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Epic Movie Stampa E-mail
Venerdì 04 Maggio 2007 01:00
Epic Movie - LocandinaTitolo originale:      Epic Movie
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Avventura, Commedia
Durata:      86'
Regia:      Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Cast:      Kal Penn, Adam Campbell, Carmen Electra, Faune A. Chambers, Jayma Mays, Fred Willard, Mary Castro, Qiana Chase, Jennifer Coolidge, Tony Cox
Produzione:      New Regency Pictures, Regency Enterprises, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione:      20th Century Fox
Data di uscita:      27 Aprile 2007

Trama: Quattro giovani orfani - uno allevato dal curatore del Louvre, un campione messicano di lotta libera, un mutante e una ragazza che, su un aeroplano, ha avuto strani incontri ravvicinati con dei serpenti - stanno per vivere la più strana avventura della loro vita. Mentre sono in visita ad una fabbrica di cioccolato si imbattono in un armadio fatato attraverso il quale entrano nel mondo di Gnarnia, un universo parallelo governato dalla malvagia White Bitch. I ragazzi, per sconfiggere la strega cattiva, si uniscono ad un Capitano pirata, ad alcuni maghi in erba e ad un leone saggio, ma sessualmente affamato. (Yahoo)

 

Recensione di EMANUELE RAUCO

 C’era una volta un misterioso acronimo, tre lettere agli antipodi dell’alfabeto che divennero simbolo di una deflagrante che seppellì molto serioso cinema di più di vent’anni fa. Quella tre lettere erano Z-A-Z, Zucker, Abrahams, Zucker. Insieme crearono gioielli della risata folle come L’aereo più pazzo del mondoUna pallottola spuntata e .
Adesso che quella verve è stata risucchiata e la comicità si è spostata verso il basso, gli eredi dimenticano la comicità in favore della grassa superficialità da caserma, oppure di una concezione della parodia piatta ed inerme. Quella che hanno Aaron Seltzer e Jason Friedberg, già autori di Hot Movie e sceneggiatori di alcuni Scary Movie (diretti con maggior cura, anche dallo stesso David Zucker), che continuano imperterriti a credere di divertire, prendendo di mira, stavolta, le saghe fantasy.
Quattro orfani diversi vincono un viaggio in una strana fabbrica di dolciumi, il cui protagonista è una sorta di pedofilo: rifugiatisi in un armadio si trovano in un magico mondo innevato dominato dalla malefica White Bitch, assieme ad un essere mezzo uomo e metà leone, proveranno a sconfiggerla, affrontando pirati, nani, mutanti, maghetti.
Scritto, ma è una parola enorme, dai due registi è un frullato micidiale di una ventina di film diversi, che non vale la pena citare, tanto sono evidenti già dalla tramina, che cerca di far ridere prendendo in giro l’apparenza di quei film, non andando mai a fondo della questione del genere, né cercando un livello superiore a quello degli avanspettacoli televisivi, ma accontentandosi di sesso e piccole baraccconate, senza nemmeno il coraggio della pura oscenità.
Strutturato – si fa per dire – su Le cronache di Narnia, ribattezzata Gnarnia, il film è una sequenza senza ritmo di gag, ricalchi, prese in giro innocue che sembrano più un quiz che un film, legate da una storia che non rilegge ma copia quella del film di Adamson ed irrancidite da un eccessivo numero di canzoncine e balletti hip-hop, ad uso e consumo del teenager a stelle e strisce.
Quello che manca al film, a parte il cinema, è una forza comica che affondi le sue radici nella cultura, nell’immaginario, che si spinga ad usare la parodia per prendere in giro, per graffiare per irridere un modo di fare (anche solo di fare cinema) e non, come sembra esplicito facciano i due registi, per perpetrare dei falsi miti, in attesa dell’ennesimo sequel: sono lontanissimi i tempi dei citati Z-A-Z o di Mel Brooks, e perfino Scary Movie ha molta più consapevolezza teorica e scaltrezza di regia.
Se fosse un cocktail, sarebbe 30% di risate (di cui solo il 20% genuine) e 70% di attesa e noia, perché il film va a vanti a strappi, senza idea di cosa sia il ritmo o i tempi, ed infarcendo tutto con stupide citazioni di programmi tv che conoscono solo in America: certo, il discorso culturale non può essere pregiudiziale. Ma l’incapacità siderale di registi e montatori sì, e non si capisce come una messinscena indegna di una sitcom, che sbaglia molti tempi comici, possa aver trovato spazio ad Hollywood.
In un film arrabattato e fasullo come questo, dove gli attori fanno sempre gli stessi ruoli, come fossero al Bagaglino, due cose sono davvero divertenti, ed una geniale: Harry Potter ed amici ormai debosciati 25enni, drogati e con figli, e l’uso delle controfigure completamente differenti dagli attori, che non vengono mai nascoste, ma mostrate in evidenza, con effetti esilaranti. Accontentarsi del poco – e cattivo – che passa il convento, è atto di buona fede.
 
Giudizio:
 
 
Recensione di ALBERTO DI FELICE
 
Epic MovieHot Movie non era il miglior esempio di destrezza comica, certo, ma almeno non era un filmetto totalmente impudico. Voglio dire: si poteva tranquillamente accettare che un gruppetto di amici si divertisse innocuamente andandolo a vedere. Purtroppo la nuova creatura di Jason Friedberg e Aaron Seltzer (sceneggiatori di quello nonché co-genitori coi Wayans ed altri del primo Scary Movie, ora entrambi alla "regia") oltrepassa anche la soglia delle demenza sopportabile dal più impenitente dei trogloditi.
Intitolato Epic Movie (ammesso che ci abbiano davvero riflettuto su) esclusivamente in quanto costruito sul canovaccio principale de Le cronache di Narnia (pessima scelta), è in realtà un mischiume informe che include anche Borat nella sua tenuta da mare, passando per X-Men e La fabbrica di cioccolato, "parodie" replicanti senza un perché video musicali e programmi MTV stile Punk'ed!.
È davvero dura assistere a 1h20' imbastite senza non dico invenzioni geniali, ma neppure la semplice nozione di ritmo della battuta, il sapere che cosa fa ridere e cosa è solo stupido (e non fa ridere neppure in quanto stupido). Friedberg/Seltzer avranno pure riciclato la via Scary Movie, ma il gusto (bisogna aver gusto, anzi bisogna averne moltissimo, anche nel ricercare la volgarità) della saga Wayans/Zucker non si vede proprio da nessuna parte. Miserando.
 
Giudizio:
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