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| La volpe e la bambina |
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| Mercoledì 26 Marzo 2008 02:55 | |||
Titolo originale: Le renard et l'enfantNazione: Francia Anno: 2007 Genere: Drammatico, Famiglia Durata: 91' Regia: Luc Jacquet Cast: Bertille Noël-Bruneau, Isabelle Carré (narratrice; Ambra Angiolini nella versione italiana), Thomas Laliberté Produzione: Bonne Pioche Productions, France 3 Cinéma Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: 21 Marzo 2008 Trama: Una mattina una bambina che si reca solitamente nei boschi vicino a casa sua dopo la scuola, scorge una volpe che la incuriosisce. Appostatasi per studiarla e per averla come amica, tra i due a poco a poco nasce una sorta di rapporto di fiducia che porta l'animale a farsi trovare sempre più spesso e con minor diffidenza. Quando la bimba le salva la vita da un branco di lupi, il rapporto di fiducia con lei è totale. Nasce così una incredibile storia di rapporto bimba/volpe immersa nella natura. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Il cinema francese non è assolutamente nuovo ai docufilm con protagonisti assoluti gli animali e il loro mondo fantastico. Già in passato l'illustre Luc Besson ci regalò le meraviglie del mare (autentica sua passione) con Atlantis, mentre i registi Marie Perennou e Claude Nuridsany ci illustrarono i misteri del giardino e i suoi piccoli abitatori in Microcosmos.Luc Jacquet stesso, non è matricola per la realizzazione di film di questo tipo, ci aveva già incantato con il racconto (narrato da Fiorello) della dura vita dei pinguini imperatore ne La marcia dei pinguini. In questo La volpe e la bambina gli animali non sono gli unici protagonisti del film, infatti anche l'elemento umano è presente sulla scena con la dolce e tenera Bertille Noel Bruneau, davvero brava e ben istruita a stare sulla scena, dai capelli rossi e lentiggini, che andando per i boschi, situati vicino alla sua casa immersa nel verde, incontra una volpe di cui subito si innamora e con cui cerca una dolce amicizia. A poco a poco tra i due esseri tanto diversi si instaura un rapporto di fiducia sempre più profondo, e mentre la bimba trascorre i suoi pomeriggi dopo scuola scoprendo man mano le insidie e le meraviglie del mondo animale, la volpe deve sopravvivere ai suoi predatori naturali e alla caccia dell'uomo. Alla fine ci sarà una importante lezione da trasmettere al proprio futuro. Paesaggi incantevoli, magica interazione degli animali con la scena ripresi come se recitassero un copione che sanno leggere (qualche volta ci chiediamo veramente come sia possibile che avvenga), è inevitabile che il pensiero di ricongiunzione vada alla Disney (c'è anche la scena della volpe, novello Red dell'omonimo cartone, che guarda da lontano quasi gelosa la bimba che accarezza il suo cane), ma il film vive di vita propria passando attraverso le stagioni, inverno compreso, dove l'allontanamento dei componenti della strana coppia è inevitabile e ad elastico. Quando scopriamo cha la bimba sconfigge la paura per aiutare la sua amica (questo possiamo dirlo, siamo di fronte a una ladyfox), vediamo che a quel punto i confini tra mondo animale e umano diventano labili, la piccola può vedere la tana e i nascondigli, intervenire nella vita sociale della volpe senza che la cosa sia un disturbo. Purtroppo quando il passo diventa troppo lungo e si vuole umanizzare eccessivamente il mondo animale, stravolgendone le basi nonostante la fiducia aquisita, la cosa perde il suo parametro e si rischia di passare a qualcosa di diverso e non idoneo. La lezione del film è fondamentalmente questa soprascritta, senza farci vedere minimamente il mondo umano (tranne la bambina solo il dito di un cacciatore e nel finale brevemente un piccolo e la sua mamma) ma i due habitat dei protagonisti (la camera della bimba e la foresta), Jacquet ci indica la strada per il modo giusto in cui il rispetto e la curiosità per la natura possano vivere senza creare problemi. Nel film è presente un prefinale che può lasciare straniti, ma necessario per puntualizzare i pericoli a cui si va incontro se mancano, come sentirete raccontato dalla bimba (con la voce di Ambra Angiolini, calda e morbida dall'inflessione pacata assolutamente idonea) i giusti parametri che si diceva sopra. Non solo volpi nel film, ma anche orsi, lupi e un respiro puro di vita incontaminata perfettamente sottolineato dalle musiche e dai suoni, che completano la fase artistica in maniera perfetta. In definitiva un film incantevole, genuino e con una piccola protagonista da ammirare per il suo vestito sempre uguale e il suo zainetto a spalla, che ci ricorda Pippi Calzelunghe e il suo amore per gli animali, realizzato con dolcezza e maestria da un perfetto conoscitore dell'argomento che lo rappresenta sullo schermo in maniera perfetta, lasciandoci il ricordo di una natura che ha preso vita di fronte ai nostri occhi con sentimento e non solo documentaristica. Un film di piccoli protagonisti (per età e dimensione) adattissimo a tutte le età. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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Titolo originale: Le renard et l'enfant
Il cinema francese non è assolutamente nuovo ai docufilm con protagonisti assoluti gli animali e il loro mondo fantastico. Già in passato l'illustre Luc Besson ci regalò le meraviglie del mare (autentica sua passione) con Atlantis, mentre i registi Marie Perennou e Claude Nuridsany ci illustrarono i misteri del giardino e i suoi piccoli abitatori in Microcosmos.










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