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Hannibal Lecter - Le origini del male Stampa E-mail
Sabato 10 Febbraio 2007 15:34
Hannibal Lecter - Le origini del male / LocandinaTitolo originale:      Hannibal Rising
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Drammatico, Thriller
Durata:      117'
Regia:      Peter Webber
Cast:      Gaspard Ulliel, Toby Alexander, Veronika Bellov�, Matthew Blood-Smyth, Richard Brake, Brian Caspe, Katrine De Candole
Produzione:      DeLaurentiis Productions, Young Hannibal Productions Ltd., Carthago Films S.a.r.l., Dino de Laurentiis Corporation, Ingenious Film Partners, Quinta Communications USA Inc.
Distribuzione:      Filmauro
Data di uscita:      9 Febbraio 2007

Trama: Le vicende del giovane Hannibal Lecter, dall'infanzia in Lituania con i tragici avvenimenti della II Guerra Mondiale, l'adolescenza a Parigi, l'arrivo negli Stati Uniti e i momenti precedenti la sua cattura da parte dell'FBI. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Hannibal Lecter - Le origini del maleCon Hannibal Lecter - Le origini del male siamo così arrivati ad avere il prequel (questo) del prequel (Red Dragon) che a sua volta era un remake (lo splendido Manhunter - Frammenti di un omicidio) de Il silenzio degli innocenti e del successivo Hannibal. Adesso onestamente si spera che la parabola dello sfruttamento commerciale si sia conclusa qui, dato che sembra veramente non si possa cavare altro dalla saga. Vista poi la poca propensione di Hopkins a fare un altro seguito che sarebbe quantomai pericoloso qualitativamente, potrebbero narrarci qualche cosa dei genitori di Hannibal o del suo trisavolo che potremmo scoprire parente di Dracula... Speriamo di no. Vivamente. Oltre alle logiche commerciali di richiamo, questo film in fondo è solo un onesto prodotto che si uniforma ad altri film thriller, che se non fosse per il fascino del personaggio cadrebbe nel dimenticatoio al più presto.
Film di questo tipo sono già stati visti sia come ambientazione che come tema del serial killer (ricordiamo Evilenko e Cittadino X, il primo rivisitazione dell'altro), mentre il discorso del cannibalismo è molto edulcorato e siamo lontani dai coraggiosi esempi di Antropophagus o di altro cinema che fa del pasto umano sulla sua stessa specie il discorso di base. Dovendo proporsi a un pubblico di massa, ovviamente certe cose non potevano essere esasperate o mostrate con chiarezza, pecca riscontrabile non in una logica di gusto morboso del vedere quanto proprio in una situazione di ricerca del significato, dove dopo l'ottimo inizio prologo ci si perde in una ciclica ripetizione del farci capire quanto l'uomo sia cambiato, la giovinezza perduta e ogni sentimento di bontà cancellato (emblematica la frase finale "Io ti amo..." "In che modo puoi amare qualcosa?"), cosa che risulta fastidiosa insieme alla ricerca decisamente blanda come intensità e indagine di dove sono i suoi carnefici di un tempo.
In bilico sempre tra esasperazione e limitazione, questo film alla fine non riesce ad accontentare i patiti del cinema gore o splatter, e coloro che cercano la storia thriller o di fine psicologia alla fin fine hanno un prodotto tutt'altro che affascinante o indimenticabile.
Diviso in due tronconi (1944, il germoglio; 1952, la liberazione del nuovo essere), la parte migliore è sicuramente la prima, molto più corta, di grande fascino fotografico con i suoi colori scuri, intensa per la drammaticità e che in poco spazio temporale raggruppa tutti gli avvenimenti base del film. La seconda, partendo da quell'allenamento marziale un po' ridicolo, si dipana sempre più stanca senza nessun vero volo di fascino, depressa da una impossibilità di premere sull'accelleratore per i motivi sopra detti e con delle situazioni che il protagonista (luciferino nella espressione) inchioda con una recitazione volonterosa ma monoespressiva. La presenza dell'affascinante Gong Li porge un fascino orientale da geisha che stride parecchio con l'ambientazione del film, quasi fuori posto e solo necessaria per porgere la katana comoda per la trama, mentre degli artifizi narrativi che vengono subito sgamati chiudono lo stupore velocemente.
In definitiva un buon film di intrattenimento, da vedere come thriller con spruzzate sanguinolente, che però non aggiunge nulla alla saga del Dottor Lecter, dimostrando che ormai il personaggio per funzionare deve essere interpretato da Hopkins ed essere un motore di cammino e non di rivisitazione/spiegazione.

Giudizio:

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