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Harsh Times - I giorni dell'odio Stampa E-mail
Martedì 12 Giugno 2007 01:00
Harsh Times - I giorni dell'odio / LocandinaTitolo originale:      Harsh Times
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2005
Genere:      Azione, Drammatico
Durata:      119'
Regia:      David Ayer
Cast:      Christian Bale, Eva Longoria, Freddy Rodríguez, Tammy Trull, Adriana Millan, Armando Cantina, Lora Chio, Kenneth Choi
Produzione:      Crave Films, Harsh Times LLC
Distribuzione:      Mikado
Data di uscita:      8 Giugno 2007

Trama: Jim Luther Davis sta per partire per una missione antidroga in Colombia, Mike Alonzo è un programmatore di computer disoccupato. Insieme decidono di passare un po' di tempo bighellonando per Los Angels bevendo birra e causando guai, ma il loro divertimento si rivela molesto per gli altri. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Harsh Times - I giorni dell'odioL'opera prima di David Ayer (sceneggiatore di Training Day, Oscar miglior attore per Denzel Waghington) è un noir duro e disperato che parte per la strade di Los Angeles fino a chiudere le sue propaggini in Messico. Una Los Angeles sporca, brutta e cattiva che i due protagonisti percorrono alla ricerca di un lavoro e per trovare se stessi cercando di dare un senso alla propria vita. Jim (interpretato da un Christian Bale assolutamente strepitoso e folle, lo ricorderete per Batman Begins e The Prestige) ha subito forti traumi psichici dal passato bellico che non riesce ad assorbire, e reagisce con violenza schizofrenica a ogni cosa grande o piccola che gli succede, tranne quando viene interpellato da un militare a cui risponde forte e chiaro e agisce con ubbidienza ai suoi comandi, mentre Mike (interpretato da un Freddy Rodriguez ormai come il prezzemolo, lo vedrete tra qualche tempo anche nel prossimo Planet Terror, segmento di Grindhouse diretto da Rodriguez, Robert ovviamente) è un fannullone che vive alle spalle della ricca moglie a cui fa credere di essere perennemente alla ricerca di lavoro. Gli influssi e le caratteristiche di Training Day ci sono tutti in questo lavoro di Ayer, dove là c'era la palestra della convivenza con ricatti ed estorsioni, qui c'è la convivenza con il proprio disagio e la società in cui non si riesce bene ad integrarsi.
Jim è un personaggio scomodo, fuori dagli schemi, che agisce come una cellula anarchica e impazzita creata dallo Stato stesso, paragone che serve all'autore per creare un film altamente antimilitarista (lui che militare è stato), condannando le azioni che in nome dell'ubbidienza agli ordini vengono fatte (le torture agli irakeni), costringendo a vivere di bugie per realizzarsi (le truffe alla macchina della verità) dato che sono stati quelli i primi insegnamenti che hanno avuto, e includendo la pericolosità del riconnettersi dopo esperienze traumatizzanti nel tessuto della società (la follia e la violenza inconsulta). Film sincopato, esagerato fino all'osso anche nei discorsi, ha una grandissima capacità di creare nel corso del suo svolgimento una sorta di"odore"della violenza e della follia, che man mano prosegue e si somma, quasi senza accorgersene pr lo spettatore, diventa un olezzo ributtante.
Di fatto dopo l'inizio prologo che ci mostra il ranger e la sua esperienza militare, il film prosegue, contrariamente a come si potrebbe pensare, in maniera quasi monotona e ripetitiva, con grandi canne fumate e discorsi concentrici sul non trovar lavoro e qualche scaramuccia, dove noi ci troviamo quasi spazientiti, ma con l'ultima strepitosa mezz'ora capiamo l'intento del regista, quello di farci capire che la violenza è un raggiungere il bordo della brocca, l'acqua che tracima per il continuo riempire di insoddisfatte pulsioni e a cui la caduta delle illusioni rende tutto vuoto. A quel punto solo un grande sfogo di odio e di ira può dare sollievo, ma ormai è troppo tardi e l'uomo deve arrendersi al destino del suo fallimento. Anche chi lo ama non potrà gestirlo, dato che non riconosce più il limite tra gisuto e sbagliato, bene e male. Christian Bale rende benissimo un personaggio tanto complesso emotivamente, smorfie, stati d'animo mostrati con durezza di faccia di ghiaccio, sono mostarte perfettamente, mentre Freddy Rodriguez fa un onesta partecipazione e la modella di Desperate Housewives Eva Longoria è inespressiva e poco convincente, ma gli viene data una parte minima di presenza (importante come influenza per Mike) sullo schermo e non disturba più di tanto.
Un film che consigliamo per riflettere sui pericoli della follia dei comportamenti dello Stato sui suoi componenti armati, ma che deluderà coloro che cercano azione e intrattenimento fast food in quanto questo strano buddy-buddy non è solo lì che vuole arrivare, ma cerca di toccare le nostre paure mettendoci in guardia dalle facili sicurezze.
Una bella sorpresa, arrivata con un ritardo colossale sul mercato italiano in questo gelido aemozionale fine stagione cinematografica nazionale.

Giudizio:

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