a trovare il vero amore e lasciar perdere le trasgressioni. Ma non c'è solo un fotoromanzo di sesso minorile (ed infragenerazionale: un po' di bondage con un pervertito scovato su Internet, oltre ad un accarezzamento pedofilo, e ogni pur minimo buon gusto almeno per la legalità va a farsi benedire), perché la nonna che è l'unica a capirla (i 100 colpi di spazzola vengon proprio da una loro chiacchierata) viene mandata in una casa di riposo e servirà (assieme al ritrovamento del diario e all'ultimo incontro andato male) come punto di svolta nella "maturazione" della ragazza verso il ritorno all'adolescenza smarrita.
Melissa P. aggiusta alla bell'e meglio una amoralità programmatica che tratta tutto allo stesso modo e costruisce un mondo che non esiste. Nessuno spaccato su quindicenni e sesso, bensì una storiella sordida e niente più, che va anche a tentare di metter uova meno marce nella frittata con il rapporto nipote/nonna, l'amore finale ed un tuffo goffamente poetico. È una co-produzione italo-spagnola (Francesca Neri e Claudio Amendola con José Ibáñez) e l'attrice protagonista è per l'appunto iberica: il suo doppiaggio ad opera di Alessia Amendola, assieme a quello dell'amica grassa del cuore Manuela (Letizia Ciampa), è a ben vedere la cosa più oscena del film. Insomma, una fiction tecnicamente considerabile come buona per la terza serata di Rai Due, se non fosse che fa intuire (neanche vedere) qualche pompino.

Giudizio: 1
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