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Incassi al 14/03/2010
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P.S. I Love You - Non è mai troppo tardi per dirlo Stampa E-mail
Domenica 03 Febbraio 2008 01:00
P.S. I love youTitolo originale: P.S. I Love You
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 126'
Regia: Richard LaGravenese
Cast: Hilary Swank, Gerard Butler, Kathy Bates, Lisa Kudrow, James Marsters, Gina Gershon, Harry Connick Jr., Jeffrey Dean Morgan, Dean Winters
Produzione: Alcon Entertainment, Grosvenor Park Productions, Wendy Finerman Productions
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 01 Febbraio 2008

Trama: Holly ha recentemente perso l'amato marito Gerry, deceduto per un tumore al cervello. La tragedia l'ha resa una donna schiva e inconsolabile, che ha perso ogni voglia di proporsi e vivere con nuovi obbiettivi. Mentre le amiche e la madre cercano in ogni modo di consolarla, il giorno del suo trentesimo compleanno arriva un pacco contentente una torta, una lettera e una registrazione vocale. Sono dei messaggi postumi di Gerry che ha preparato conscio della sua prossima dipartita per la moglie, che la invitano ad essere gioiosa e riprendersi seguendo le indicazioni che lui man mano le scriverà. Le lettere arrivano progressivamente ad una ad una indicando cose da fare e strade da percorrere e Holly sembra a poco a poco riprendersi. Ma...

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

P.S. I love you La splendida e brava Hilary Swank (doppio oscar protagonista per Boys Don't Cry e Million Dollar Baby) è l'interprete principale di questa commedia agrodolce piena di buoni sentimenti (anche troppi e da biglietto degli innamorati di Peynet a volte) che si dipana dopo una terribile perdita. Gerry e Holly vivono modestamente ma sono innamoratissimi, hanno dei progetti per la loro vita e vorrebbero trovare il modo di sbarcare il lunario avendo anche almeno un figlio. Ma se Cupido ha colpito alla grande, il destino bastardo e beffardo toglie da questo mondo Gerry per sempre. Holly non ne vuole sapere di una vita senza di lui, ma prima di morire il suo amore, prevedendone la grande crisi, le ha preparato delle lettere che le indicano come e che deve riprendersi.
Decisamente, traendolo dal libro di Cecelia Ahern, il regista Richard LaGravenese (che ha diretto il semisconosciuto Kiss nonostante avesse varie star come Holly Hunter nel cast e prossimamente dirigerà ancora la Swank nel prossimo Freedom Writers) inforna un film preconfezionato nel più zuccheroso dei modi, lo fa sgonfiare prima con la tragedia e lo lievita dopo con il sistema più romantico di sempre : quello delle lettere tra innamorati, la carta vergata a mano piena di grandi frasi d'amore che mai e poi mai verrà sostituita dalla tecnologia più spinta (volete mettere se Gerry avesse preparato e-mail e non questo tipo di comunicazione?).
Decisamente mettere in campo delle facce (e fisici) completamente e pienamente pregni di bellezza aiuta molto a far sognare gli animi teneri, ma quando si annacqua e si esagera nell'insipido la cosa risulta troppo artefatta, troppo fasulla e senza credibilità di riscontro. Si vede così con poca credibilità la coppia perfetta ed invidiata per antonomasia, da subito il muscolare Butler (non a caso Re Leonida in 300) si mostra gentile e premuroso, la Swank esibisce una lingerie da urlo e tante buone intenzioni, le amiche sono vicine e pronte ad aiutare (Lisa Kudrow, famosa nel serial Friends per il ruolo di Phoebe, fa la semininfomane Denise, Gina Gershon, incredibile bellezza nella sua maturità, è l'amica sposata seria e riflessiva) e la madre (il premio oscar Kathy Bates), non esita a fare di tutto per togliere la figlia dal pantano emotivo/esistenziale. Tutti meccanismi magari oliati ad arte per far presa su un pubblico femminile o dal cuore tenero, ma che alla resa dei conti nel monotono (e abbastanza scontato) procedere delle lettere e della vicenda stanca, annoia e neppure i meravigliosi paesaggi d'Irlanda possono salvarci dal torpore che ci coglie.
Non ci sono stacchi emotivi validi, non si coglie (nonostante la bravura della protagonista) quell'ellissi del ritorno alla vita totalmente diversa dalla congiunzione con il limbo della disperazione.
Evidentemente il percorso lineare della vicenda non doveva e non voleva mai mettersi in discussione, si è cercato molto il raffinato ma anche il mieloso (discorsi che avrebbero fatto la gioia dell'orsetto goloso Winnie the Pooh se fosse stato in sala), per logica di continuazione e conclusione. Il messaggio ovviamente c'è, mai cedere e finchè c'è vita c'è speranza di riprendersi, ma è un messaggio da cioccolatini e non agrodolce di considerazione amara.
Il tema della comunicazione dopo la morte o di difformità temporale è già stato tracciato, molto simile nei meccanismi fu La casa sul lago del tempo con la coppia Bullock/Reeves, oppure il famosissimo Ghost, ma, anche se con intenzioni diverse, My Life con Michael Keaton, e questo film non aggiunge in fondo nulla di nuovo.
Gradevoli tutti gli attori decisamente, belle alcune battute («Sei sposato? Sei Gay? Hai un lavoro?»), alcune situazioni (il karaoke sfrenato della Swank con danza) e piacevoli le canzoni che Butler o altri intonano (incredibilmente tutte con i sottotitoli), questa è in definitiva una buona commedia americana dei sentimenti, che parla e vive d'amore, che non può non far scendere la lacrimuccia, ma davvero troppo scontata e per pura scelta (può essere buona o cattiva a seconda della ricezione e il gusto personale) decide di vivere in un mondo suo tra le nuvole e non sulla terra. Paesaggi troppo stupendi, sentimenti troppo stupendi, parole troppo stupende, e il troppo a volte non va bene neppure con un indirizzo tanto marcato perchè se fatto in ottiche particolari lo fa sembrare inverosimile, troppo indotto a martellate e senza vera proposizione a pelle. Anche se davvero, ci duole ammetterlo, di fronte alle commedie sentimentali italiane siamo davvero su un altro pianeta di soddisfazione, sempre e comunque.
Da notare che il trailer ha una fotografia sgranata e ingiallita che nel film non c'è minimamente.
Ps: In fondo meglio sempre dei sentimenti edulcorati che la mancanza dei sentimenti, ma basta dosare lo zucchero e la pillola va giù...

Giudizio:  2

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