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Sweet Sweet Marja Stampa E-mail
Venerdì 03 Agosto 2007 02:06
Sweet Sweet Marja / LocandinaTitolo originale:      Sweet Sweet Marja
Nazione:      Italia
Anno:      2007
Genere:      Commedia
Durata:      96'
Regia:      Angelo Frezza
Cast:      Corrado Calda, Diego Casale, Maria Grazia Cucinotta, Vania Della Bidia, Elisabetta De Palo, Tamara Fagnocchi, Annalisa Favetti, Simonetta Guarino, Adolfo Margiotta, Marco Messeri, Joanna Moskwa, Angelo Orlando, Luisa Palazzeschi, Eleonora Parlante, Fabio Rossini, Pietro Sermonti, Nicola Trambusti
Produzione:      Due P.T. Cinematografica S.r.l.
Distribuzione:      Mediaplex
Data di uscita:      27 Luglio 2007

Trama: Corrado è un agente immobiliare i cui affari non vanno per niente bene. Lui e sua moglie Katia vivono in una casetta in Versilia e tra loro non mancano le occasioni di litigio. Sempre in crisi a causa delle bollette da pagare e dei soldi da restituire, Corrado trova consolazione soltanto nella marijuana che coltiva di nascosto in giardino. Una sera Corrado invita a cena a casa propria un ricco uomo d'affari a cui vuole vendere una estesa proprietà, insieme alla sua amante e al suo socio. Katia si trova a dover improvvisare in fretta una cena e per sbaglio aggiunge tra gli ingredienti del suo stufato il misterioso contenuto di un vasetto che trova in cucina. La sua pietanza 'stupefacente' cambierà le sorti della serata. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Sweet Sweet MarjaIn debito di ossigeno a 360 gradi il cinema italiano cerca di copiare alcuni topoi del cinema humour inglese che prevedono il lasciarsi andare a cene e ritrovi per via di qualche imprevedibile motivo (il pensiero a L'erba di Grace è immediato, ma anche alla mega cena del re dei ritrovi disastro che è quel capolavoro demenzial umoristico che è Hollywood Party), scatenando nei personaggi le accelerazioni delle emozioni e delle azioni che probabilmente non si sarebbero viste senza un piccolo aiuto, in questo caso una dose truffaldina di marjuana. Questo film di Angelo Frezza (opera prima, sceneggiatura da un suo cortometraggio intitolato La piantina) non sfugge purtroppo alla regola becera di riempire di macchiette inconsistenti tutta la metratura, che si muovono inconstanti e anonime seguendo stili e concetti abusati da tempo.
Intervallati dai commenti/inserto post-evento (è una sorta di lungo flashback tutto il film) di Corrado (Corrado Calda) opportunatamente vestito stile contestatore anarchico (diversamente dal resto del film dove è un attempato yuppie in crisi con i conti e la moglie), assistiamo alla minimale trama dove lo sviluppo è affidato alle recitazioni da cabaret di attori che non hanno vera identità e che esagerano smofie e mossette per nascondere una palese mancanza di consistenza del personaggio (in questo, Adolfo Margiotta nella parte del conte nemico dei vigili e coperto di multe è un perfetto esempio, anche se una innocua simpatia di fondo non gliela si può negare). E mentre i minuti passano i vicini mostrano i loro tic e i loro veri strampalati sogni (e non capiamo bene la battuta su Superquark se casuale con lui che si addormenta davanti alla tv), con il togatissimo burocrate si rivela un amante dell'eccesso che odia il suo lavoro incensato solo a parole, la moglie stanca e depressa di bella presenza (la Cucinotta, dalla camicetta aperta sul taglio del seno sin dalla prima scena) rivela grazie all'aiuto di Maria (quale vera maria sia la potete ben capire...) le sue vere attitudini, il vigilantes che è duro solo di facciata, l'oca spendaccione bellona che è un oca spendacciona bellona, il conte ricco/fedifrago, con moglie grassona perennemente sul divano che vuole i suoi soldi e basta, ma lui sogna una libertà ben diversa dal possesso tanto dichiarato a voce.
Una commedia quindi di falsità che si nascondono (come quella che dovrebbe essere la sorpresona finale), che poteva essere se non interessante almeno simpatica, che però è strutturata malissimo con scenette praticamente a comparti blindati tra loro per arrivare alla scena finale dove lo sformato galeotto apre le emozioni sopite.
Frezza lima ogni possibile taglio di vera fantasia al film, restando ancorato a un prodotto facile da assorbire mentalmente ma soporifero come pochi, che si mischia ai film di Vanzina di un tempo (la tipologia dei personaggi ricorda Via Montenapoleone) perdendo ogni taglio autoriale che un prodotto indipendente poteva avere libero da pastoie produttive totali, non seguendo minimamente la lezione di un Virzì che è accostabile nelle sue tematiche e ritmi produttivi iniziali di un plot che poteva (e non lo ha fatto minimamente) essere omaggiante e costruttivo elaborando un tema di attualità. Tema che ha cercato lo scandalo con il discorso odierno sulle droghe leggere e che invece non sviluppa assolutamente nulla di attinente ma serve solo come placida banale scusa per lo spogliarello (castigatissimo, banalissimo nelle inquadrature e per nulla sensuale) della Cucinotta (inespressiva come nei suoi standard) sul tavolo della cena.
La polemica sulle droghe leggere è stata scatenata ad arte solo per cercare di veicolare il film, perchè al suo interno non troviamo veramente nessun approfondimento.
Canzone "Sweet Sweet Marja" ripetuta fino allo sfinimento, trama inesistente, personaggi antipatici che vogliono essere nostri amici a tutti i costi (salviamo come detto solo Margiotta nel suo proporsi tutto smorfie e tic), sono il corredo poverissimo di un film da evitare a tutti i costi che di buono ha solo la parola fine. Se volete forse digerirlo meglio dovete essere anche voi come i protagonisti in compagnia di Maria, ma crediamo sia meglio evitare di assumere sostanze potenzialmente nocive per un film che alla fine è un viaggio del tutto inutile.

Giudizio: 1
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