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Perfect Stranger Stampa E-mail
Mercoledì 18 Aprile 2007 01:00
Voto: * (su ****)  Recensione di Pietro Signorelli
Perfect Stranger
Prendete due attori belli e famosi che si riuniscono per creare un thriller a tinte fosche (Halle Berry e Bruce Willis), un regista in crisi d'ingaggi (James Foley dal 2003 con Confidence, protagonista Dustin Hoffmann, non dirigeva più, ma ricordiamo anche il film con Madonna Who's That Girl) che vede la ghiotta occasione per lavorare con due star su plot non difficilissimi, creiamo una parte per una spalla (Ribisi) e aggiungiamo tanto hi-tech, frulliamo il tutto ed abbiamo uno dei thriller più sbilenchi della ultima stagione.
Poverissimo di invenzioni per lo meno decenti, squallido in dialoghi del tutto stereotipati, questo Perfect Stranger rappresenta la pillola ideale per chi vuole farsi una bella dormita risparmiandosi l'assuefazione, concedendo al sonno ristoratore un ben più importante ruolo nella nostra vita di questi 100 minuti inutili.
Halle Berry aveva voglia di fare un film, dopo anche il sinuoso ruolo di Catwoman, che rendesse visivamente la bomba sexy qual'è, bella ma anche un po' cinica. Niente di tutto questo si vede sullo schermo: le situazioni sono al limite del paradossale, ci si perde tantissimo nel chiedersi perché e per come succede questo o quello, oltretutto il regista indugia e si sofferma su glamour e ricevimenti oltre il tempo utile (abbiamo anche un cameo di Heidi Klum doppiata stile gallina), l'azione si muove al rallentatore e la mdp sembra avere una calamita sul sedere di Halle.

Decisamente lei fa la sua grande figura in vestiti chic e di firma, esegue delle movenze e delle scelte di zona da profumare molto intriganti (vedere per credere), ma non riesce minimamente a trascinare in un pathos con una recitazione convinta una storia scricchiolante piena di personaggi che hanno esploso addosso tutti il marchio di Sex and the City. Riempiendo il plot dell'uso di pc e oggetti hi-tech sembrerebbe che il terrore che corre sul messenger potesse ricavare nuovi orizzonti di tensione, ma invece abbiamo un effetto contrario di repulsione per troppa ingerenza della necessità di giustificare ingressi pirata nel web che non muove minimamente la trama.
In uno sfacelo totale di inutili concatenazioni si salva solo la gradevole presenza di Bruce Willis, gigolò snob e duro come si deve sottoutilizzato, che con il suo sorriso sornione regala almeno un attimo di stile. Tutto superficiale, tutto scontato, tutto monotono anche se visivamente corretto e raffinato nella messa in scena dei locali, con un finale da far accapponare la pelle tanto privo di qualunque fascino. Inutile che lo dica a questo punto, evitare con cura.

Pietro Signorelli
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