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| Martedì 26 Dicembre 2006 23:24 | |||
Titolo originale: EragonNazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Avventura, Fantastico Durata: 104' Regia: Stefen Fangmeier Cast: Jeremy Irons, John Malkovich, Edward Speleers, Djimon Hounsou, Robert Carlyle, Alun Armstrong Produzione: 20th Century Fox, Ingenious Film Partners Distribuzione: 20th Century Fox Data di uscita: 22 Dicembre 2006 Trama: Nel mondo fantastico di Alagaësia, popolato da nani, elfi e creaturte misteriose, vive il giovane e valoroso Eragon con la sua amica, una dragonessa di nome Saphira. I due riescono a comunicare tramite il pensiero. Eragon scopre di essere in realtà uno dei membri eletti dell'esercito dei Cavalieri dei Draghi e come tale deve portare a termine la sua missione: liberare il mondo dalle oscure presenze che lo minacciano. Armato di una spada magica e aiutato dai saggi consigli di un cantastorie, il ragazzo è pronto ad affrontare mille avventure. (Yahoo) Recensione di EMANUELE RAUCO È un'onda lunga, che è partita dai fumetti e dai giochi di ruolo, si è
appropriata della letteratura da best sellers ed ora è pronta ad
invadere le sale cinematografiche: il fantasy, ed il suo fiammeggiante
immaginario fatto di cavalieri, magie e draghi mistici, si sta
preparando alla definitiva conquista del mondo.Peccato che questo film, tratto dal romanzo omonimo di Christopher Paolini (un fortunatissimo adolescente, all'epoca della prima uscita), non sappia dare fiato alle trombe ancora da suonare del genere al cinema, che dopo le glorie de Il signore degli anelli è ancora alla ricerca di un degno erede. La storia racconta di Eragon, un giovane ed intraprendente ragazzo, che trova un uovo di drago appartenente al perfido re di Algaesia, Galbatorix, e scopre di essere l'ultimo cavaliere di draghi esistente; assieme al maestro Brom, cominceranno la lunga lotta per la maledizione del regno. Un'avventura fantastica diretta dall'esordiente Stefen Fangmeier (curatore degli effetti speciali) che è, ovviamente, anche un romanzo di formazione, per un adattamento attesissimo dai milioni di fans mondiali, ma che probabilmente li lascerà delusi per la mancanza di vera avventura e magia, non riuscendo ad appassionare come vorrebbe e potrebbe. Scritto da Peter Buchman, il film vorrebbe essere una saga epica prolungata nel tempo (sta per uscire il terzo capitolo letterario) che sfrutta i topoi della letteratura del genere, dal giovane apprendista che apprende da un maestro vecchio, stanco e saggio, al regno dominato da un cattivo, dal popolo che aspetta l'avvento del salvatore (soprattuto la bella guerriera di turno) all'aiuto magico di arti o creature: tutte cose già sentite, di solito in meglio. Ma sarebbe un problema tutto sommato secondario (in un genere codificato come questo), se Fangmeier non sprecasse tutto il potenziale narrativo e cinematografico: il suo film, per colpa sua, non vive, non respira, non si anima mai, restando tutto sulla carta e trasformando dei personaggi anche affascinanti in figurine, soprattutto è imperdonabile l'aver reso un rapporto così bello e toccante come quello tra Eragon e Saphira (si sentono attraverso i pensieri ed in uno sta la vita e la magia dell'altro) una via di mezzo tra un legame animale-padrone ed una coppietta di vezzosi sposini. Per il resto la ricca ed elaborata produzione (belle scene di Wolf Kroeger, buona fotografia di Hugh Johnson, gli effetti speciali, assieme a costumi e montaggio) può renderlo piacevole e passabile, specie a chi non chiede troppo, ma non può far volare un film in cui la sceneggiatura naviga a vista nel mare del dejà-vu, senza dare un'aura mitologica alla storia, e la regia non si apre mai ad un vero respiro epico, non diventa mai puro cinema "stregato", relegandosi a qualche scena d'azione, ad una battaglia poco appassionante (apice di un climax un po' fiacco) e ad una mistica facile, buona per il mercato, più che per l'emozione. Altalenanti le prove degli attori: inespressivo il protagonista Speelers, stoico Jeremy Irons nel recitare dialoghi non proprio shakespeariani, un pò sprecati John Malkovich e Sienna Guillory (che ha fascino degno di ben altro). Ottimi Robert Carlyle, il fantasma Durza, ed il cameo di Joss Stone, la maga Angela, che vorremmo vedere più spesso sullo schermo. In definitiva non un film brutto, ma asfittico, poco emozionante, a cui l'edizione italiana - quasi in un harakiri filmico - ha voluto sostituire per il drago la suadente voce originale di Rachel Weisz con quella meno graziosa e più incerta di Ilaria D'Amico.
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