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Venerdì 12 Maggio 2006 11:11
H2Odio / LocandinaTitolo originale:      H2Odio
Nazione:      Italia
Anno:      2006
Genere:      Horror, Thriller
Durata:      95'
Regia:      Alex infascelli
Cast:      Chiara Conti, Mandala Tayde, Anapola Mushkadiz, Olga Shuvalova, Claire Falconer, Carolina Crescentini, Mauro Coruzzi
Data di uscita:      5 Maggio 2005

Trama: Olivia parte con le sue 4 più care amiche per trascorrere un breve periodo in uno splendido casale isolato su un'isola situata al centro del lago di Bolsena. Le ragazze hanno in programma di compiere un rito purificatore con l'acqua. Olivia è quella del gruppo che per il suo carattere dolce e per i suoi modi è spesso vittima degli scherzi delle amiche. Ma nasconde un segreto: nel suo corpo custodisce una parte della sua gemella mai nata. Un suo dente è nascosto sotto la pelle della sua spalla. Sola in bagno, Olivia è preda dello sconforto e in un attimo decide di estrarsi il dente selvaggiamente a mani nude. Da quel momento, prende il via una strana e terribile serie di omicidi. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

H2OdioLa terza fatica di Alex Infascelli si presenta errante, fermata indecisa di un ragazzo che le doti le ha, si applica pure ma deve ancora imparare a maneggiare con pieno senso e logica l'arnese. Uscito il 3 marzo nelle edicole in abbinamento editoriale, nuovo esperimento distributivo che fa i conti con un mercato che sta cambiando (l'ha capito anche Soderbergh col suo Bubble, normalmente nelle sale da noi, ma prima in contemporanea sala/dvd/pay negli USA), è un prodotto pronto da esportare: è girato interamente in inglese (fatta eccezione per una parte col visto per l'italiano lasciata a Mauro Coruzzi, Platinette al naturale che ci darà spezzoni di psicologia maneggiando il cubo di Rubik), con cast per lo più di sconosciute ma internazionali. Le uniche già viste, oltre alla protagonista, sono Mandala Tayde e, per partecipazioni in serie (La squadra e Carabinieri) e qualche spot, Carolina Crescentini.
La forza produttiva e distributiva, ingegnosa, fa chiedere come mai non sia possibile organizzare tutto in casa (il che vuol dire, senza innecessarie presenze irlandesi, messicane e bielorusse che chiamano un doppiaggio dal quale l'Italia non sa né vuole staccarsi), come mai un horror giovane non possa parlare interamente italiano e debba inserire scritte estere negli ambienti naturali del Lazio. Qual è l'utilità, quando esperienza insegna che se si ragiona così finiamo ironicamente per vederli solo noi? Da questo punto di vista (e non solo) c'è molto in comune con L'educazione fisica delle fanciulle, altra pellicola affezionata a questo modo di lavorare. Come il film uscito lo scorso autunno, anche H2Odio è tutto al femminile e presenta forti richiami ad un capolavoro come Picnic ad Hanging Rock; come il coreano Two Sisters, racconta di rimozione schizofrenica di un rapporto fra sorelle. Il film vede un gruppo di cinque amiche recarsi su di un'isolotto disabitato, nella vecchia casa di Olivia (Chiara Conti, L'ora di religione): l'isolamento di una settimana servirà alle ragazze per concentrarsi su un digiuno ferreo, al quale dovranno sopravvivere bevendo solo acqua minerale. Olivia tiene un diario col quale dialoga con la sorella morta: in apertura racconta del suo bisogno di staccarsi da lei e di affrontare la vita da sola, assieme al fantasma della madre suicidatasi proprio quando aveva la sua età. Infascelli crea un luogo con la sua carica di inquietudine, pescando qua e là ed aggiungendo una ricerca simbolistica visivamente funzionante: un sole che sorge verticalmente a scandire le giornate, ad osservare dall'esterno per poi esplodere, una pioggia di sangue, l'acqua del lago e quella nei bicchieri... H2Odio è un film che vuol raccontare un fenomeno e alla fine ce lo sbatte davanti con una didascalia che mette chiarezza assoluta su quanto abbiam visto. Non viene ricercata la tensione attraverso l'intensità narrativa, ma sfuggendo, rarefacendo la narrazione, in buona parte abbozzata giusto nello schema: Olivia compie un viaggio a mo' di videoclip nel suo inconscio, agisce come prolungamento delle sue visioni. Quello che vediamo di reale si aggiunge, non è essenziale, né è mostrato nel suo svolgimento ma solo nei passaggi logici. È un modo di far funzionare l'horror che non è quello solitamente usato, ed ha il sostegno di qualcuno che sa come fare a seguire una via derivata ma propria, eccessiva ma non del tutto gratuita. Se concettualmente gira intorno al doppio e si risolve in un suo innesto in un ambiente naturale, in una casa infestata da ricordi tenuti nascosti, in uno sdoppiamento anche con la figura della madre caricata di disperazione e sessualità, nei meccanismi claustrofobici che portano allo scoperto rilievi antropologici (purtroppo non perseguiti), in una spiegazione medica che fa luce persino su cosa si tira fuori dalla spalla in bagno la protagonista, la costruzione visiva è complessa, ipnotica. Con una incapacità di controllarsi e superarsi, di farsi un po' meno autoreferenziale, ma è quantomeno interessante da leggere. Infascelli si tiene tutto sommato entro certi limiti, almeno restando lontano dalla tremenda sociologia massmediatica del suo precedente Il siero delle vanità. Non è un film che potrà esser sopportato da tutti, ma per quanto ci riguarda non è da rifiutare come tentativo di risposta italiana (ma non troppo) alla Francia di Alta tensione o alla Scozia di The Descent.

Giudizio:

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