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Giorni e nuvole Stampa E-mail
Domenica 04 Novembre 2007 16:21
Giorni e nuvole / LocandinaTitolo originale:      Giorni e nuvole
Nazione:      Italia, Svizzera
Anno:      2007
Genere:      Drammatico
Durata:      116'
Regia:      Silvio Soldini
Cast:      Margherita Buy, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher, Fabio Troiano, Carla Signoris, Arnaldo Ninchi, Teco Celio
Produzione:      Amka Films Productions S.A., Lumière & Company
Distribuzione:      Warner Bros.
Data di uscita:      26 Ottobre 2007

Trama: Elsa e Michele hanno una figlia di vent'anni e vivono una vita agiata e serena. Elsa ha potuto anche realizzare il sogno di lasciare il lavoro per dedicarsi allo studio della storia dell'arte. Proprio subito dopo la sua laurea, quando Elsa si sente finalmente appagata, arriva un fulmine a ciel sereno: Michele confessa di essere stato estromesso dalla società da lui fondata e di essere senza lavoro da due mesi. Elsa, nonostante tutto, riesce a fronteggiare la situazione ritrovando in sé un'insospettata energia, mentre Michele passa dall'euforia alla depressione a seconda di come procede la sua ricerca di lavoro. Il rapporto tra i due si incrina tanto da arrivare alla rottura ma poi entrambi si rendono conto di non voler perdere l'unica cosa preziosa che hanno: il loro amore. Li aspetta ancora un lungo percorso di vita insieme. (Yahoo)

Recensione di EMANUELE RAUCO

Giorni e nuvolePer essere passato alla cronaca e al successo con film dai toni leggeri, pastello, finanche fiabeschi come Le acrobate, Pane e tulipani, Agata e la tempesta, Silvio Soldini si trova sempre un po’ in difficoltà quando deve rimettere i piedi per terra e parlare di argomenti e racconti quotidiani, persino legati alla cronaca, come dimostra il resto della sua filmografia.
Perciò, al suo settimo lungometraggio (presentato come première), il bravo regista milanese cerca di sintetizzare il suo cinema realizzando una commedia familiare delicata e ironica su un tema duro e difficile come quello del precariato, la cui riuscita fa sorgere enormi dubbi sul modo in cui la commissione veneziana ha selezionato i film italiani in concorso (avendo rifiutato questo).
Michele ed Elsa sono una coppia felice e borghese, con figlia indipendente, che quasi all’improvviso si ritrova senza lavoro e senza denaro; nel tentativo di risollevarsi dovranno compiere un duro cammino nel mondo del lavoro che minerà la solidità del loro rapporto.
Scritta dal regista con Doriana Leondeff, Francesco Piccolo e Federica Pontremoli, una commedia realista e garbatamente toccante che racconta il difficile mondo del lavoro contemporaneo e deregolarizzato cercando con intelligenza e quasi in ogni sequenza il tocco e la misura giuste. Ambientato a Genova e co-prodotto dalla tv svizzera, il film è il viaggio sociale di una coppia che perde tutte le sue certezze nel momento in cui perde il denaro (o meglio la certezza di averlo) e che trova un mondo disilluso, una società lasciata a se stessa, in cui anche le sovrastrutture —nemiche della cultura marxista— sembrano una valida alternativa al volo senza rete che l’odierno mondo del lavoro propone.
Soldini, come nel lato B intimo, privato e meno spietato dell’ultimo film di Ken Loach, mette in primo piano la famiglia, nucleo squilibrato di una società che sta male e in cui solo i piccoli, isolati e forse inefficaci tentativi di solidarietà, possono fare da appiglio alla disperazione dello sguardo nel vuoto; è in questo senso che va letto il pur discutibile finale, che, se da un lato tradisce la voglia di speranza e “conciliazione” propria del suo cinema, dall’altro ne evidenza un’intelligenza non superficiale nel trattare la materia.
Oltre alla delicatezza, alla sensibilità, all’ironia, nella sceneggiatura c’è anche una concretezza e un realismo schietto —senza essere radicale— che si percepiscono spesso, nonostante il racconto non sia nuovo; e la regia segue il tutto con onesta semplicità, puntando soprattutto sulla recitazione e i dettagli.
Proprio per questo il cast è la cosa migliore del film, in cui si mettono in evidenza Margherita Buy (sempre brava se non costretta in ruoli isterici) e l’ottimo Antonio Albanese, perfetto quando tocca le corde drammatiche del personaggio, circondati da un cast di comprimari più che funzionali. Soldini è quasi una garanzia, seppure non è un gran regista, ma è il maggiore autore di un cinema medio e comunque personale che troppo spesso, in Italia, si da per scontato.

Giudizio:

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