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Prova a volare Stampa E-mail
Martedì 11 Settembre 2007 01:07
Prova a volare / LocandinaTitolo originale:      Prova a volare
Nazione:      Italia
Anno:      2007
Genere:      Drammatico
Durata:      93'
Regia:      Lorenzo Cicconi Massi
Cast:      Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi, Ennio Fantastichini, Antonio Catania, Cloris Brosca, Imma Piro, Mariano Rigillo
Produzione:      Busy Film
Distribuzione:      Istituto Luce
Data di uscita:      24 Agosto 2007

Trama: Alessandro ha vent'anni e, dopo la morte del padre, è costretto suo malgrado a farsi carico della gestione dell'azienda di famiglia. Tuttavia, il ragazzo non vuole ancora affrontare il difficile compito che lo aspetta e per questo decide di fare un 'esperienza come cameraman per Tonino, un fotografo di matrimoni. È così che Alessandro incontra Gloria, una sedicenne irrequieta costretta a sposarsi perché in attesa di un figlio. La ragazza, decisa a sovvertire i piani di suo padre Pietro, uomo intransigente e all'antica, ha però altri progetti per sé. Per questo ha pianificato la sua fuga da attuare proprio nel giorno delle nozze grazie al giovane operatore, che a sua volta si ritrova ignaro complice. Il viaggio verso un paesino della Lucania, diventerà occasione per i due ragazzi di conoscersi profondamente ed aiutarsi reciprocamente nelle scelte per il futuro. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

 Con Prova a volare ecco l'esempio assolutamente chiarificatore di quanto il cinema italiano versi in uno stato comatoso e cerchi delle soluzioni narrative nel modo più acquoso, insignificante e privo di fascino possibile. Escono questa settimana due film che trattano dello stesso argomento, l'aborto clandestino, ma mentre in uno (4 mesi, 3 settimane e 2 giorni di Cristian Mungiu) il tema è trattato con una arte e una sensibilità senza pari, in questo viene utilizzato per proporre Riccardo Scamarcio in una veste più impegnata del solito (dopo la prova politically oriented di Mio fratello è figlio unico, ma paradossalmente anche prima perché il film è stato congelato per circa tre anni, un altro tentativo del divo delle teen di migliorare il suo standard qualitativo) che di fatto si riduce a un nuovo taglio di capelli privandosi dei ricci.
Partendo dall'assunto che non bisogna mai costringere nessuno a fare quel che non vuol fare (dirigere l'azienda di famiglia, sposarsi oppure cambiare attività per motivi burocratici e non di passione) la vicenda di Alessandro, il cameraman di matrimoni (non regista, quello è Tonino, interpretato da Antonio Catania) ci mostra uno spaccato dell'Italia rurale che non concede spazio agli errori, relegando la bella Gloria (Alessandra Mastronardi, dalla espressività del tutto inesistente) a un matrimonio riparatore che sfocia in una violenta reazione, parametro dei disagi in cui una giovane e bella donna in questa situazione negli anni 2000 può aspirare a ben altro rispetto al passato arcaico (il discorso dell'infermiera novella Vera Drake, un personaggio inventato da Cicconi Massi ma campato per aria come pochi per locazione e credibilità, è fatto in questo senso).
Tutto viene costruito senza nessuna apertura mentale verso la crudezza del problema e della scelta tanto radicale, oppure per i risvolti tragici e umani della cosa, ma si costruisce il filo narratore solo per arrivare al momento liberatorio del pathos dell'incontro delle labbra tra la bella e il cavaliere (immagino che sappiate chi possa essere costui), in mezzo scenette patetiche di pianto familiare, scaramucce verbali inconsistenti, pianti falsi e artefatti eseguiti da attori che guardano l'orologio per vedere quanto manca al cut della scena.
Di fatto a Cicconi Massi, esordiente colpevole di regia e sceneggiatura, non possiamo di fatto imputare di aver fatto un bruttissimo film sotto la solita (bassa) media (è una commedia italiana come tante altre che girano per le nostre sale ideali per andare su Italia 1 in preserale) ma possiamo dirgli tranquillamente che se doveva cercare di avere qualche pretesa autoriale (come di fatto cerca mettendo in bocca a Scamarcio delle frasi ridondanti di insegnamento) presentando un problema tale in maniera tanto innocua, lo faccia inserendo nel suo film degli spunti più simpatici e non di appesantire il tutto con un'aura di insegnamento di vita che di fatto risulta solo una scritta vacua non percepita, sinonimo di noia in sala e di mancanza di ricordo appena fuori.
E il finale del tutto comodo ma completamente inaccettabile per la sua non risoluzione, non fa che confermare l'insipienza del suo racconto.
In mezzo al piattume si salva solo il buon caratterista Ennio Fantastichini nella parte del padre tutto di un pezzo, che fornisce una buona caratterizzazione, mentre per chiudere possiamo dire che Riccardone in questa parte non attirerà folle di teen adoranti come per l'orrendo Ho voglia di te, in quanto presentato come un angelo premuroso e saccente che alle ragazzine ricorda soprattutto loro padre, e da questo film non aspettatevi altro che quello che vi promette: qualche bello sguardo sui vicoli di Pietrasanta, l'aria condizionata e una storiella che in tv trova la sua collocazione ideale.
E alla fine la bile sale anche perchè leggiamo la scritta «Film riconosciuto di interesse culturale nazionale con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali», di cui veramente ci chiediamo se il motivo sono le locandine cinematografiche di grandi film che spuntano nella casa laboratorio.

Giudizio: 1.5
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