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| L'amore non va in vacanza |
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| Martedì 13 Febbraio 2007 11:57 | |||
Titolo originale: The HolidayNazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Commedia, Romantico Durata: 138' Regia: Nancy Meyers Sito ufficiale: www.sonypictures.com/theholiday Sito italiano: www.uip.it/lamorenonvainvacanza Cast: Cameron Diaz, Kate Winslet, Jude Law, Jack Black, Eli Wallach, Rufus Sewell, Edward Burns, Lydia Blanco, John Krasinski Produzione: Columbia Pictures Corporation, Columbia Pictures, Relativity Media, Universal Pictures, Waverly Films Distribuzione: UIP Data di uscita: 9 Febbraio 2007 Trama: Tradite dai loro uomini e sfortunate in amore, due donne che non si conoscono e che vivono in continenti diversi, una é americana e l'altra é inglese, s'incontrano su internet e decidono di scambiarsi la casa per le vacanze, chissà che un po' d'aria nuova e il trovarsi in un paese diverso non le aiuti a fare nuove conoscenze e magari trovare quella fortuna in amore che sino a quel momento ad entrambe ha voltato le spalle. (Yahoo) Recensione di PIETRO SIGNORELLI Nancy Meyers (regista di Tutto può succedere e What Women Want) attraverso questo lavoro cerca di rendere in immagini la difficoltà di rimanere senza un vero amore e di poter adattarsi alle esigenze di vita dell'altra persona per raggiungere un giusto equilibrio. La voglia di fuggire dopo una delusione d'amore è tremenda, come se il fatto di raggiungere nuovi posti possa cancellare il dolore che stanzia in quello vecchio. Partendo da questo assunto, Amanda (Cameron Diaz) abbandona incredibili ricchezze per cercare la solitudine in un cottage inglese (Rosehill), mentre Iris (Kate Winslet) fugge solo per rompere una specie di maledizione d'amore verso colui che dopo averla umiliata non sembra aver pietà di lei e non esce dalla sua mente. Questo gioco di ricerca della pace è compiuto a colpi di fioretto con sorrisi a profusione da parte delle due affascinanti protagoniste, il tono del film è sempre pacatissimo, non si eccede mai in urla e grida, e anche la fase iniziale dove si assiste a delusioni e allontanamenti avviene in una sorta di bambagia registica. Come cavalieri di una volta appaiono Law e Jack Black, splendidi nella loro armatura di semplicità e simpatia, spuntati fuori con un destino segnato di galante conquista. Tanto, troppo buonismo, che rende il film privo di veri picchi di esaltazione dell'accadimento, dove tutto procede pacato nella ricerca di un mondo pieno di buona volontà. Questo incedere lento e in fondo monotono (una storia può essere simpatica quanto si vuole ma se non si cercano vere alterazioni di trama tutto rischia di assopirsi), provoca nello spettatore una sorta di assuefazione al sorriso, alla tenerezza tanto che la cosa risulta artefatta e poco percepibile nel nostro animo limitandosi agli occhi. Oltretutto vengono innestati nella trama accadimenti davvero poco logici e del tutto privi di sorpresa, rovinando oltre che l'attenzione anche la credibilità. In mezzo a questo abbiamo comunque cose molto valide, su tutte la stupenda prova di Eli Wallach (l'indimenticabile "Tuco" de Il buono, il brutto, e il cattivo) che alla veneranda età di 91 anni si prodiga in una parte stupenda, intensa e davvero sentita di uno scrittore di Hollywood che non riconosce più il sistema e ritiene i suoi premi solo una tardiva panacea. I riferimenti agli oscar alla carriera nella notte delle stelle non sono a casaccio, Morricone viene stracitato e la totale dimenticanza verso le stelle del passato è palpabile, oltretutto ad omaggio di un cinema particolare e di classe, ci sono manifesti di Tatì nelle stanze, alla videoteca abbiamo un cameo di Dustin Hoffmann e citazione de Il laureato, vediamo spezzoni di vecchi film e copertine di Colazione da Tiffany e tanti altri vecchi film e commedie capolavoro, omaggio della regista alla sua scuola da cui ha tratto gusto e indirizzo cinematografico. Tra l'altro la regista cita se stessa con una frase pronunciata dalla Winslet «Tutto può succedere», e si chiude il valzer delle citazioni con le musiche canticchiate o suonate da Jack Black. Tra l'altro il falso trailer con James Franco e la Lindsay Loohan è divertentisismo, come le voci fuori campo dei trailer della vita di Amanda. Ci sono quindi delle macchie di piacere in un lavoro che si dipana con delle lentezze e ripetizioni inaccettabili, che soddisferà appieno il gusto di chi deve commuoversi o sta cercando film sentimentali, ma bisogna davvero che la propensione per questo tipo di cose sia molto alta, dato che non bastano quattro attori di bella presenza e certificate buone capacità per riempire una trama con un plot tanto semplice. Alla fine il vostro gusto personale accompagnerà l'accadimento del finale. Se non vi ritroverete a fare quello che succede il film avrà fallito con voi il bersaglio. Giudizio: Recensione di ALBERTO DI FELICE Il film natalizio di Nancy Meyers (What Women Want, Tutto può succedere) ha due idee buone, una per ciascuna delle due protagoniste. La prima è per Iris (Kate Winslet), impiegata inglese perennemente infelice copia di Bridget Jones: la fa arrivare ad Hollywood e le fa rivivere il fascino del bel cinema che non c'è più mettendole di fianco un vecchio sceneggiatore uscito dai tempi d'oro (Eli Wallach, Il buono, il brutto, il cattivo) ed un giovane compositore che conosce tutte le colonne sonore a memoria (Jack Black). La seconda è per Amanda (Cameron Diaz), californiana montatrice di trailer: ogni tanto la sua stessa vita si trasforma in un trailer, e lei impazzisce ancor di più.Queste due belle idee, che poi sono una (tramutare il romanticismo da cioccolatino in un omaggio romantico ai tempi d'oro di Hollywood), riuscirebbero a rendere amabile il film. Anche perché gli interpreti (meno la Diaz, tutta sorrisoni) sono straordinari, soprattutto quelli della metà che si svolge in California. Gli incontri per caso, in un disperato scambio di case fra le due metà dell'Atlantico, sono molto diversi: da un lato c'è una coppia di belli, dall'altra una coppia di "interessanti". Opinabile: sono io il primo a dire che la Winslet è stupenda (e dannatamente intensa, sempre); converrete invece che Black non è il massimo (ma è una forza, sempre). Gli "interessanti", comunque, sono quelli che meglio (con qualche sincera punta di commozione, anche) onorano l'intento sovradescritto e sono la parte più credibile del film. La Diaz ha come straniero che le fa perdere la testa il bel Jude Law, che si scoprirà esser vedovo con figlie (fra le più adorabili, troppo, mai viste). Un ragazzo padre è l'ideale per portare qualità "adulte" alla vicenda, ma anche su questo versante la sfida fra le due coppie è persa. Ma oltre alla metà che omaggia la vecchia Hollywood e alla bella commozione che suscita, che cosa ha questo film? Beh, il resto è copiato e scontato, col pilota automatico. Basti dire del bello e dannato, Hugh Grant/Daniel Cleaver della situazione, Rufus Sewell, che sbuca fuori senza neanche sapere perché. In definitiva c'è del buono, ma i 138' del film ci girano troppo poco attorno. Giudizio:
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Titolo originale: The Holiday
Nancy Meyers (regista di Tutto può succedere e What Women Want) attraverso questo lavoro cerca di rendere in immagini la difficoltà di rimanere senza un vero amore e di poter adattarsi alle esigenze di vita dell'altra persona per raggiungere un giusto equilibrio. La voglia di fuggire dopo una delusione d'amore è tremenda, come se il fatto di raggiungere nuovi posti possa cancellare il dolore che stanzia in quello vecchio. Partendo da questo assunto, Amanda (Cameron Diaz) abbandona incredibili ricchezze per cercare la solitudine in un cottage inglese (Rosehill), mentre Iris (Kate Winslet) fugge solo per rompere una specie di maledizione d'amore verso colui che dopo averla umiliata non sembra aver pietà di lei e non esce dalla sua mente.
Il film natalizio di Nancy Meyers (What Women Want, Tutto può succedere) ha due idee buone, una per ciascuna delle due protagoniste. La prima è per Iris (Kate Winslet), impiegata inglese perennemente infelice copia di Bridget Jones: la fa arrivare ad Hollywood e le fa rivivere il fascino del bel cinema che non c'è più mettendole di fianco un vecchio sceneggiatore uscito dai tempi d'oro (Eli Wallach, Il buono, il brutto, il cattivo) ed un giovane compositore che conosce tutte le colonne sonore a memoria (Jack Black). La seconda è per Amanda (Cameron Diaz), californiana montatrice di trailer: ogni tanto la sua stessa vita si trasforma in un trailer, e lei impazzisce ancor di più.







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