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Lezioni di cioccolato Stampa E-mail
Mercoledì 28 Novembre 2007 04:02
Lezioni di cioccolato / LocandinaTitolo originale:      Lezioni di cioccolato
Nazione:      Italia
Anno:      2007
Genere:      Commedia
Durata:       99'
Regia:      Claudio Cupellini
Cast:      Luca Argentero, Violante Placido, Hassani Shapi, Neri Marcorè, Carlo Gabardini, Monica Scattini, Francesco Pannofino, Ivano Marescotti, Marco Marzocca, Regina Orioli, Walter Corelli, Francesco Lagi
Produzione:      Cattleya, Faro Film
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      23 Novembre 2007

Trama: Mattia, geometra in carriera, si trova nei guai: Kamal, un operaio egiziano che lavora 'in nero' in uno dei cantieri gestiti da lui, si è infortunato a causa delle blande condizioni di sicurezza, e per questo lui rischia una denuncia penale. In cambio del silenzio, Kamal propone al geometra di prendere il suo posto al corso di pasticceria che sta frequentando per aprire in futuro un'attività in proprio. Per riuscire ad ottenere la somma in palio alla fine del corso, Mattia è così costretto a camuffarsi da immigrato e ad elaborare la ricetta per un nuovo cioccolatino. (Yahoo)

Recensione di EMANUELE RAUCO

 Dopo gli ultimi anni di travolgenti successi e terrificanti pellicole, il solo sentire parlare di commedia italiana per un pubblico giovane può far venire l’orticaria: per l’inconsistenza dei racconti, la pochezza della messinscena, la superficialità dei temi, l’assoluta inadeguatezza degli interpreti.
E invece l’esordio nel lungometraggio di Claudio Capellini fa tirare un piccolo sospiro di sollievo a chi amerebbe che il cinema leggero e brillante fosse un po’ più interessante e costruito delle molte, deleterie (tranne che per i produttori) notti prima di esami qualunque.
Mattia è un geometra cinico e cialtrone, la cui negligenza provoca un grave incidente a un suo dipendente, Kamal, il quale per non denunciarlo gli chiede uno strano favore: fingersi lui in un corso di cioccolato, grazie al quale potrà aprire un negozio di pasticceria. Guai ed equivoci in vista.
Scritta da Fabio Bonifacci con Christian Poli, una commedia comica e sentimentale sorprendentemente divertente, che usa il classico schema dello scambio di persona e d’identità per imbastire un simpatico percorso di gag e una lieve morale.
Ambientato quasi interamente nella fabbrica della Perugina, che ha fatto assurgere il product placement a fulcro di un film, il racconto è una parabola tipica e abbastanza attuale sulla qualità e la quantità al giorno d’oggi, sul saper fare il proprio lavoro e il doverlo fare per conto di qualcun altro, sul know-how (che fa molto rimpiangere i bei tempi di Howard Hawks) e invece le assurde regole di un mercato che premia i furbi e i delinquenti, in cui il parallelo tra l’edilizia e il cioccolato è l’emblema di una ricerca che sposta l’asse dall’artigianato all’arte.
Cupellini ovviamente tiene tutto sotto il freno dell’edulcorazione, non diventa mai un Loach dei nostri luoghi, né il suo film si sposta verso l’arte, ma trovare un artigiano di questi tempi che sa fare una commedia che, oltre i difetti e i limiti, faccia ridere abbastanza di gusto non è facilissimo, specie perché il regista non si affida esclusivamente all’appeal di una storiella pre-confezionata o a quello dei suoi pseudo-attori, ma prova (e in buona parte ci riesce) a costruire, a cesellare, a far recitare, a gestire i tempi.
La sceneggiatura, su un canovaccio tipico, riesce a mettere insieme battute gustose, bei duetti comici, un divertimento non ingenuo anche se nei personaggi la retorica non manca e molti di quelli secondari appaiono inutili; la regia ha il giusto ritmo, anche se ha ancora poca dimestichezza col mezzo, viste le goffaggini con cui lo stile televisivo diventa simile a quello di un abnorme spot.
Ma la vera sorpresa del film viene dagli attori, soprattutto dai due protagonisti maschili, Luca Argentero – che dopo lo spaesamento dei primi minuti trova tempi e toni simpatici – e Hassani Shapi, ex cavaliere Jedi, in forza con la sua verve e col suo incredibile viso al gioco degli stereotipi ordito dal regista; il resto è cinema medio di fattura accettabile, col cruccio di non aver sfruttato un cast di caratteristi del calibro di Monica Scattini e Francesco Pannolino, ma anche con lo scampato pericolo di spicciola filosofia da adolescenti in vendita, travestita da cinema generazionale.

Giudizio:


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