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Nanny McPhee - Tata Matilda Stampa E-mail
Mercoledì 26 Aprile 2006 23:39
Voto: **½ (su ****)  Recensione di Alberto Di Felice
Nanny McPhee - Tata MatildaTratto da tre racconti di Christianna Brand ed interamente sceneggiato dalla protagonista Emma Thompson (per il grande schermo aveva adattato Ragione e sentimento per la regia di Ang Lee), Nanny McPhee è un gradevole film per bambini targato Working Title (ossia la più grande "major" britannica da esportazione), estremamente curato sotto l'aspetto scenico. La famiglia Brown è composta da otto individui: il capofamiglia (Colin Firth) ed i suoi sette, indiavolati figli. Dopo la morte della moglie, Mr. Brown non sa più che pesci pigliare: la prole è incontenibile e manda al manicomio ogni singola tata che si presenta, facendola sparire dalla circolazione nel giro di pochi giorni, se non ore.

L'ultima in ordine di tempo è convinta che i sei maggiori abbiano bollito il piccino per mangiarselo. Ne hanno messe fuori gioco ben diciassette, tanto che la locale agenzia non ha più tate da offire e, se anche le avesse, non è disposta a metterle a rischio. Messaggi pubblicitari e vocine nella testa di Mr. Brown lo invitano a chiamare Tata Matilda (Emma Thompson). Lei si presenta in una scura sera, fra sconvolgimenti atmosferici. E' una donna messa piuttosto male: dentoni in bella mostra e verruche sparse in volto sono i suoi segni particolari. Insomma, non somiglia a Mary Poppins. Porta con sé un bastone abbastanza robusto e le basta battere qualche colpo a terra per far partire la sua magia educativa. La sua missione è insegnare alle pesti cinque semplici regole di comportamento, per rimetterle in riga. Già dalla prima sera i ragazzini capiscono che stavolta avranno vita dura: impegnati a sconvolgere la cucina, regno della esagitata cuoca militarista Mrs. Blatherwick (Imelda Staunton, Il segreto di Vera Drake), perderanno il controllo delle proprie azioni pestifere perché è lei ad esasperarle per sfinirli e costringerli ad andare a letto. Lezione numero uno: andare a letto quando è richiesto. Il comportamento dei figli non è l'unico problema di Mr. Brown, impresario di pompe funebri. Con tante bocche da sfamare, il suo sostentamento dipende, oltre che dai morti, dall'essenziale apporto della odiata zia Adelaide (Angela Lansbury); questa vuole, anzi pretente che il pover'uomo si risposi entro un mese, pena perdita di ogni beneficio e dunque rovina assoluta e probabilissima trasferta permanente dei ragazzi in orfanotrofio. L'unica futura sposa che viene in mente a Mr. Brown è Mrs. Quickly (Celia Imrie, Calendar Girls), prototipo di quello che i figli non vogliono, ovvero una orrenda ed odiosa matrigna. Ha totalmente dimenticato (e da un imbranato come Colin Firth bisogna aspettarselo) che a casa lavora una ragazzotta carina che i suoi figli adorano... Peccato che Evangeline (Kelly Macdonald, Trainspotting) sia solo una umile cameriera. Riuscirà Matilda a sistemare anche questa faccenda? Britannico da capo a piedi, Nanny McPhee è diretto da Kirk Jones, autore nel 1998 della piccola rivelazione Svegliati Ned!, perfetto come al suo debutto nel dirigere il cast, auto-ironico e davvero divertito. Oltre ai già citati adulti, i ragazzi sono guidati dal maggiore Simon, interpretato dal sedicenne Thomas Sangster (Tristano & Isotta). La Thompson elimina nella versione originale il nome della tata (ripreso nella filologicamente corretta traduzione italiana) così come la figura della madre, cui si sostituisce la corsa matrimoniale. Il film si avvale di un comparto tecnico che contribuisce a renderlo particolarmente sgargiante: i contrasti cromatici forniti dalla fotografia di Henry Braham, le scenografie di Michael Howells, i costumi di Nic Ede, il reparto trucco (Dan Frye, Peter King, Paula Price, Jeremy Woodhead e Duncan Jarman). Minore ma appropriato l'uso degli effetti speciali. Produzione meno dispendiosa di quella dei fratelli di origine letteraria a portata di bambino, Nanny McPhee è un solido e godibile spettacolo: non vive nel mondo gotico di Lemony Snicket, non si addentra in profondità psicologiche più adulte come La fabbrica di cioccolato, ma batte a mani basse la scialba magia natalizia de Le cronache di Narnia.

Alberto Di Felice
Commenti (2)
  • teresa  - nanny mcphee
    come si chiamano i sette figli nel film?
  • kubrickfan
    Simon, Tora, Eric, Lily, Christianna, Sebastian e Baby Aggy
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