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| Mr. Bean's Holiday |
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| Domenica 15 Aprile 2007 01:00 | |||
Titolo originale: Mr. Bean's HolidayNazione: Regno Unito Anno: 2007 Genere: Commedia Durata: 90' Regia: Steve Bendelack Cast: Rowan Atkinson, Willem Dafoe, Max Baldry, Emma de Caunes, Jean Rochefort, Karel Roden, Pierre-Benoist Varoclier Produzione: Studio Canal, Tiger Aspect Productions, Universal Pictures, Working Title Films Distribuzione: UIP Data di uscita: 6 Aprile 2007 Trama: In Inghilterra è un piovoso pomeriggio e Mr. Bean è felicissimo di essere il vincitore del Primo Premio della lotteria organizzata dalla parrocchia del quartiere: una settimana di vacanza nel Sud della Francia e una videocamera nuova di zecca. Soggiornerà a Cannes, e proprio al culmine del suo famoso festival cinematografico. Prende l'Eurostar per Parigi e filma tutto con la sua nuova videocamera. Alla Gare de Lyons, chiede ad un altro viaggiatore di riprenderlo mentre sale sul treno per Cannes. L'uomo è Emil Duchesvsky, un regista cinematografico russo che sta andando a Cannes perché membro della giuria del Festival. Emil gli fa questo favore, ma nella confusione delle riprese, viene lasciato sulla piattaforma accanto ai binari mentre il treno lascia la stazione. Tra contrattempi e gag esilaranti, Mr. Bean arriverà finalmente alla meta delle sue vacanze... (FilmUp) Recensione di PIETRO SIGNORELLI Un po' Mister Magoo e molto Monsieur Hulot ritorna a fare danni sugli schermi il personaggio creato da Rowan Atkinson, che aveva già avuto l'onore di apparire al cinema con un lungometraggio nel 1997.Il film è un gigantesco omaggio a Le vacanze di Monsieur Hulot di Jacques Tati, solo che mentre nell'originale il film è quasi interamente girato sulla spiaggia, questo di Mr. Bean è quasi interamente in viaggio per raggiungere Cannes e la località balneare. Cinema fatto di dilatazione degli sketch televisivi con un esile filo di trama, questo viaggio pieno di inconvenienti conserva una freschezza e una simpatia ben marcata, ponendo nella condizione ideale di trascorrere dei momenti di divertimento anche ai non Bean fan. Gli omaggi a Tati sono tantissimi, sin dal fatto che ci si rechi in Francia e non in una spiaggia qualsiasi, continuando poi con il nome del soporifero film nel film del regista di finzione Carson Clay che si chiama "Playback Time" che ha assonanza con Play Time, regista che ha 4 lettere nel cognome come Tati. Ci sono comunque omaggi anche per Benigni (la corsa sulle spalliere delle poltrone come nella famosa premiazione de La vita è bella alla notte degli Oscar) e per Mister Magoo con la scena finale della discesa a scalini con gli automezzi (si potrebbe azzardare anche un omaggio ad Opera di Dario Argento molto nascosto).
Cinema di omaggi, di situazioni stazionali in locali (tutte giocate sulla mimica di Atkinson che nel film non parla praticamente mai e quel poco che dice è fatto con la voce di Pippo), ma anche di movimento, visto che il film è un lungo percorso continuamente ostacolato verso la agognata meta. Treni, macchine e biciclette vengono usate dallo stralunato protagonista nella sua corsa a combinare guai, problemi che dovrà risolvere incontrando anche una graziosa aspirante attrice (la dolce Emma de Caunes).
Simpatica la presenza di Jean Rochefort nei panni del cameriere del locale di lusso, mentre Willem Dafoe si diverte ad interpretare un regista che si sente un nuovo Truffaut senza avere una minima idea di come allestire un film decente, impegnato a tediare con primi piani e uso della voce fuori campo, che poi per convenienza non esita a rinnegare il proprio lavoro visto che trova un successo insperato grazie a una cosa del tutto diversa. Un film che passa via veloce e gradevole, adatto a una serata senza pensieri, un piccolo bicchiere d'acqua che si sorseggia volentieri senza pretesa di nessuna bollicina, che fa sorridere con una comicità garbata ed eloquente nel suo svolgimento, che però ha una grave pecca nel non proporre fondamentalmente nulla di nuovo se non la dilatazione di quanto già visto in tv.
Giudizio:
Recensione di ALBERTO DI FELICE
Tutti fanno il proprio tempo. E forse tutto, per quanto rimanga sempre piacevole. È un'osservazione che non posso non attaccare a questo secondo capitolo cinematografico delle avventure transfrontaliere del molesto ma adorato Mr. Bean di Rowan Atkinson, che stavolta parte per Cannes e prima di arrivarci deve combinarne e subirne di tutti i colori.Il Nostro nasceva nei primissimi anni '90 e spopolava come un fenomeno mordi e fuggi anche nei nostri lidi, che non hanno mancato di dimostrargli tutto il loro affetto quando recentemente è sbarcato a Roma a presentare la sua ultima fatica. Le sue pillole televisive sono passate mille volte ed ancora passano fra un programma e l'altro, quando meno te l'aspetti. Ecco, quella dimensione è probabilmente quella cui il personaggio appartiene, col suo tacchino natalizio da preparare o l'auto distrutta da un carrarmato di Sua Maestà. Il Mr. Bean che va all'estero è una briosa vacanza anche per lo spettatore, che sa che qualcosa è diverso. Rispetto al precedente Mr. Bean – L'ultima catastrofe, però, la vacanza in Francia ha un sapore strano. Non c'è nulla di identificabile come memorabile, ma tutto ha l'aria di sbucar dritto da un tempo che fu, un'aria di enorme nostalgia. Atkinson è con tutta evidenza Tati, Keaton, Chaplin. E mentre avanza noncurante attraverso il traffico per terminare il suo viaggio sulla spiaggia, sembra una visione lontana nel tempo, che sta lì lì per svanire. Forse ci piace più questa nostalgia del film in sé.
Giudizio:
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Titolo originale: Mr. Bean's Holiday
Un po' Mister Magoo e molto Monsieur Hulot ritorna a fare danni sugli schermi il personaggio creato da Rowan Atkinson, che aveva già avuto l'onore di apparire al cinema con un lungometraggio nel 1997.
Tutti fanno il proprio tempo. E forse tutto, per quanto rimanga sempre piacevole. È un'osservazione che non posso non attaccare a questo secondo capitolo cinematografico delle avventure transfrontaliere del molesto ma adorato Mr. Bean di Rowan Atkinson, che stavolta parte per Cannes e prima di arrivarci deve combinarne e subirne di tutti i colori.







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