CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 07/03/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| Feel the Noise - A tutto volume |
|
|
| Mercoledì 18 Giugno 2008 01:55 | |||
Titolo originale: Feel the NoiseNazione: Stati Uniti Anno: 2007 Genere: Drammatico, Musicale Durata: 86' Regia: Alejandro Chomski Cast: Omarion Grandberry, Zulay Henao, Jeffrey Skylar, Kellita Smith, Malik Yoba, Melonie Diaz, Victor Rasuk, Giancarlo Esposito Produzione: Nuyorican Productions, Sony BMG Feature Films Distribuzione: MEDIAFILM Data di uscita: 13 Giugno 2008 Trama: Il giovane Rob è davvero nei guai. Si è inimicato i giovani piccoli boss che frequentano la discoteca dove lui esegue i suoi pezzi hip-hop. Costretto a fuggire da New York, lascia la madre, si rifugia a Portorico dal padre divorziato che si è creato una nuova vita ed ha avuto un altro figlio. La conoscenza con il fratellastro si rivela preziosa: anche lui è appassionato di musica e sta componendo un sound personale. Sembra che la fortuna stia per girare, dato che Rob incontra anche l'avvenente ballerina C.C. e un produttore vuole incidere un disco con i loro pezzi, ma il ritorno a New York segna anche quello del suo passato che lo rincorre. Recensione di ALBERTO DI FELICE –«Io ho un sogno»; –«Qual è il tuo sogno?»; –«Avere un sogno». Questa era in sostanza la parodia di 8 Mile in Scary Movie 3,
e questo è in sostanza il vero ritornello che sembra star dietro a
questo genere di produzioni (per rimanere al recente, non ho visto gli Step Up,
ma a lume di naso la cosa dovrebbe valere nientaffatto di meno per
loro), nelle quali il giovane perdigiorno del ghetto di turno decide
che vuole ballare o cantare, e intanto si innamora di qualche bella
ragazza, possibilmente di un'altra razza e/o classe sociale. Meglio
ancora se lui canta e la bella balla.Nell'occasione il tutto si declina per di più come inno alla Puerto Rico del reggaeton, con tanto di parata finale dei portoricani newyorkesi, nella quale figura la sentita sponsorizzazione di produttrice Jennifer Lopez e attuale consorte coisolano Marc Anthony. Il protagonista Rob (il rapper prematuro—e can d'attore—Omarion Grandberry) è infatti costretto da noie con gangster di quartiere a volare da New York nella patria del papà (Giancarlo Esposito), che l'ha abbandonato da piccolo e si è rifatto una vita. Anche lui era un musicista, un tempo, e potete intuire da soli che con queste premesse finiranno per riallacciare i rapporti, e ovviamente per suonare assieme. Arriviamo sull'isola con un bel giro turistico dall'aeroporto (vengono menzionati i problemi dell'economia non turistica, ma giustamente non se li fila nessuno), per conoscere la bella C.C. (Zulay Henao), che un po' come le altre ragazze locali (tutte esteticamente non trascurabili) si dimena molto bene in movimenti pelvici, predominantemente rivolgendo la schiena (ed il resto che sta dietro) al partner maschile giustamente in fremito. C.C. è una bella ragazza, l'abbiam detto, ed è anche una brava ragazza: ingenuamente va dal produttore che ovviamente ha doppi fini da tutore, ma sa andarsene ubriaca quando se ne accorge, e soprattutto (come Rob, che oltre a bravo ragazzo è anche timido: per far sesso devono aspettare di tornare a New York, addirittura) non fuma sigarette. La tiritera è sempre la solita, dedicata alla crescita in condizioni dure, ai sogni artistici infranti, alle fatiche dell'arte, allo scontro col business, all'importanza dei valori umani, al gergo e le movenze da strada. Come sceneggiatore l'esordiente Albert Leon non promette dunque nulla di buono, così come la totalmente trascurabile regia dell'argentino Alejandro Chomski. Buttar dentro un po' di musica commerciale “etnica” nella zuppa andata a male della riscossa di vita non fa un film. Giudizio: ![]() Recensione di PIETRO SIGNORELLI Jennifer Lopez aveva davvero bisogno di elargire un grande omaggio per
la sua Portorico quando ha deciso di co-produrre questo scialbo
filmetto a sfondo musicale senza pretese particolari, facendo anche un
veloce cammeo ad una parata con tanto di bandiere del suo paese. La
fisiologia filmica non si discosta molto dalle solite produzioni di
genere, qui lo scenario è più sporco (neanche troppo comunque), non c'è
la scontata coppia interraziale lui/lei composto da un bianco/a e un
nero/a, il ballo è solo un veloce sottofondo (anche se i movimenti sono
sensuali e decisamente piccanti) e tutto si concentra sulla musica di
produzione all black ispanica (gli unici bianchi puri presenti sono il
produttore dagli intenti troppo scontati e la bionda cantante).La trama vede un giovane che vive a New York con la madre divorziata costretto a rifugiarsi a Portorico dal padre (risposatosi e con un altro figlio avuto dal nuovo rapporto) per via di controversie di bande. Amante dell'hip hop incontra un sound diverso che il fratellastro gli propone, il reggaeton. Affascinato da questo tipo di genere decide di eseguire delle basi, che vengono accettate da un produttore conosciuto grazie ad una avvenente ballerina che diventa la sua fidanzata. Tornato a New York per incidere il disco scopre che il suo sound rischia di essere totalmente modificato per renderla commerciale, la sua ragazza incontra il lato oscuro e scontato del successo e le bande che gli avevano sparato vogliono chiudere i conti. Per fortuna che l'anima di Portorico vive dappertutto e gli può ridare fiducia con un caldo abbraccio anche nella grande mela. Quello che manca a film tanto banali come questi, a cui basterebbe della benzina davvero minima per poter soddisfare le poche e innocue pretese di un pubblico, già di base convinto di quanto può chiedere, è il minimo di credibilità scenica, che di solito sopravvive (come nel recente caso di Step Up 2) solo nei balli corali e nelle coreografie. Qui i balli servono solo per muovere gli ormoni (corpi praticamente che si strusciano addosso con minigonne da capogiro per le ballerine), il protagonista è un disadattato infelice di una vita anonima, riceve una scarica di pallettoni, si rifugia senza nessun trauma particolare in una casa dalle pareti color pesca dove viene accettato subito con il sorriso (e sappiamo che non potrà mai essere così, in quanto comunque fondamentalmente un intruso soprattutto per la nuova compagna del padre) dalla amorevole matrigna e dal fratellastro comprensivo, difende l'onore anche a Portorico dal bulletto di quartiere che guarda caso è l'ex della sua ragazza di ora, maestra di ballo per ricchi giovanissima e carina. Il bello è che essendo di New York sembra che non sappia che nel mondo della musica non accettare compromessi quando si parla di soldi è deleterio, muovendosi sconsolato per questo a ciondoloni con le mani in tasca dei pantaloni a vita bassa. La scena dell'anello rubato è il sintomo di non voler accettare la nuova relazione del padre, ma dopo nel clima di buonismo generale (vedrete una delle risse più all'acqua di rose mai esistite, del tono «Diamoci due pugni perché dobbiamo e poi amici come prima, non è colpa nostra se stavamo pulendo la pistola e ci sono partiti senza volerlo 15 colpi verso di te») del finale tutto si disperde in un tripudio di bandiere portoricane. Le madri vittime collaterali degli sbagli dei figli sono il fulcro del discorso, e viene sottolineato come ad esse non deve mai mancare l'amore, mentre i padri portano avanti un discorso musicale che si è trapiantato nei figli e che al momento giusto riesplode a dare coesione. Il tutto recitato malissimo, in un prosieguo soporifero come pochi delle cose scontate che abbiamo raccontato e con regia di Alejandro Chomski anonima e senza piglio. L'apparizione dei rapper come Voltio (evidentemente amici della Lopez) vivacizza un po' la scena ma è davvero poca cosa. Probabilmente bisogna davvero amare molto il genere per poter essere minimamente soddisfatti, ma le musiche sono davvero poche e non permettono neppure un cine-ascolto se le immagini non ci soddisfano. Il tutto per dirci «Portorico buono, New York cattiva». Una piccola curiosità: in alcuni pezzi c'è la traduzione italiana nel doppiaggio e i sottotitoli in inglese, sintomo dell'incuria dei distributori. In definitiva un film poverissimo che cerca di onorare la musica che viene da dentro che è trapiantata nelle classi più sfortunate, ma lo fa malissimo in una cornice blanda, cercando di mostrare il più possibile l'elogio a Portorico senza preoccuparsi di dare forza alle sue immagini e al suo suono nel minimo sindacale. Jennifer Lopez è un disastro come attrice, una frana come produttrice artistica e anche come cantante a volte lascia a desiderare: nulla da obbiettare, davvero un'artista multiforme, anche se possiamo concederle l'onore del tentativo. Basta che non ci provi oltre visti gli scarsi risultati. Giudizio: ![]()
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|













Titolo originale: Feel the Noise
–«Io ho un sogno»; –«Qual è il tuo sogno?»; –«Avere un sogno». Questa era in sostanza la parodia di 8 Mile in Scary Movie 3,
e questo è in sostanza il vero ritornello che sembra star dietro a
questo genere di produzioni (per rimanere al recente, non ho visto gli 
Jennifer Lopez aveva davvero bisogno di elargire un grande omaggio per
la sua Portorico quando ha deciso di co-produrre questo scialbo
filmetto a sfondo musicale senza pretese particolari, facendo anche un
veloce cammeo ad una parata con tanto di bandiere del suo paese. La
fisiologia filmica non si discosta molto dalle solite produzioni di
genere, qui lo scenario è più sporco (neanche troppo comunque), non c'è
la scontata coppia interraziale lui/lei composto da un bianco/a e un
nero/a, il ballo è solo un veloce sottofondo (anche se i movimenti sono
sensuali e decisamente piccanti) e tutto si concentra sulla musica di
produzione all black ispanica (gli unici bianchi puri presenti sono il
produttore dagli intenti troppo scontati e la bionda cantante).







Alice in Wonderland
la seconda recensione disastrosa che leggo... sono un po' triste :(
Cado dalle nubi
Il recensore non sembra capire quanto questo film sia profondamente
anti-razzista, non viene...
Cado dalle nubi
Il film di Zalone è non solo comicissimo, ma è anche molto intelligente. Zalone
non si "...
Le fonti che hanno ispirato Avatar
l'occhio iniziale cita anche Blade Runner, e Arancia Meccanica.
Io, loro e Lara
...non riesce più ad essere all'altezza delle sue capacità creative. Come
creativo, infatti,...
Cado dalle nubi
è stato bellissimo il film "Cado dalle nubi", è stato mitico... Checco
sei grande!!!...
Lo scafandro e la farfalla
:X
Piovono polpette
Di "Piovono polpette" c'è pure il gioco per Nintendo DS :woohoo: Io ce
l'ho! Comment...
Brothers
Ho saputo che nel cast di "Brothers" c'è pure Tobey Maguire :woohoo:
L'attore che ha...
Astro Boy
Vorrei vedere questo film; ma non lo posso vedere perché gli orari degli
spettacoli sono tro...