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L'inchiesta - Anno Domini XXXIII Stampa E-mail
Sabato 07 Luglio 2007 15:41
L'inchiesta - Anno Domini XXXIII / LocandinaTitolo originale:      L'inchiesta - Anno Domini XXXIII
Nazione:      Bulgaria, Italia, Spagna, Stati Uniti
Anno:      2006
Genere:      Storico, Drammatico
Durata:      107'
Regia:      Giulio Base
Cast:      Daniele Liotti, Monica Cruz, Max von Sydow, Dolph Lundgren, Hristo Shopov, Vincenzo Bocciarelli, F. Murray Abraham, Delia Boccardo, Ornella Muti, Anna Kanakis, Enrico Lo Verso, Christo Jivkov, Giulio Base, Giuliano Gemma, Franco Nero, Ben Kingsley
Produzione:     Italian International Film, Enrique Cerezo Producciones Cinematográficas S.A., Rai Fiction, Radiotelevisione Italiana, Nu Image Films, Millennium Films, Eurimages
Distribuzione:      Italian International Film
Data di uscita:      29 Giugno 2007

Trama: Nell'anno 35 dell'era volgare, l'imperatore Tiberio, turbato da insoliti fenomeni naturali, richiama dall'esilio Tito Valerio Tauro, il più grande investigatore di Roma, per affidargli una missione importante, scoprire la verità sulla scomparsa dopo la crocifissione del corpo di un certo Gesù di Nazareth, risorto secondo la credenza dei suoi discepoli.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

L'inchiesta - Anno Domini XXXIIIArriva al cinema il lavoro televisivo, prodotto dalla Rai, che avevamo già visto diviso in due serate ad aprile di quest'anno. Remake del film di Damiano Damiani che portava lo stesso titolo, e da un idea degli stessi che avevano ideato il titolo antecedente (Ennio Flaiano e Suso Cecchi d'Amico), raggruppa un cast di eccezione internazionale per una idea davvero sconvolgente: ci potevano essere degli interessi per cui la resurrezione di Cristo doveva essere falsa e quindi bisognava occultare il corpo e alcune verità? Ponzio Pilato non si era lavato le mani per favorire un particolare interesse? A queste e tante altre domande deve rispondere l'investigatore dei tempi Tito Valerio Tauro (Daniele Liotti, che fornisce una interpretazione sufficentemente coinvolta) e il suo amico/servo Brixos (un incredibile e irriconoscibile Dolph Lundgren, lo ricorderete per Rocky 4), immersi nei paesaggi tipici della Gerusalemme pericolosa del tempo (che invece è una suggestiva Tunisia). Il film, di taglio chiaramente televisivo (e come non potrebbe essere?) non è fatto davvero malaccio, si dota di buoni costumi e ha delle scene di mercato di massa decenti e fatte con cura.
Oltretutto il tema di fondo è fortemente dubitativo di dogmi consolidati della religione e si potrebbe azzardare che la produzione abbia avuto non pochi problemi per cercare di ammorbidire il vetriolo dell'assunto. Mentre la trama si svolge, ci accorgiamo, dopo un inizio che ricorda quello del Gladiatore come ambientazione (stessa campagna romana contro le orde ostili della Germania), che le sicurezze del tribuno novello Poirot vengono sempre meno, fino a subire una sorta di doverosa costrizione nel dover sperare di sbagliare a giudicare la realtà solo dai fatti scientifici.
Decisamente fa specie che la televisione abbia prodotto un lavoro così controverso, con la resurrezione di Lazzaro e di Cristo messa in dubbio e la trama che si svolge come se fosse un giallo di Agatha Christie dove tutti i nodi venendo al pettine devono sciogliersi e mostrare risposte imbarazzanti a domande che atterriscono.
Poi per non cadere negli strali di qualche benpensante alla fine il concetto minante viene ammorbidito, dimostrando poco coraggio per aver tirato il sasso e aver ritratto la mano (cosa che nella scena della lapidazione viene fatta al contrario con la morte della moglie adultera, dove il marito, F. Murray Abraham, il mitico Salieri di Amadeus, prima accusa e condanna e poi non riesce a compiere il gesto della punizione). E un finale chiarificatore di alcuni aspetti della storia che prima indaga su se stessa e poi la rinnega sembra essere la similitudine con un concetto a metà espresso dal film.
Completano il cast il grande Max von Sydow (Il settimo sigillo) che fa l'imperatore e Ornella Muti, donna ancora di fascino nonostante l'età, che fa Maria Maddalena.
In definitiva un film-tv portato al cinema con ottimi spunti e qualche merito (derivanti ovviamente sopratutto dalla pellicola originale da cui è tratto), che però in grande schermo risulta veramente penalizzato da una concezione filmica limitata che non riesce a bucare il piccolo schermo in cui era nato. Chi lo ha visto sulla Rai può tranquillamente evitare una nuova visione, gli altri possono tranquillamente accomodarsi e non usciranno del tutto delusi nel complesso.

Giudizio: 2
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