
Titolo originale: Pathfinder
Nazione: Canada, Stati Uniti
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura, Drammatico, Storico, Thriller, Guerra
Durata: 99'
Regia: Marcus Nispel
Cast: Karl Urban, Moon Bloodgood, Russell Means, Clancy Brown, Jay Tavare, Nathaniel Arcand, Ralf Moeller, Kevin Loring, Wayne Charles Baker, Michelle Thrush, Nicole Muñoz, Burkely Duffield
Produzione: Vinland Productions Canada Inc., Phoenix Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 24 Agosto 2007
Trama: Una spedizione vichinga sbarcata sulle coste del Nordamerica viene a contatto con una tribù indiana e lo scontro è inevitabile. Messi in fuga, i Vichinghi riprendono il mare lasciando a terra un ragazzo che viene accolto fra i Nativi. Anni dopo, i Vichinghi tornano sul posto per cercare ancora una volta di sconfiggere gli indiani, ma a capo della difesa della tribù di pellirossa c'è il giovane vichingo, ormai diventato un valoroso guerriero, deciso a proteggere a tutti i costi la gente che lo ha allevato... (Yahoo)
Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Una vera accozzaglia di
cliché e stereotipi questo
Pathfinder (letteralmente il trovasentiero, che non è il protagonista ma il padre della ragazza indiana coprotagonista), filmaccio diretto con mano del tutto priva di ogni fantasia da Marcus Nispel, autore del
remake di
Non aprite quella porta.
Lasciando perdere quanto sia ardito l'accostamento tra tribù indiane con vichinghi, che abbiamo letto su qualche numero del Tex o Zagor bonelliani, in quanto in fondo teorizzabile,
Pathfinder è una serie infinita di somma di scontri che pare arrivare direttamente ad altri film, ricordandoli ma senza raggiungerli per nulla in quanto a valore, come
Conan o
Apocalypto, per finire a una colossale citazione da
King Arthur e
Cliffhanger.
Nispel prende tutto, lo frulla in maniera indelicata e pone allo spettatore uno dei più vuoti spettacoli visivi di questi periodi agostani (già magri per loro conto), inserendo iconografie vichinghe che sembrano un misto tra quelle viste in un'avventura di
Asterix (era nei cinema qualche tempo fa) e i Nazgul de
Il signore degli anelli.
Abbiamo l'inizio con sorpresina telefonata come poche, il massacro inconsulto dei buoni, e il contromassacro che procede senza sosta e senza nessun limite, arrivando al parossismo in uno dei finali più banali che esistano (che deve tutto ancora a Gibson e Harlin), dove spudoratamente immagini di repertorio (completamente non inerenti né il paesaggio né la conformazione del luogo) vengono utilizzate per farci vedere l'evento
clou del film (e qui potremmo pure citare
Mulan). L'utilizzo della computer grafica è penoso, i fondali computerizzati sanno di falso alla prima occhiata, la fotografia – unica cosa che poteva essere interessante – sprecata malamente per privilegiare dei giochi di luce assurdi.
Oltretutto in queste povertà tecnico-visive ogni tanto arriva Pathfinder a dire qualche grande verità, che illumina il sentire del protagonista e l'ilarità degli spettatori. E Karl Urban, protagonista assoluto della pellicola? Espressivo come il peggiore dei personaggi di Lundgren, l'Eomer de
Il signore degli anelli si muove digrigando i denti e spalancando gli occhi come se fosse un primitivo alla caccia delle prede, muscolare quanto si deve e in fondo incolpelvole visto che questo è quanto richiesto da Nispel.
Inesistente la recitazione di tutti gli altri (compresa la ragazza indiana coprotagonista), mentre alla fine neppure i corpi dei morti stanno fermi e fanno il loro dovere dato che l'incuria produttiva li fa vedere chiaramente che respirano profondamente.
Un film da evitare senza problemi, noioso, strapieno di combattimenti privi di ogni attrattiva, prevedibile e con un terribile senso di
déjà-vu che lo percorre. E il sentiero percorso per noi in questi 100 minuti è davvero poca cosa.
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