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| L'ultima missione |
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| Giovedì 24 Aprile 2008 01:55 | |||
Titolo originale: MR 73Nazione: Francia Anno: 2008 Genere: Azione, Poliziesco Durata: 121' Regia: Olivier Marchal Cast: Daniel Auteuil, Francis Renaud, Olivia Bonamy, Philippe Nahon, Catherine Marchal, Virginia Anderson, Gérald Laroche, Guy Lecluyse Produzione: LGM Films, Gaumont Production, Medusa Film Distribuzione: Medusa Data di uscita: 18 Aprile 2008 Trama: Louis Schneider è un poliziotto alcoolizzato, completamente perso nei suoi amari ricordi della famiglia distrutta anni addietro, che non riesce a darsi pace, il cui unico scopo per cui non chiudere la propria vita è trovare un terribile serial killer di donne, orrendamente stuprate e poi strangolate, e come un cane sciolto agisce senza l'apporto dei suoi colleghi in cui non si riconosce. Quando l'indagine sembra giunta a un punto morto succede che una geniale intuizione può condurlo alla soluzione del caso, ma nel contempo dalla prigione sta per uscire grazie a un indulto un criminale da lui arrestato anni prima. Recensione di PIETRO SIGNORELLI L'ultima missione è l'ideale terzo capitolo di una trilogia che comprende Gangsters (inedito da noi) e l'ottimo 36 Quai des Orfèvres (sempre con presente Auteuil, quella volta al fianco di Depardieu). Il regista ex poliziotto Olivier Marchal costruisce un film noir che si può benissimo vedere a se stante, cruento, sporco e disperato, sullo sfondo di una Marsiglia piovosa e oscura dove sembra che la luce non debba mai penetrare e il sole non esista, tanto che è intriso di sfiducia verso la vita, il futuro e gli sforzi per migliorare la società, come se le cellule eversive che la compongono come quella del killer siano una componente essenziale e una conseguenza degenerativa del marcio esistente. Il bravo Daniel Auteuil è Louis Schneider, poliziotto con barba incolta, alcoolizzato e senza nessuna speranza di uscire dal tunnel in cui è finito per la disperazione di aver perso i suoi cari ed avere la moglie in statosemivegetativo. L'unica sua ragione di vita è quella di catturare, aiutato da pochi e osteggiato da molti, un killer senza pietà che uccide in maniera atroce donne di varia estrazione sociale.Nel contempo un altro serial killer, ormai anziano e malato e apparentemente redento, da lui catturato anni prima, sta per uscire di galera grazie ad un indulto, causando la disperazione di Justine, una ragazza in cinta sopravvissuta al massacro della sua famiglia. Le strade dei due si congiungono e si intersecano, segni di disperazione che cercano amalgama per ricondurre una vita, una strada da riprendere e ricercare a destinazione come quella dell'autobus che Schneider dirotta per tornare a casa, fermato da chi dovrebbe per primo capirlo e aiutarlo. Un film incredibile questo, le scene sono di una crudezza impressionante, le persone sono sempre inquadrate come mai sincere e pieni di chiaroscuri, non possiamo fidarci di nessuno, gli ambienti in cui si muovono non sono mai confortevoli (i palazzi della polizia sono disadorni e spogli, come le camere d'alberghi) e le linee di decisione che si prendono portano sempre al concetto che non essendoci un potere centrale che ci difende a dovere (anzi, oltretutto ampiamente corrotto) debba prevalere la linea della giustizia fai da te che esegue il cittadino di propria volontà. Un messaggio come si vede pericoloso, ma anche mostrato ed eseguito per la disperazione e non per scelta, ma in un finale a dir poco strepitoso (vita, morte, lotta e silenzio interotto solo da rumori sordi) Marchal ci dona anche un messaggio preciso di speranza, distruggere a tabula rasa per poter ricostruire dopo la tempesta una nuova vita. La realizzazione della pellicola tra l'altro è precisa e completa, si vede benissimo quanto il regista sia introdotto nell'argomento, abbia vissuto una esperienza tragica sulla sua pelle in gioventù e ha incontrato veri familiari di vittime, non abbiamo esitazione a definire questo film (il titolo originale, MR 73, indica la Magnum protagonista del finale) un riuscitissimo thriller noir, che con la presenza dell'anziano killer esistenzialista ci può ricordare il dottor Lecter de Il silenzio degli innocenti. Le musiche sono coinvolgenti e in piena armonia con il film, mentre nel cast molto efficaci sono la moglie del regista stesso, Catherine, nella parte della collega, e Olivia Bonamy, che fa Justine. In definitiva un gran bel film noir, coinvolgente, che possiamo consigliare a tutti, l'importante è avere un po'di stomaco forte per le scene, giustamente e doverosamente forti per aderenza alla realtà, con un grande protagonista che conferma la sua bravura, dai messaggi chiari e forti realizzato senza nessuna accondiscendenza verso doveri occulti di produzione che necessita facile richiamo, rendendo il lavoro sincero ed onesto nella sua perfetta atmosfera di estremo disperato. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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Titolo originale: MR 73
L'ultima missione è l'ideale terzo capitolo di una trilogia che comprende Gangsters (inedito da noi) e l'ottimo 36 Quai des Orfèvres (sempre con presente Auteuil, quella volta al fianco di Depardieu). Il regista ex poliziotto Olivier Marchal costruisce un film noir che si può benissimo vedere a se stante, cruento, sporco e disperato, sullo sfondo di una Marsiglia piovosa e oscura dove sembra che la luce non debba mai penetrare e il sole non esista, tanto che è intriso di sfiducia verso la vita, il futuro e gli sforzi per migliorare la società, come se le cellule eversive che la compongono come quella del killer siano una componente essenziale e una conseguenza degenerativa del marcio esistente. Il bravo Daniel Auteuil è Louis Schneider, poliziotto con barba incolta, alcoolizzato e senza nessuna speranza di uscire dal tunnel in cui è finito per la disperazione di aver perso i suoi cari ed avere la moglie in statosemivegetativo. L'unica sua ragione di vita è quella di catturare, aiutato da pochi e osteggiato da molti, un killer senza pietà che uccide in maniera atroce donne di varia estrazione sociale.









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