mi fa schifo tutto il film
schifo schifo io darei un 4- e meno all'infinito
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| Incassi al 07/03/2010 |
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| Alla ricerca dell'isola di Nim |
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| Lunedì 14 Aprile 2008 01:55 | |||
Titolo originale: Nim's IslandNazione: Stati Uniti Anno: 2008 Genere: Avventura, Commedia Durata: 96' Regia: Jennifer Flackett, Mark Levin Cast: Jodie Foster, Gerard Butler, Abigail Breslin, Morgan Griffin, Peter Callan, Rhonda Doyle, Sean Keenan, Maddison Joyce Produzione: Film Farm, Walden Media Distribuzione: MOVIEMAX Data di uscita: 11 Aprile 2008 Trama: Alexandra Rover è una scrittrice di romanzi di avventura pesantemente condizionata dal terrore di uscire fuori di casa. Quando una bambina che vive su un isola sperduta nell'oceano le manderà un messaggio di aiuto, avrà non poche difficoltà per autoconvincersi che il mondo esterno non è poi così avverso, dovrà prendere un aereo e giungere a Nim, paradiso nel nulla. Per fortuna ad aiutarla nella sua impresa c'è un eroico avventuriero, peccato che... Recensione di PIETRO SIGNORELLI Jodie Foster ha voglia di divertirsi, dopo essere stata l'indimenticabile Clarice Sterling de Il silenzio degli innocenti, ha fatto anche pellicole con storie difficili nella sua carriera (come in Sotto accusa
dove era una ragazza stuprata in un bar su un flipper, vicenda tratta
da una storia vera), stavolta torna al cinema con uno dei suoi amori
giovanili stile Disney (ricordare Tutto accadde un venerdì è
d'obbligo), la commedia disimpegnata buonista per famiglie, tanto dolce
dove neppure un ragno che disturba e terrorizza trova la sua fine
durante la pellicola.La Foster è Alexandra, una scrittrice di romanzi d'avventura di successo (il cui protagonista è la versione maschile del suo nome, Alex Rover, un eroe a tutto tondo che stile Indiana Jones attraversa il pianeta per vivere strabilianti avventure) malata di agorafobia (la paura di uscire di casa, un esempio al cinema lo diede in versione seria e non scanzonata, come questa, Sigourney Weaver in Copycat), a cui giunge una mail da parte di una bimba che vive su un isola, battezzata come il suo nome, Nim (la dolcissima Abigail Breslin, la vera protagonista del film, con amici animali annessi), che non vedendo tornare il padre Jack (Gerard Butler, appena visto in P.S. I Love You, qui nella doppia parte dell'avventuriero immaginario e del padre coraggioso) si preoccupa e manda la richiesta d'aiuto a colei che è la più inadeguata di tutte per svolgere il compito, credendola il vero Alex Rover senza macchia e senza paura, eroe invece inesistente dei libri che divora in continuazione. Il segno iniziale che vediamo in questa commedia è quello del padre che è il nostro eroe, dato che la piccola immagina e trasfigura il personaggio di fantasia tale e quale come il genitore, senza influenze iconografiche dato che le copertine e le immagini dei libri non riportano mai il viso del protagonista, un eroe che non vive di gloria per le sue imprese quotidiane magari banali di vita giornaliera, ma che lo è per i suoi figli, per l'amore che gli dona e per i sacrifici che fa per come vengono allevati. Come si vede un messaggio in autentico stile Disney che abbraccia la famiglia e se la tiene stretta, difendendola in una cornice dorata di un paesaggio splendido ed incontaminato, e i registi Mark Levine e Jennifer Flackett (regista e sceneggiatrice di Innamorarsi a Manhattan, altra commedia con bambini protagonisti) non esitano anche a mostrare come la vita di città e gli agi possano anche banalizzare i concetti fortificanti di pura sopravvivenza facendo venire una torma di turisti ad infestare l'isola vergine, dove lo scienziato e la bimba ne hanno pieno rispetto e gli altri la vedono come un oasi da depredare e vivere senza vero fascino. Il richiamo a Salgari con la scrittrice è inevitabile (il prolifico autore di Sandokan scrisse dettagliatamente di foreste e luoghi esotici senza mai viaggiare), oltretutto si mostra come ormai internet possa essere il tramite per poter vivere una vita incontaminata sia nella realtà che nella fantasia, dove la bimba che vive realmente l'isola può mandare mail senza che l'ambiente ne subisca danno e rimanere in contatto con il mondo, e contemporaneamente la scrittrice che vive falsamente mondi esotici possa informarsi sulla rete per come costruirli. Gli animali amici (al computer o meno) ovviamente sono tenerissimi (una foca, un gabbiano e una iguana), sorreggono la bimba nel momento difficile quando il padre perde la tecnologia e la rintracciabilità (il satellitare) e coniugano il dovere della natura di proteggere chi li ama, sia quando gli elementi (monsoni e tempeste) si devono sfogare, per loro base di esistenza e non per cattiveria post indotta come potrebbe essere per l'uomo, sia quando la tranquillità permette ogni attività in serenità. In difficoltà e nella gioia, il matrimonio uomo/ambiente dovrebbe essere vissuto con queste logiche per poter sviluppare la sua forza costruttiva. Si fa di tutto per armonizzare, non esistono nel film veri cattivi, non ci sono momenti in cui non ci sia tenerezza, che raggiunge il culmine quando si configura la madre e moglie perduta in una balena di Collodiana memoria. Curiosi tra l'altro i disegni animati stilizzati dell'inizio e della fine, che contrastano con la tecnologia che muove il film. La Foster e Butler nulla possono comunque con la simpatia estrema della piccola Breslin, che ha un candore recitativo che risale al suo dna e non a qualunque scuola o corso possa aver partecipato, tanto si adatta alla scena, quasi un passaggio ideale tra gli inizi della quarantaseienne attrice/regista e lei. Ambientato in Australia, nonostante il buonismo imperante di fondo, i paesaggi non sanno di cartoline che non vivono, ma si mostrano con orgoglio per integrarsi con chi li vive, suo malgrado o meno. In definitiva una commedia per famiglie dolce, delicata e dagli intenti naturalistici, colloquio perfetto per portare i figli al cinema facendoli divertire in maniera intelligente e sviluppativa del senso dell'importanza di vivere gli ambienti ma non contaminarli, ovviamente il pubblico che vuole cinema con della cattiveria anche minima dentro deve rivolgersi ad altro perchè resterà altamente deluso, oltretutto il tasso avventuroso è praticamente zero e lo si stempera altalenando situazioni personalmente complicate (l'agorafobia) oppure i rischi (il padre isolato o la scena dell'elicottero) senza ansia particolare perchè l'immagine e la regia ci fanno sapere, dandocene la sensazione, da subito che comunque tutto va sicuramente a buon fine, dato che la natura rispetta chi la ama. Viaggiare costa molto, questo è un piccolo ingresso a basso costo per cercare di vivere almeno nell'immaginario zone difficilmente accessibili economicamente, e comunque il film, onestamente, sin dal trailer e dal manifesto non negano intenzioni, logiche e senso del racconto che poi troviamo sviluppate senza sorprese. Attendiamo la Foster a prove diverse e più impegnative ovviamente. Giudizio: ![]()
Commenti (1)
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