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Bobby Stampa E-mail
Sabato 20 Gennaio 2007 15:26
Bobby / LocandinaTitolo originale:      Bobby
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Drammatico
Durata:      114'
Regia:      Emilio Estevez
Cast:      Anthony Hopkins, Helen Hunt, Nick Cannon, Emilio Estevez, Colin Ferguson, Demi Moore, Freddy Rodriguez, Sharon Stone, Elijah Wood, Michael Bowen, Laurence Fishburne, Ashton Kutcher, Heather Graham, Jacob Vargas, Martin Sheen, Gus Lynch, John Lavachielli, David Krumholtz, Harry Belafonte, Lindsay Lohan, Christian Slater, Joshua Jackson, Shia LaBeouf, William H. Macy
Produzione:      Bold Films
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      19 Gennaio 2007

Trama: Il senatore degli Stati Uniti Robert F. Kennedy fu assassinato il 6 giugno 1968 all'Ambassador Hotel di Los Angeles. Il film cerca di ricostruire la sua ultima notte di vita e si concentra sul luogo del delitto avvenuto alla presenza di altre 22 persone. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

BobbyDavvero pregevole questo film di Emilio Estevez, figlio del qui presente Martin Sheen, dove politica e graffiante critica alla guerra del Vietnam si assommano a storie qualunque di normali cittadini, sia che siano dei Messicani che lavorano nelle cucine dell'albergo che delle alcolizzate e nevrotiche donne di successo. Un tappeto di stelle di giovani e vecchie star sono presenti al servizio di questo film celebrazione (si segnala anche Anthony Hopkins qui in veste di produttore oltre che attore) che utilizza la tecnica del documentario inserendo nella vicenda normale spezzoni di dichiarazioni di Kennedy, in maniera sublime in quanto lo sfortunato candidato alla presidenza non appare mai rappresentato da un attore ma con la sua voce originale, sottotitolato e in televisione in filmati di repertorio. E quando brevemente si innesta nella vicenda dell'albergo, vengono inserite immagini di repertorio montate intervallando e innestandosi nel flusso di recitazione degli attori come se fossero nella vicenda storica. Un lavoro di montaggio egregio a dir poco, che in film di questo tipo con un cast di proporzioni cosiì vaste e di storie frammentate è necessario e fondante per una resa filmica di valore riferita al tipo di storia.
Estevez usa la vicenda di Bob Kennedy per criticare la guerra in Vietnam, le folli spese per sostenerla e i sacrifici umani necessari per combatterla.
Nessuno dei protagonisti vede il Nam come una causa ideale e nobile, tutti ne rifuggono se possono e usano qualunque mezzo per riuscire a non entrare in quell'inferno. Memorabile la scena dell'apertura dell'armadio con la finestra sui bombardamenti, dove il viaggio-trip si trasforma in un ritorno agli albori della necessità umana basilare del vivere (la lettiera del gatto che diventa una sorta di humus intellettivo per l'uomo nudo e primordiale) alla riscoperta di valori perduti che solo liberandosi delle pastoie del mondo moderno sono capibili e riconoscibili.
Ogni protagonista vive un disagio piccolo o grande, sia un umile cameriere con la passione del baseball (vero sogno e rifugio degli americani del tempo, citato poi realmente da Kennedy nel suo discorso finale) oppure una ricca cantante in declino, o una estetista in crisi tradita dal marito (Demi Moore e Sharon Stone nell'ordine sono bravissime), simboleggiando la speranza per il nuovo possibile futuro. La chiave di lettura che usa Estevez per il suo film è dato dal discorso delle scarpe,dove Helen Hunt, dopo una difficile scelta delle calzature adatte, dice chiaramente che "Camminare con le scarpe nuove è difficoltoso" e il marito Martin Sheen le risponde "Sì, ma sono bellissime". Scarpe che poi dopo la tragedia cadono dai piedi, scarpe che nell'ultima foto celebrazione dei titoli di coda non ci sono con un giovane Bob scalzo che sulla spiaggia guarda mare e orizzonte. Le nuove scarpe non esisteranno più con il filo della vita di Bobby interrotto.
Un bel lavoro veramente, che commemora e non enfatizza, propone vari temi interessanti con una regia onesta che sapendo e riconoscendo i propri limiti sceglie una costruzione limitata nei luoghi della vicenda per meglio gestire il tutto (il film si svolge quasi interamente nell'albergo), con il grande pregio di riuscire a non far cozzare ma convivere tante star bilanciando sapientemente ruoli e presenze.

Giudizio:


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice
: 2
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