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The Dark Stampa E-mail
Lunedì 17 Luglio 2006 02:28
The Dark / LocandinaTitolo originale:      The Dark
Nazione:      Germania, Regno Unito
Anno:      2005
Genere:      Horror, Giallo, Thriller
Durata:      93'
Regia:      John Fawcett
Cast:      Maria Bello, Sean Bean, Maurice Roëves, Sophie Stuckey, Abigail Stone, Richard Elfyn, Casper Harvey, Eluned Jones, Gwenyth Petty, Robin Griffith, Mike Keggen, Tonya Smith
Produzione:      Constantin Film, Impact Pictures, Isle of Man Film Commission, UK Film Council
Distribuzione:      Mediafilm
Data di uscita:      23 Giugno 2006

Trama: Nel tentativo di riappacificarsi con suo marito James, Adèle decide di partire con lui e la loro figlioletta Sarah per trascorrere qualche giorno in piena tranquillità in Scozia. Durante una gita, però, Sarah cade in mare ed annega prima che riescano a trarla in salvo, ma il suo cadavere sembra essere scomparso. Adèle inizia ad essere perseguitata da una serie di strane e paurose visioni e pensa che forse sua figlia cerchi di comunicare con lei. Quando poi la coppia riceve la visita di Ebrill, una bambina morta sessanta anni prima, Adèle si convince che la leggenda locale, secondo la quale i morti possono essere richiamati in vita mediante un sacrificio, sia vera. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

The DarkThe Dark è un altro film ripescato dai cataloghi dvd americani per farlo uscire nelle nostre sale nella calda e fiacca estate. Più di tutti i film del periodo che hanno avuto lo stesso trattamento – l'altro del genere thriller paranormale è Half Light – sembrerebbe a prima vista non meritare la relegazione al mercato video. Almeno è quello che viene da pensare guardando i primi quarantacinque minuti. Co-produzione anglo-tedesca nelle mani di John Fawcett, che con il suo Ginger Snaps ha dato il via alla fortunata saga da noi conosciuta come Licantropia, il film sembra avvolto in uno strano limbo distributivo proprio come il precedente del regista. Cercando su IMDb è davvero difficile tracciare il suo cammino, tanto che per l'Italia vengono segnalate addirittura due date, una ad ottobre 2005 e l'altra al 9 giugno scorso: quella giusta è il 23 giugno.
Protagonisti sono Maria Bello e Sean Bean, nei panni di due genitori separati, Adèle e James, con una figlia. Sarah (Sophie Stuckey, già vista nel trascurato ma apprezzabile Hypnotica) vive con la madre in America e con lei arriva in Galles, dove il padre ha appena acquistato una casa isolata nelle vicinanze della costa. Non è molto chiaro il motivo della separazione fra Adèle e James: gli unici indizi che abbiamo vengono da dei flashback di un litigio fra Adèle e Sarah.
Il luogo è popolato solo dalle onde, dalle pecore e dalle leggende; una fra queste racconta di un predicatore locale, sacerdote di antichi riti, che appena cinquant'anni prima avrebbe costretto tutta la popolazione a buttarsi nell'oceano per giungere nell'Annwn, la terra dei morti equivalente a qualcosa di simile al nostro paradiso, ma forse più simile all'inferno. D'improvviso Sarah scompare, dispersa in mare; poco tempo dopo si presenta una bambina molto somigliante a lei, Ebrill (Abigail Stone), e le leggende saranno d'aiuto.
Dicevamo che il film sembrerebbe meritarsi qualcosa più dell'home video, e configurerebbe uno dei rari casi di buona scelta da parte dei nostri distributori: la confezione, con fotografia (Christian Sebaldt) adatta all'atmosfera ed una macchina a mano fatta quasi professione di fede, sembra celare una aderenza ad un significato, o quantomeno ad uno svelamento che verrà offerto in seguito. Le prove del cast sono tutte molto apprezzabili, con in testa una Maria Bello attrice da sempre determinata giunta alla prova della vita con A History of Violence di Cronenberg; Bean è fra i migliori professionisti attualmente disponibili e le due bambine funzionano bene.
Con questo non intendiamo dire che, oltre alla macchina a mano sempre presente a rimarcare soprattutto la propensione verso l'oceano e le sue onde, The Dark presenti aspetti particolarmente interessanti: il suo modello principale è The Ring, in più punti praticamente copiato di sana pianta dal remake di Verbinski (i suicidi in mare, la corsa delle pecore verso l'oceano, le ricerche di Adèle, la ragazzina segregata, i trattamenti medici), ma l'intreccio sembra tenersi insieme in una maniera coinvolgente. Più si va avanti e più il modello si sposta verso l'horror spagnolo alla Balagueró, nel quale lo sguardo abbandona l'aderenza alla storia ed inizia ad autoalimentarsi di semplici visioni. Arrivati alla fine abbiamo avuto così tanti finali in un film che non vuole finire, che abbiamo l'impressione (corretta) che ci si sia scordati di mantenere la promessa di dare un vero senso al tutto. Questo è uno di quei film che ci tengono a far vedere di essere elaborati, provando in tutti i modi ad ipnotizzare per convincere delle proprie qualità interne; non raggiunge le vette onanistiche di regista e montatore in Stay, ma anche il film di Fawcett ha barato con noi sin dall'inizio. Quel che è peggio, al contrario di Stay sembrava potersi contenere.

Giudizio: 2
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