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Chiedi alla polvere Stampa E-mail
Giovedì 22 Giugno 2006 11:59
Chiedi alla polvere / LocandinaTitolo originale:      Ask the Dust
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Drammatico, Romantico
Durata:      117'
Regia:      Robert Towne
Cast:      Colin Farrell, Salma Hayek, Eileen Atkins, Dion Basco, Jeremy Crutchley, Justin Kirk
Produzione:      Paramount Pictures, Capitol Films, Cruise/Wagner Productions
Distribuzione:      Moviemax
Data di uscita:      28 Aprile 2006

Trama: Quello tra la bella Camilla e Arturo è un amore impossibile. Lei è una cameriera analfabeta che spera di riuscire a sposare un americano benestante per poter riscattare le sue umili origini e l'esclusione sociale di cui è vittima come messicana. A sua volta Arturo Bandini, - personaggio di finzione che in realtà è l'alter ego dello scrittore John Fante, autore del libro da cui è tratto il film - è un aspirante scrittore di origine italiana che sogna il successo e una fidanzata bionda con gli occhi azzurri. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Chiedi alla polvereC'è tutta una serie di rituali per lo scrittore: deve essere solo, deve essere dipendente da alcool e/o droghe, deve essere un gran fumatore, deve spendere molto tempo in una calda stanza d'albergo dove trovare ispirazione sulla sua macchina da scrivere, deve passare da una donna all'altra. L'apertura di Chiedi alla polvere è esattamente la messa in scena di questi punti qualificanti la figura, fatta eccezione per la dipendenza da droghe e/o alcool: lo scrittore protagonista, infatti, non ha neanche i soldi per pagarsi una birra ed è costretto a sostituirla con del caffé. Robert Towne è famoso per essere uno sceneggiatire di qualità, ed il suo script più celebrato è quello di Chinatown per Polanski; la sua regia più nota, delle quattro finora all'attivo, è quella di Tequila Connection.
Se il primo è un noir, le sfumature del genere non mancano neanche al secondo; la stessa cosa vale anche per Chiedi alla polvere, un film co-prodotto, come il suo precedente No Limits, da Tom Cruise. Solo poco tempo fa usciva Factotum, ispirato all'opera autobiografica-o-quasi di Charles Bukowski, ed ora il film di Towne traduce il celebrato romanzo di uno scrittore della generazione subito precedente quella di Bokowski, John Fante. Chiedi alla polvere si svolge a Los Angeles, città d'elezione in un'epoca d'elezione, la Depressione. Arturo Bandini (Colin Farrell) è un giovane scrittore di belle speranze di origini italiane, appena giunto nella città degli angeli dal Colorado, dove ha trascorso tutta la sua vita. Con sé ha solo un assegno per un racconto pubblicato dal periodico The American Mercury, la speranza cui inviare materiale in attesa che venga pubblicato. La stessa cosa, mandare i propri racconti, faceva Henry Chinaski in Factotum. L'albergo dove si è sistemato è in un postaccio ed è gestito da una donna della costa est, che non vuole per nessuna ragione messicani fra i clienti. Il suo vicino di stanza Hellfrick (Donald Sutherland) consuma tutto l'alcool che Bandini non può permettersi, prendendo a prestito anche qualche centesimo da lui. Il problema di Bandini è che vorrebbe scrivere un grande romanzo d'amore ma è totalmente sprovvisto di esperienza con le donne; tenta quindi di uscire ed atteggiarsi come il favoloso protagonista del romanzo che ha in mente, finendo nel bar dove lavora Camilla Lopez (Salma Hayek), una cameriera messicana con la quale si instaura subito un attrito: si stuzzicano di continuo, sono odiosi l'un con l'altra. Evidentemente perché si piacciono. Il film è indeciso su cosa puntare, e alla fine imbocca deciso la strada del melodramma amoroso, condensando nella storia fra l'italiano e la messicana tutte le contraddizioni di una città - e di una nazione - dove il pregiudizio abita nonostante tutti i suoi residenti siano stranieri. Il quadro ambientale della Los Angeles ricostruita a Città del Capo è considerevole non tanto sotto l'aspetto narrativo (manca un esaustivo quadro d'insieme, a causa della scelta di adattamento) quanto sotto quello scenico: l'affresco ha momenti ed immagini (si pensi al bagno notturno nell'oceano o al terremoto di Long Beach del 1933) estremamente efficaci grazie alla fotografia di Caleb Deschanel, aiutata bene (come nel piano sequenza che introduce alla stanza di Bandini) dal computer. Questa pellicola ha alcune interpretazioni fra i secondari che contribuiscono a donarle un vago respiro da epopea: l'alcolista di Sutherland, il barista Sammy di Justin Kirk (Prior Walter di Angels in America), ma soprattutto la figura disperata e romantica dell'ebrea ustionata e triste interpretata da Idina Menzel. I due protagonisti funzionano bene assieme, soprattutto nella fase di studio dei caratteri: tuttavia, se Salma Hayek è calda e vitale, Colin Farrell (comunque dignitoso) è incapace di fornire vera struttura al suo personaggio. Il marketing però lo richiedeva.

Giudizio:

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