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Boogeyman 2 Stampa E-mail
Martedì 08 Luglio 2008 05:03
Boogeyman 2 /LocandinaTitolo originale:      Boogeyman 2
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2007
Genere:      Drammatico, Horror, Thriller
Durata:      93'
Regia:      Jeff Betancourt
Cast:      Danielle Savre, Matthew Cohen, Chrissy Griffith, Michael Graziadei, Mae Whitman, Renée O'Connor, Tobin Bell, Johnny Simmons, David Gallagher, Lesli Margherita, Tom Lenk, Sammi Hanratty, Jarrod Bailey, Lucas Fleischer, Suzanne Jamieson
Produzione:      Ghost House Pictures
Distribuzione:      Eagle Pictures
Data di uscita:      4 Luglio 2008

Trama: Laura e Henry Porter hanno difficoltà ad uscire dal tunnel dei loro incubi. Dopo l'uccisione dei loro genitori i due prendono strade diverse per cercare di risolvere la spinosa paura dell'uomo nero: lei sceglie di dimenticarsene sperando che non ritorni mai, lui invece si reca in una clinica specializzata in fobie. Laura alla fine cede e decide pure lei di recarsi in cura: ma il fratello le comunica che dovrà stare via due giorni per fare un colloquio. Terrorizzata di stare senza Henry, gli chiede di ripensarci ma lui non sente ragioni e va via con ampie assicurazioni di ritorno. Intanto i problematici ospiti della clinica incominciano a morire come mosche mentre le luci si spengono ogni volta che qualcuno perde la vita. Forse l'uomo nero non vuole solo Laura ma ha preso gusto a mietere vittime.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Boogeyman 2L'industria di produzione americana dei famigerati horror teen movie ha davvero una fiducia infinita nel suo pubblico: probabilmente pensa che riproporre seguiti a ripetizione di qualunque cosa e in qualunque maniera possa attirare spettatori di bocca buona sufficiente a garantire il rientro dei capitali spesi. Nel periodo estivo poi queste pellicole sembrano moltiplicarsi come funghi, ne escono di ogni tipo e si ripescano film di anni prima che già al primo chapter avevano il fiato corto. Il Boogeyman iniziale era del 2005 ed aveva un piccolo pregio: una storia pessima, una realizzazione scarsa ma in fondo alcuni piccoli colpi di scena qualche brivido lo concedevano. Ma non aveva minimamente bisogno che la Ghost House (la casa di produzione della coppia Raimi-Tapert, gli stessi che con Bruce Campbell costituirono la Renaissance Pictures che tante fortune ebbe con la serie di Evil Dead) realizzasse un seguito talmente anonimo da sperare di parteggiare per il boogeyman in modo che uccidendo tutti gli antipatici protagonisti (tanto prima o poi lo deve fare, lasciando una sola, e una donna, persona viva che lo contrasta). Ma andiamo con ordine e raccontiamo la "sconvolgente" trama: due fratelli, Laura ed Henry Porter, interpretati dalla bionda Danielle Savre e da Matt Cohen, da piccoli hanno subìto un trauma a seguito della morte violenta dei genitori. Ad ucciderli è stato il boogeyman, l'uomo nero che agisce normalmente nelle tenebre, e purtroppo dopo dieci anni i due non riescono a liberarsi minimamente della maledizione. Henry decide di andare in clinica per guarire, la sorella lo segue a ruota dopo alcune titubanze. Tra l'altro la clinica è piena di persone con fobie pesanti da curare, poi Henry decide di andarsene per qualche giorno e Laura cade nella disperazione. Incurante di questi problemi, il boogeyman arriva a riempire di cadaveri la clinica.
Jeff Betancourt (più un film editor che un regista, e si vede benissimo quanto valga nella pellicola) non si spreca minimamente e allestisce questo slasherino di valore infimo con svogliatezza, riempendolo di personaggi non tanto stereotipo ma quanto più di credibilità zero. La battuta che vi resterà più in mente è quella dove la protagonista cerca di stringere la mano a un ragazzo e lui dice «germofobo!», poi ovviamente lui muore stile Nightmare per colpa delle sue stesse fobie e così via. Curiosità è che il personaggio della ragazza dark che si autoinfligge le ferite è tratto al femminile (dice la stessa battuta cardine «Ne rilascio un po' quando è troppo e sto meglio») dal film del 1988 Vivere nel terrore di Andrew Fleming, e il dottore è uno svogliatissimo Tobin Bell (L'enigmista della famosa serie Saw), lì solo per contingenza di viaggio ed assegni da ritirare. Dopo l'inizio scontato ma almeno decente il minimo sindacale (come nel primo), tra piagnistei della bionda e parole di rassicurazione del fratello, incomincia ad arrivare la noia, ma poi dopo è peggio soprattutto quando una solerte direttrice avvisa che i cellulari nella clinica non hanno campo (!). Quando il gruppo di lavoro psicologico si riunisce (tutti teen ovviamente) le banalità e gli stereotipi arrivano a raffica, per fortuna che a diminuirle ci pensa l'uomo nero per cui tifiamo a viso aperto tanto sono antipatici i personaggi. Se non fosse che pure il villain è una chiavica di personaggio, con un cappuccio prima e un mascherone rasta dopo. Caduta libera della suspance costante, effetti decisamente sotto la media, disperazione da ansia impalpabile, dialoghi ridicoli fanno il sugo e il senso dell'ennesimo film teen horror (mai e poi mai Craven con Scream pensava di generare tale progenie fallita) completamente sbilenco. Quando eravamo piccoli i nostri genitori ci spaventavano per farci star buoni con le canzoncine dell'uomo nero, ma se avessimo visto al tempo della fanciullezza questo film decisamente dovevano pensare ad altro per spaventarci. I rapporti di empatia e sinergia tra fratello e sorella sono a dir poco ridicoli, e non bastano quadri simbolici ad aumentarne il dolore della tragedia che li ha resi indivisibili.
Uno spettatore casuale non avvezzo si annoierà a morte per l'insipienza del tutto, un horror fan se ne fa un baffo e prevede quel che succede (come il colpo di scena e chi/cosa è il boogeyman) molto prima che avvenga.
In definitiva il solito horror seguito scialbo e privo di meriti in ogni comparto (recitazione, trama, effetti, suspance) che merita di uscire presto dalle sale, peccato che pronti a sostituirlo ce n'è uno stuolo di altri forse anche peggiore. Ma almeno non ci toccano e scarnificano i bau-bau della innocente inconsapevolezza. Arriva l'uomo nero, purtroppo non ci permettono di averne paura anche se la cerchiamo e la vogliamo.

Giudizio: 1
 
 
Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 1.5
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