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Surf's Up - I re delle onde Stampa E-mail
Domenica 07 Ottobre 2007 04:47
Surf's Up - I re delle onde / LocandinaTitolo originale:      Surf's Up
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Animazione
Durata:      85'
Regia:      Ash Brannon, Chris Buck
Cast (voci originali):  Dana Belben, Brian Benben, Jeff Bridges, Mario Cantone, Zooey Deschanel, Jon Heder, Jane Krakowski, Shia LaBeouf, Michael McKean, James Woods
Produzione:      Sony Pictures Animation
Distribuzione:      Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita:      5 Ottobre 2007

Trama: Cody Maverick è un pinguino che stufo di immaganizzare le scorte di sardine per il gruppo che vive in Antartide, ricorda con nostalgia l'incontro con il Re del surf detto "Z" che gli diede una medaglia quando arrivò dalle sue parti. Preso il coraggio a due pinne è il momento per Maverick di dimostrare quanto vale sul surf in una competizione dove il nuovo campione da battere Tank usa metodi di gara davvero poco leali.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Surf's Up - I re delle ondeL'animazione americana ha trovato le sue nuove formule, e le sfrutta ormai a ritmo industriale riempiendo le sale quasi senza soluzione di continuità, ora che si sono moltiplicati gli studios e si sono ridotti i tempi di produzione. Surf's Up è un perfetto esempio del genere, ricamato con i necessari cambiamenti (qui il protagonista è un underdog, lì una stella) di Cars, unito in questo caso ai sempreverdi animaletti. E dopo Madagascar ed Happy Feet, sono di nuovo dei pinguini. Esattamente come in Cars, di fianco all'eroe abbiamo la spalla di supporto (Chicken Joe, Jon Heder), la bella di cui invaghirsi (Lani, Zooey Deschanel), e la vecchia gloria rediviva (Big Z, Jeff Bridges).
La novità di questa produzione Sony diretta da Ash Brannon e Chris Buck, esperti animatori (il secondo addirittura già dai tempi di Red e Toby - Nemiciamici), è quella di essere ricalcata sulla falsa riga del documentario che incontra il reality e la telecronaca sportiva. Con microfoni ben in vista, grafica televisiva, musica MTV/ESPN, instant replay e camera a spalla ben mossa, zoommante e con messa a fuoco mobile, il film segue così fra interviste e riprese non autorizzate la storia del diciassettenne pinguino Cody (voce originale di Shia LaBeouf), che insegue il suo sogno di partecipare al Big Z Memorial dedicato al suo idolo surfista.
Sicuro nel suo schema, il film si concede le solite divagazioni (ivi compresa quella dell'immancabile spalla, il pollo, presa di mira da cannibali dall'idioma incomprensibile) e si avvia verso la sua ben solida morale. In buona sostanza, ogni singolo aspetto della normale narrazione da animation studios viene preservato. A ben vedere, la stessa precisione filologica nel guardare al narrato in stile documentario si concede convenienti aggiustamenti: in una stessa scena la camera fa finta di riprendere come nascosta personaggi che non sanno di esser ripresi (tanto che accosta l'intervista e il filmato che contraddice quello che l'intervistato dice, come nella reazione di Cody alla scoperta della vera identità di Geek/Big Z), preservando la continuità narrativa classica sebbene da una prospettiva stilisticamente sporca, da "dietro le scene", e quando il gioco del documentario/ripresa sportiva non può più reggere in modo verosimile passa agilmente ad una normale ottica in terza persona sull'azione, per ripassare poi subito, in maniera quasi invisibile, al finto reality. La scena in cui Cody e Zani scivolano nella spelonca è particolarmente esplicativa: alla fine del pazzo giro sulle montagne russe fra tunnel e lava, l'ultimo stacco finisce di seguire la corsa di Cody e si ferma nel laghetto di escrementi di lucciola, d'improvviso zoomando e riprendendo il modus operandi che aveva abbandonato un minuto prima. La camera è dappertutto, si sposta come impossibile nei medium presi a modello, arriva dove solo un narratore che pianifica pienamente da ogni angolazione può arrivare.
Le citazioni del film sono in questo caso principalmente dettate dallo scimmiottamento dei modelli televisivi e documentari, limitando rispetto ad altri esemplari del genere i riferimenti alla cinematografia. I personaggi e gli interpreti (chi scrive ha visto la versione originale) regalano un discreto divertimento, l'operazione in sé vivacizza leggermente il racconto, ma ad esser severi ci si potrebbe lamentare della natura a questo punto fin troppo laidamente commerciale e riciclata di questi progetti.

Giudizio: 2


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Surf's Up - I re delle ondeArriva nelle sale un nuovo film con protagonisti i pinguini, dopo Happy Feet del dicembre scorso e l'apparizione da co-star degli animali in Madagascar (senza contare anche l'ottimo film sulla razza dei pinguini imperatore con la voce di Fiorello La marcia dei pinguini).
Stavolta la storia non si concentra nell'integrazione del diverso con la tribù che non lo vuole, ma sul fatto che la caparbia voglia di emergere nello sport si coniuga con la voglia di riuscire nella vita ad uscire dagli schemi monotoni di un lavoro del tutto privo di attrattive (come un impiegato o un operaio che passano i loro giorni tutti uguali) realizzando un sogno nel cassetto. Il film, molto curioso nella sua costruzione, in quanto è fatto come se fosse un film-intervista-verità con la camera che segue e l'operatore che chiede lumi sull'accaduto ai protagonisti, narra le avventure del pinguino Maverick (che sta come se fosse "capo di bestiame non marchiato", cioè libero, Maverick era il nome del pilota interpretato da Tom Cruise in Top Gun, ma è anche una zona dove gli amanti del surf si radunano) alla ricerca di un premio sportivo che poi risulta essere qualcosa di diverso e migliore (filosofia che riprende Cars della Pixar).
Molto curioso l'inizio, dove con una sorta di ripresa bianco e nero si mostrano delle retrospettive della vita del campione scomparso, stile immagini di repertorio, dandogli un tono di vecchio sporcando la pellicola e rendendola similconsunta (solo in quel frangente comunque), inizio che poi dopo si snoda ed evolve attacando ai protagonisti la troupe di inviati che li segue passo passo (bellissime le scene del pollo nella foresta a questo proposito).
Film che in fondo non presenta niente di nuovo fondamentalmente, la storia è già stata sviluppata e vive di varie contaminazioni (il mentore e l'allievo che si staccano da tutti per allenarsi, la ragazza coraggiosa, il nemico spocchioso) ma viene trattata con grande tocco leggero, senza minimamente introdurre nessun personaggio umano e che poi prende ritmo appena la gara si svolge.
Ci sono delle citazioni sparse, dal manager con i capelli alla Don King (il manager di Tyson), alla bagnina stile Baywatch che fa il verso a Pamela Anderson, con un polipo rosso al posto dell'attrezzatura di salvataggio, che impreziosiscono e sono simpatiche.
Certo, esiti e meccaniche della storia sono abbastanza scontate, ma alla fine le piccole trovate, la simpatia dei personaggi e il tono scherzoso delle interviste che intervallano la storia, lo fa godere frizzantemente senza particolari problemi di noia. Tra l'altro probabilmente i piccoli spettatori non si divertiranno neppure tanto, in quanto non esiste il vero personaggio simpatico che ne prende da tutti (compito che deve svolgere il pollo amico ma è in maniera diversa dalle solite botte casuali che arrivano per divertire) e la visione con quella ripresa in steady reality non delle più logiche per il fanciullo prepuberale.
Le animazioni sono strepitose, le interazioni con gli sfondi ottimi e l'acqua dei tube del surf davevro incantevole.
I personaggi 3d in CG hanno sagome e colori morbidi e gradevoli anche se non a livelli di Happy Feet dove si vedevano anche il pelo dei amntelli dei personaggi. in definitiva un film divertente, simpatico, e con piccole scelte geniali che racconta una storia già vista senza essere monotono oppure troppo qualunque. Ottimo per una visione familiare senza pretese, rimanendo comunque al di sotto degli standard (sopratutto di storia) che in paragone la Fox (qua produce la Sony) ci aveva abituato con i suoi L'era glaciale.

Giudizio: 2
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