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Sabato 18 Agosto 2007 07:26
Stick It / LocandinaTitolo originale:      Stick It
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Commedia
Durata:      103'
Regia:      Jessica Bendinger
Cast:      Jeff Bridges, Missy Peregrym, Vanessa Lengies, Nikki SooHoo, Maddy Curley, Kellan Lutz
Produzione:      Spyglass Entertainment, Walt Disney Pictures
Distribuzione:      Buena Vista
Data di uscita:      28 Luglio 2006

Trama: La 17enne Haley Graham è una giovane promessa della ginnastica artistica. Tuttavia, a causa del suo carattere ribelle si è messa nei guai con la giustizia, e il giudice l'ha condannata all'iscrizione forzata presso una rigida ed elitaria accademia per atleti, la VGA di Houston, in Texas. Burt Vickerman, preside della scuola ed ex campione olimpico, cercherà in ogni modo di recuperare la talentuosa ragazza che, nonostante l'iniziale ostilità delle compagne di scuola, in occasione di una importante competizione scoprirà cosa vuol dire fedeltà, amicizia e gioco di squadra. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Stick ItProblemi e insoddisfazione giovanile alla base di questo film diretto dalla regista Jessica Bendinger (sceneggiatrice di Aquamarine e opera prima alla regia), che fa della ricerca dello spirito di squadra il suo motto e la sua filosofia per raggiungere gli obbiettivi e combattere le ingiustizie di una società miope e regolata da dogmi assurdi. Partendo da questo assunto vediamo come la giovane Haley (interpretata da una muscolare e quanto mai agile Missy Peregrym, vista sopratutto in serie televisive di vario tipo, da Smallville al recente Heroes) riesce grazie al suo carattere eversivo a incunearsi in un ambiente che gli si fa subito contro come un muro, a proporre e far accettare i suoi concetti di libertà (simbolizzati dal gesto delle dita messe a corna che si vedono anche nel manifesto) fino ad arrivare alla catarsi finale e al momento del pieno riscatto con i giudici della ginnastica artistica messi alla gogna per la loro ottusa retrograda mentalità.
Potrebbe anche sembrare un plot decente come partenza, con uno sviluppo pieno di scontri di mentalità e di utilizzo dello sport più elegante che ci sia per colpire di spada le convinzioni di un mondo che deve anche adeguarsi al di là dei voti per dare maggior respiro alla personalità (e se vedete i terribili allenamenti e privazioni a cui sono sottoposti i piccoli atleti cinesi per prepararsi alle prossime Olimpiadi di Pechino di materiale per approfondire c'è ne è parecchio). Invece la regista si concentra a confezionare un film scialbo, girato con gli stili di una teen comedy e pieno dei soliti luoghi comuni, con la ribelle che ha sempre ragione e la società che la ignora oppure quando la considera la osteggia, con gli amici sempliciotti dal cuore d'oro, le mamme premurose fashion che vogliono le figlie sul tetto del mondo, il maestro severo ma comprensivo vecchia gloria del passato inviso alle autorità del settore (interpretato da un Jeff Bridges incartapecorito come non mai) e le compagne vanesie oppure adoranti, quasi che la competizione sia più una sfilata di moda che un vero inno alla forgiatura del carattere e della gloria attraverso la giusta fatica. Battute al limite del possibile davvero inascoltabili, situazioni a dir poco inesaurienti (la nemica oca poi diventa la migliore di tutti e tanto altro di similaria) che ci portano al finale del volemose bene e della concordia che cancella macchie del passato e torti nella maniera più banale possibile. Il film parte abbastanza bene, buoni i titoli disegnati di apertura e il numero iniziale in bicicletta e skate (a parte il continuo uso dell'accelerazioni delle immagini che infastidisce), ma quando sentiamo il giudice che costringe la protagonista a partecipare alla scuola di ginnastica anzichè al campo dei marines, come da lei richiesto, in quanto più punitivo, storciamo presto il naso.
Gli amanti della ginnastica artistica lo adoreranno perchè sono presenti dei buoni numeri coreografici e alcune figure di corpo libero davvero ben eseguiti, gli altri cerchino una commedia meno pretenziosa ma almeno onesta e che ha degli obbiettivi ben delineati e non delle inutili basi di racconto che vorrebbero nobilitarla senza che si faccia nulla per dargli forza e potenza per renderla veramente interessante, quasi che fosse il Fast and Furious del movimento del corpo privo di qualunque benzina, o meglio del carburante speciale che fa la differenza, e il continuo richiamo a spingere o frenare sulla tavoletta che fa il paterno maestro insieme all'allieva proprio non lo cogliamo nel film.

Giudizio:

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