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| Questa notte è ancora nostra |
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| Lunedì 24 Marzo 2008 08:55 | |||
Titolo originale: Questa notte è ancora nostraNazione: Italia Anno: 2008 Genere: Commedia Durata: 104' Regia: Paolo Genovese, Luca Miniero Cast: Nicolas Vaporidis, Massimiliano Bruno, Ilaria Spada, Valentina Izumi, Maurizio Mattioli, Franco Califano, Tiziana Cruciani Produzione: IIF, Buena Vista International Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia Data di uscita: 19 Marzo 2008 Trama: Massimo e Andrea lavorano nella impresa di pompe funebri del padre del primo, e hanno una grande intensa passione per la musica, che sviluppano come componenti di un gruppo musicale chiamato "The Becks". Quando gli si prospetta l'occasione di incidere un cd eseguendo una canzone scritta dal padre morto di Andrea, viene loro comunicato che per renderla a dovere serve qualche cosa di esotico femminile per riempire la scena sul palco. I due si scatenano alla ricerca di una cinese di bell'aspetto e che abbia anche una bella voce. Quando sembra che l'abbiano trovata, comincia una serie di problemi davvero insospettabile. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Il divetto di moda tanto caro alle teen Nicolas Vaporidis (dopo le prova di Come tu mi vuoi e Cemento armato) torna a lavorare con il gruppo di Notte prima degli esami
Fausto Brizzi e Marco Martani che sono presenti in cosceneggiatura,
dove la produzione non esita di citare il film in oggetto sin dal logo
dei caratteri del cartellone. Coprodotto nientepopodimeno che dalla
Disney-Buena Vista, la pellicola narra le avventure grottesco/semiserie
di due cassamortari romani, Massimo e Andrea (Vaporidis e Massimiliano
Bruno), vestiti come una sorta di Blues Brothers, che per evadere dal
grigiore del lavoro (è proprio il caso di dirlo) la sera si dedicano
alla musica all'interno di una band amatoriale.Alla proposta/obbligo di un produttore (Franco Califano, in una parte non himself dove è attorniato da belle donne razzialmente diverse, in onore della sua proverbiale mania e ammirazione per i bei corpi femminili) di avere una donna di belle fattezze esotiche («Il **** non canta ma conta!») per avere possibilità di vedere inciso il cd, i due cercano nella comunità cinese chi può essere idonea allo scopo. Ovvio che una volta trovata le cose non saranno facili. Di facciata sembrerebbe che si possa parlare di un film di problemi di integrazione e scambio di culture razziali, ma la cosa rimane debolissima e altamente superficiale, i due registi Genovese & Miniero (autori di Incantesimo napoletano) si dedicano spesso e volentieri durante lo scorrimento della pellicola di cose grevi e davvero inconsistenti che ruotano attorno ai funerali visti in film barzelletta (casse da morto per strada, parenti credibili come la felicità di un agnello a Pasqua, telefonini di ultima generazione che hanno campo solo parlando in faccia al morto) piuttosto che dare valore frizzante da commedia intelligente al lavoro completo. Il contorno è abbastanza inconcludente, con i parenti di Jing (la bella Valentina Izumi) parlano con la "elle" stile vecchio fumetto di Tex Willer visto che sono di vecchia generazione, anche se sono in Italia ormai da trenta e passa anni, mentre i figli parlano correttamente la nostra lingua madre, mentre il padre vedovo di Massimo, proprietario delle pompe funebri (Maurizio Mattioli) vive contrastando le abitudini dei cinesi («Venti anni che sono qui e non ho seppellito nessuno dei loro morti!») a parole ma poi in gran segreto mangia soia e carbonara assieme. Non mancano neppure le distinzioni di valore in mezzo alle due comunità, in modo da non elaborare in maniera politically incorrect il tutto, con il nonno cinese che propugna saggezza, le signore italiane che non capiscono una cippa di cultura cinese («Non sono cristiani loro, sono di religione bonsai!») e gli immancabili buzzurri che si pigliano una dose di giusto e inaspettato karate. Chiude il cerchio un potente padrino della comunità che, non si sa bene a che scopo, vuole fare un matrimonio concordato con la famiglia di Jing per sanare un loro debito. Il tono della commedia non è sboccato (niente parolacce a ripetizione, solo dei «cazzarola» del padre di Jing, niente nudi gratuiti, per fortuna o per sfortuna dei punti di vista), ma non è neppure interessante oppure veramente coinvolgente, tutto si dipana con piattezza, senza originalità e praticamente si dilata in brodo con battibecchi risibili ed equivoci di scarso valore. Senza voler essere del tutto cattivi possiamo dire che le canzoni e la colonna sonora di Daniele Silvestri sono gradevoli, anche se non del tutto incastrate perfettamente con le immagini, i cammei di Pannofino (grande doppiatore che fa la parte di un ipocondriaco previdente che prenota oggi il suo funerale perchè domani può essere troppo tardi) e Califano gradevoli (la scena dello studio stile pop con telefono scarpa con tacchi rosso), ma Vaporidis con le sue espressioni rassegnate e le sue incavolature gratuite e non convincenti proprio non regge la scena, che si salva solo per gli interventi caciaroni che danno un po' di pepe. Questo film con Notte prima degli esami non c'entra praticamente nulla, ma sarebbe bene che questo filone giovanile mostrasse la corda anche al botteghino e non solo per gli evidenti scarsi meriti artistici, in modo che gli autori si dirigano verso cose diverse e più interessanti. Tra l'altro la presenza degli sponsor è a dir poco spaventosa, e si cerca di inquadrarli in maniera sublimale in ogni maniera. In definitiva un film estremamente povero nella sua globalità, che pecca in molti momenti, divertimento pre o post pizza da prendere con le molle e che può essere soddisfacente al minimo solo a seconda del gusto personale, privo di qualunque approfondimento sociologico e svolte originali. Speriamo che visti i numerosi tentativi e gli altrettanti risultati di poco pregio i produttori non facciano altri film del tipo solo per infilare a tutti i costi Vaporidis nella sceneggiatura. Giudizio: ![]()
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