CLASSIFICA SETTIMANALE

Incassi al 07/03/2010
1 Alice in Wonderland 3D new
2 Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso =
3 Invictus a
4 Alice in Wonderland new
5 Shutter Island
new
6 Avatar 3D
-
7 Codice: Genesi
-
8 Wolfman
-
9 Il concerto =
10 Il figlio più piccolo
-
Archivio incassi settimanali

Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
L'altra donna del Re Stampa E-mail
Lunedì 28 Aprile 2008 01:55
L'altra donna del Re / LocandinaTitolo originale:      The Other Boleyn Girl
Nazione:      Regno Unito, Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Drammatico, Romantico, Storico
Durata:      115'
Regia:      Justin Chadwick
Cast:      Natalie Portman, Scarlett Johansson, Eric Bana, Jim Sturgess, Mark Rylance, Kristin Scott Thomas, David Morrissey
Produzione:      BBC Films, Focus Features, Relativity Media, Ruby Films, Scott Rudin Productions
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      24 Aprile 2008

Trama: Mary ed Anna Bolena sono due sorelle che vivono in modo del tutto diverso l'amore per il re d'Inghilterra Enrico VIII, già sposato ma con ormai nessun rapporto, di ogni tipo, con la Regina. La prima è una donna dolce e remissiva, la seconda dura, arcigna e piena di ambizioni e spirito di rivalsa. Quando Mary ha un figlio illegittimo da Enrico VIII, nonostante sia il maschio che il regno attende con ansia, deve fuggire in campagna. Durante la gravidanza la sorella ha agito alle sue spalle, stregando d'amore il Re che si perde per lei, compiendo delle azioni affrettate e senza logica che portano il regno a una pericolosa svolta.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

L'altra donna del ReC'è del polso nel film di Justin Chadwick, adattato dal romanzo di Philippa Gregory dal Peter Morgan già autore de L'ultimo re di Scozia e del The Queen di Frears. Liquidato fegatosamente da buona parte della stampa anglo-americana come un drammone con storiella pruriginosa da soap opera televisiva—dal romanzo era d'altronde stata precedentemente tratta una fiction per la BBC; per di più, Chadwick viene proprio dalla televisione—, ricostruisce i gineprai della corte inglese del sedicesimo secolo, punto storico nodale per le sorti del paese, fronteggiandoli liberamente entro una struttura di scontri a più livelli, e attraverso di essa componendo un affresco—critico anziché storico—alquanto tempestoso.
Riassuntivo di tutti questi livelli è quello banalmente definibile come scontro di caratteri fra le due sorelle della famiglia Bolena, la maggiore e meglio nota alle cronache Anna (Natalie Portman) e la minore e più bella Mary (Scarlett Johansson). Fra le due fanno capolino stati d'umore complessi, divisi fra l'attaccamento e la fedeltà l'una all'altra, e di riflesso alla famiglia, e un istinto di ripugnanza e ribellione soprattutto da parte dell'impaziente Anna. Il rapporto fra di loro è naturalmente il nucleo del film, e viene profilato soprattutto per deduzione, a rilevare dunque la loro soverchiante affinità, narrando per ellissi le imposizioni che gravano su entrambe piuttosto che facendo ricorso a introspezioni psicologiche.
È soprattutto nella figura di Anna, nonostante il titolo che farebbe intuire una predilezione per Mary, e nonostante ci sia comunque un sostanziale equilibrio fra le due protagoniste, che viene riflesso l'afoso disdoro verso la sordida morale maschile che guida sia le scelte di convenienza della famiglia Bolena, sia l'affannosa ricerca di un erede maschio—e della propria alterigia virile di Stato—di re Enrivo VIII (Eric Bana). Difatti la sequenza conclusiva del film ci mostra, in successione in una serie di dissolvenze incrociate, i tre uomini il cui dominio è stato l'unica vera macchina della vicenda—il padre interpretato da Mark Rylance, lo zio macchinatore duca di Norfolk di David Morrissey, e il Re—come a metterli fra parentesi con le didascalie che li condannano inesorabilmente.
Le ultimissime immagini in coda alla sequenza mostrano invece la piccola Elisabetta, figlia di Anna, sottolineando beffardamente che l'erede forte del quale il Re era alla ricerca in effetti ci sarà, ma in una donna. E qui, se in molti hanno pigramente visto solo un furbetto ammiccamento ai due Elizabeth di Kapur, la pellicola si dichiara apertamente ed orgogliosamente femminista. Si potrà notare a tal proposito la felice scelta delle belle interpreti (che tuttavia non mancheranno di generare commenti negativi ed antipatie, come è sempre stato), delle quali possiamo ricordare due film, molto diversi eppure in vario grado di parentela "rivoluzionaria" con questo, come V per vendetta per la Portman e La ragazza con l'orecchino di perla per la Johansson. Senza dimenticare, per quest'ultima, la sua partecipazione al velenoso trittico inglese di Allen.

Giudizio: 2.5


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

L'altra donna del ReSulla figura di Enrico VIII sono state prodotte delle pellicole nel passato, una delle più famose è sicuramente Le sei mogli di Enrico VIII del 1933 con l'indimenticabile Charles Laughton, ma questa pellicola diretta da Justin Chadwick (specializzato in tv series) si incentra più sulla figura di due sue amanti provenienti dalla famiglia Bolena, di cui Anna è la seconda moglie nella storia reale.
Tratto dal romanzo di Philippa Gregory, si narrano le dualità tra Anna (la Portman) e Mary (la Johansson) Boleyn, sorelle, che vivono in campagna con diverse attitudini. Mentre la seconda vorrebbe tranquillamente godersi il matrimonio appena celebrato, la prima cerca di scalare le vette dell'alta società, spinta dal padre e dallo zio. L'occasione propizia avviene quando il Re si reca da loro per una cavalcata, ma una imprudenza di Anna fa simpatizzare come concubina la dolce sorella al regnante, infelicemente sposato con Caterina D'Aragona, incapace di dargli un figlio maschio. Portata a corte, Mary si innamora del Re a cui dà un figlio maschio, che però non può essere riconosciuto in quanto illegittimo. La sorella Anna non perde l'occasione e manovra a dovere l'indeciso Re che si perde per lei, fino al punto di creare una frattura con il Vaticano (frattura da cui nascerà la Chiesa Anglicana) e compiere decisioni estreme. Ma il destino avverso sconvolge i piani di Anna che deve cercare aiuto proprio dalla sorella che ha ingannato.
Il contesto storico è solo lo sfondo e l'ambiente in cui si muove la storia, per renderla altisonante e ad ampio respiro, che di fatto è un drammone sentimentale strutturato su più anni, con un cast di grande richiamo, composto da due attrici e un attore famosi (il Re è interpretato da Eric Bana, famoso per Hulk e Troy). La parte forte del film sono sicuramente i grandiosi costumi (opera della due volte premiata con l'Oscar Sandy Powell), poi per il resto il fascino sta tutto nel sogno di immergersi negli ambienti dei castelli e delle campagne, mentre la vicenda per come è mostrata, soprattutto nella prima parte, gira monotona e senza troppo interesse, cosparsa di scelte narrative abbastanza prevedibili anche per chi non conosce la verità storica. Di fatto gli eventi esistono solo in parte (Mary non diede un figlio ad Enrico ma lo fece un'altra amante, Elizabeth Blunt, poi Enrico non venne attratto da Anna in maniera sensuale e prettamente da lei, come sembra dal film, ma perché pensava fosse la donna ideale per avere il tanto sospirato figlio maschio legittimo) ma l'importanza di dare una storia funzionale allo spettatore, rende questo fatto del tutto secondario e poco percettibile. La Johansson è bravissima nel costruire la dolcezza del personaggio della sorella caritatevole, mentre la Portman si trova benissimo nel calarsi nella parte non tanto malvagia ma quanto più senza freni nel cercare il successo, Bana abbastanza anonimamente, senza lode né pena, fa la parte dell'oggetto del desiderio, troppo preso dai problemi del regno e che mal amministra i suoi notevoli impulsi sessuali.
Castelli, prati verdi di campagna, due attrici di fascino, costumi sfarzosi e storia d'amori "Reali", non lacrimevoli e per questo ancor più di sicura presa, faranno la gioia di chi vuole un tipo di storie sentimentali senza essere stucchevoli, in pratica "al femminile" contrapposto, mentre possono avere una abbondante dote di carico di noia a chi poco sopporta un'azione circoscritta nella zona del maniero e che si ripete con piccole variazioni in maniera ciclica fino al suo finale (storicamente esatto indipendentemente dalla licenza romanzesca dell'attribuzione del solo amore incestuoso, ad Anna furono contestati altri 4 amanti di cui non c'è traccia nel film) reso meno penetrante dalla voglia a tutti i costi di presentare Mary (che curerà la figlia della sorella, quell'Elizabeth che nonostante il sesso femminile tanto osteggiato dal padre Enrico regnerà per 45 anni ed è stata la protagonista dei due film con la Blanchett) come una specie di santa che tutto perdona e che si presta sempre per il meglio.
In definitiva un drammone sentimentale di pregevole ambientazione e struttura scenica, poco coinvolgente ed emozionante nella storia che vive senza eccessi di pathos, ricalcando con variazioni più o meno evidenti gli eventi che furono, con forte possibilità di risultare monotono soprattutto nella prima parte, ma sorretto da due grandi interpretazioni contrapposte di un duo di attrici che conferma le loro capacità. Non un grande spettacolo, visto che rimane in superficie rispetto all'approfondimento, ma decisamente un intrattenimento valido senza infamia.

Giudizio: 2
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 








AL CINEMA

Avatar
avatar-poster
 
Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso
Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso
 
Codice: Genesi
Codice: Genesi
 
Lourdes
Lourdes
 
Che fine hanno fatto i Morgan?
Che fine hanno fatto i Morgan?
 
Il concerto
Il concerto
 
Il mi$$ionario
Il mi$$ionario
 
Paranormal Activity
Paranormal Activity
 
L'uomo che verrà
L'uomo che verrà