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Step Up Stampa E-mail
Sabato 27 Gennaio 2007 14:16
Step Up / LocandinaTitolo originale:      Step Up
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Drammatico
Durata:      100'
Regia:      Anne Fletcher
Cast:      Channing Tatum, Jenna Dewan, Damaine Radcliff, De'Shawn Washington, Mario, Drew Sidora
Produzione:      Eketahuna LLC, Summit Entertainment
Distribuzione:      Medusa
Data di uscita:      26 Gennaio 2007

Trama: Tyler Gage, un adolescente ribelle cresciuto per strada senza una vera e propria famiglia, si mette nei guai con la giustizia per atti di vandalismo all'interno della School of Performing Arts. Condannato dal tribunale dei minori, viene mandato a svolgere un lavoro socialmente utile proprio all'interno della scuola stessa. Tuttavia, dietro ai comportamenti da teppista di Tyler si cela una grande abilità come ballerino che ben presto viene notata da Nora Clark, la più brillante tra le allieve del corso di danza. Nora è alla ricerca di un partner per lo show organizzato dall'istituto e avendo capito che il giovane ribelle, con un po' di addestramento, potrebbe essere all'altezza del compito, riesce a far commutare la pena. Attraverso il suo talento per il ballo Tyler potrebbe iniziare così una nuova vita. (Yahoo)


Recensione di EMANUELE RAUCO

Step UpTutto dovrebbe essere un critico, od un semplice appassionato, tranne che snob, specie se si deve puntare l'occhio su film chiaramente commerciali, fatti per un pubblico che accorre nonostante la scarsità di attrattiva artistica. Troppo spesso si sente parlare a vanvera della distanza tra pubblico e cinefili, perciò chiariamo l'oggettività di questa recensione.
Ma trovarsi di fronte all'ennesimo film con giovani ballerini, che vorrebbe riesumare la gloriosa (seppur esigua) tradizione del film-balletto – basti citare i capolavori di Powell & Pressburger, o The Company di Altman – finendo invece per affossarla, non ce la facciamo a non storcere il naso sospirando irritati.
Storia oltremodo banale: un riottoso ragazzo ribelle scopre il suo talento per la danza quando, costretto a lavori socialmente utili in una scuola d'arte, aiuta una ragazza a preparare il suo saggio finale, ovviamente innamorandosene.
Se escludiamo le differenze razziali e la maggiore bellezza dell'attuale protagonista, il film sembra la copia carbone di mille altri film simili (in primis Save the Last Dance) nel cercare di mischiare la commedia adolescenziale ed il dramma all'acqua di rose con musiche (esclusivamente di tendenza commerciale e black) e balletti pronti per il consumo dei teen-ager.
Peccato che questo nuovo epigono fallisca su tutti fronti (nonostante i 65 millioni di dollari d'incasso), a partire dall'insopportabile sceneggiatura di Duane Adler e Melissa Rosenberg che pesca a mani piene dagli stereotipi che in America imperversano dall'inizio degli anni '80, e che costruisce un racconto quasi cronometrabile nella sua assoluta prevedibilità e nel pedissequo rispetto di tutte le regole del film per ragazzini depressi: i sogni infranti e quelli da rincorrere, le difficoltà della strada e quelle dell'arte, il ragazzo di periferia e la ragazza di città. Verso la fine c'è perfino l'incombente tragedia che sembra dimenticata 5 minuti dopo.
Fletcher, coreografa di grido aiutata dalla produzione di Adam Shankman – altro notevole coreografo –, mette in scena un mondo fatalmente datato, che non esiste più, alla vana ricerca di un atmosfera da favola che non riesce a sposarsi con i tentativi di realismo spicciolo delle notazioni polemiche sulla società dello spettacolo e dei consumi, di cui questo film fa incontestabilmente parte.
Tutto questo sarebbe forse sopportabile se la parte musicale fosse avvincente ed efficace, invece la musica fa troppo spesso da sottofondo alle stanche storielline sentimentali, vanificando così un paio di interessanti brani R&B, specie quelli prodotti e composti da Mario (noto artista black, qui prestato alla recitazione), e rendendo poco interessanti le già poche sezioni di danza, che seguono schemi – anche narrativi – già visti e non riescono a regalare neanche un climax soddisfacente, come il finale che dovrebbe essere il clou, mentre da quasi l'impressione di non essere stato provato a sufficienza: e per un film realizzato da coreografi è il colmo!
Ciliegina sulla (cattiva) torta la recitazione tra il piatto ed il pessimo dei protagonisti, peraltro intralciati da personaggi insulsi: se Jenna Dewan regala al pubblico un pò di talento ed un certo sex appeal, Channing Tatum è nullo ed irritante nello scolpire un'insopportabile espressione vuota ed imbronciata al suo personaggio (tra l'altro molto fastidioso) e gli altri navigano a vista nell'anonimato. E l'incauto spettatore non fan, nulla può salvare dall'abbraccio di Morfeo.

Giudizio:


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