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Captivity Stampa E-mail
Mercoledì 05 Settembre 2007 04:53
Captivity / LocandinaTitolo originale:      Captivity
Nazione:      Stati Uniti, Russia
Anno:      2007
Genere:      Crimine, Drammatico, Thriller
Durata:       96'
Regia:      Roland Joffé
Cast:      Elisha Cuthbert, Daniel Gillies, Pruitt Taylor Vince, Laz Alonso, Michael Harney
Produzione:      Foresight, Ramco Films
Distribuzione:      Filmauro
Data di uscita:      31 Agosto 2007

Trama: La bellissima star della moda Jennifer Tree si risveglia all'interno di in una cella buia e senza finestre. La ragazza non ha idea di chi possa averla rapita e perché. L'unica certezza che Jennifer ha è che il suo rapitore conosce perfettamente le sue paure e le sue passioni, grazie anche ad una serie di interviste rilasciate da lei nel corso della sua carriera, che le vengono riproposte attraverso un monitor appeso nella sua cella. Jennifer cerca di fuggire e il suo tentativo fallisce, ma l'impresa non è stata vana. La ragazza infatti si rende conto di non essere l'unica vittima del rapitore ma che nello stesso luogo è rinchiusa un'altra persona che sta vivendo il suo stesso dramma. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

CaptivityRoland Joffe è un regista che affonda nel passato le sue opere migliori, film del calibro di Urla del silenzio ma sopratutto The Mission sono ormai lontani anni luce, ma vederlo dirigere dopo due opere controverse come La città della gioia e La lettera scarlatta, un filmino di questo tipo assolutamente anonimo viene da chiedersi perchè il lungo silenzio non sia stato prolungato. Costruito con pochi attori attorno alla bionda bellezza di Elisha Cuthbert (la figlia di Jack Bauer del serial televisivo 24), questa pellicola di poche pretese vive il suo momento migliore nei primi quaranta minuti circa, dove un festival del gore e dello splatter fa la gioia degli appassionati di genere con scene crude e forti di carne tagliata e frullata in mille modi (poi il senso di ribrezzo ovviamente va con la sensibilità di ognuno, ma qui la soglia di resistenza richiede qualcosina in più della normalità), riprendendo stili e temi di Hostel ma sopratutto Saw.
Finché la protagonista copre tutta la scena e viene costretta a una prigionia sempre più umiliante il film si fa anche vedere per via di una buona tensione e la curiosità di capire quale nuova trappola si inventa il maniaco, ma poi con l'ingresso di Daniel Gillies (lo ricorderete nella parte del figlio di Jameson in Spiderman 2 e 3) tutto crolla in maniera totale, diventando una burletta con un colpo di scena capibilissimo, delle scelte di sceneggiatura discutibili e delle motivazioni di scoperta della verità poco intriganti. Di fatto la seconda parte del film (diviso idealmente in prigionia, da cui il titolo, e ribellione) è raffazzonata e veloce, tutto quello che era ristagnato all'inizio per meglio evidenziare il sadismo e la sofferenza da ritmo lumaca diventa un diretto (il film dura solo 85 minuti) portandoci in un lampo al finale. Da voci di corridoio sembra che Joffe abbia pensato a questo film senza la massiccia dose di scene crude, rendendolo diverso come concezione visiva e concentrandosi più sulla psiche della prigioniera, ma poi la produzione spaventata da un flop per mancanza di pubblico teen che vuole sangue facile, lo abbia costretto a inserire la serie di sevizie che si vedono.
Poteva essere un buon film con il rapporto carnefice-vittima sviluppato in maniera intrigante, ma il risultato alla fine è un prodotto pasticciato, confuso e per la seconda sezione non soddisfa neppure gli appassionati.
Non ci sentiamo di dare troppe colpe alla produzione, pur difendendo sempre la libertà di creazione, viste le premesse e le parti non dichiaratamente modificate (la Cuthbert dichiarò che non sapeva neppure lei quando il film finiva perché dovevano girare sempre qualche scena nuova per il montaggio definitivo) anche con un film completamente autoriale probabilmente lo spento Joffe non avrebbe tirato fuori granché.
La Cuthbert è bella ma come attrice è assolutamente nella media/bassa più d'immagine che sostanza, stessa cosa per Gillies che cerca di giostrare facce e smorfie per la sua parte in maniera poco credibile e per nulla affascinante.
In definitiva un film da serata molto leggera che soddisferà chi vuole scene forti (si dovrebbe pagare metà biglietto se solo per questo ad onor del vero), ma nel complesso delude perchè l'accartocciamento del pezzo centro-finale è davvero imperdonabile, rendendolo inconsistente.

Giudizio:
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