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Le morti di Ian Stone Stampa E-mail
Domenica 20 Luglio 2008 05:39
Le morti di Ian Stone / LocandinaTitolo originale:      The Deaths of Ian Stone
Nazione:      Regno Unito, Stati Uniti
Anno:      2007
Genere:      Horror, Thriller
Durata:      87'
Regia:      Dario Piana
Cast:      Mike Vogel, Jaime Murray, Christina Cole, Michael Feast, Charlie Anson, Michael Dixon, George Dillon, Marnix Van Den Broeke, Andrew Buchan
Produzione:   Odyssey Entertainment, Isle of Man Film, Stan Winston Productions
Distribuzione:      Medusa
Data di uscita:      18 Luglio 2008

Trama: Ian Stone è un giovane giocatore di hockey su ghiaccio, che ha appena ricevuto una delusione alla fine di una partita per colpa di un gol annullato. Trovatosi ad uno scambio di un passaggio a livello, trova un corpo apparentemente inanimato a terra. Sceso dalla macchina per aiutarlo, viene buttato sotto al treno da un essere misterioso. Improvvisamente si ritrova in ufficio sano e salvo, con la sua stessa fidanzata da hockeista che gli sta vicino e una vita che non è la sua. Inizia un incubo interminabile che provoca in continuazione la sua morte e la sua rinascita. Chi è il colpevole di tutto questo? Perché lo sottopone a questa tortura?

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Le morti di Ian StoneImportiamo in continuazione horror, filmacci americani senza valore (se date un'occhiata alle ultime recensioni vi accorgerete che è veramente uno stillicidio senza fine) per riempire la programmazione, e invece ci accorgiamo sorprendentemente che un regista italiano sa dire qualcosa di microscopicamente decente (nulla di eclatante ma almeno minimamente interessante). Non che questo non sia un film d'importazione (girato e ambientato in Inghilterra), ma la presenza di Dario Piana (regista televisivo e del non certo esaltante Sotto il vestito niente 2) un po' conforta sul possibile futuro di qualche nome nuovo nell'asfittico panorama di genere italiano futuro se riuscirà a lavorare anche in patria (visto che Dario Argento sembra ormai compromesso creativamente e Soavi, Bava Jr. e gli altri non paiono essere particolarmente attivi). Chiamato alla corte della produzione dello scomparso e compianto Stan Winston, Piana elabora un misto tra Ricomincio da capo con Bill Murray in versione horror thrilling e affida le iconografie dei nemici ispirandosi ai mangiamorte di Harry Potter. La trama è ciclica e concentrica, inizia con un evento tipico del cinema teen (lo sport, Ian è un giocatore di hockey su ghiaccio), prosegue con la conoscenza (importante) da parte nostra della fidanzata, poi dopo a un incrocio sotto la pioggia davanti a un passaggio a livello (simbolo della nuova "non" esistenza che sta arrivando) un corpo esamine per terra attira l'attenzione del giovane, che con un atto di aiuto gli si avvicina. Improvvisamente si trova trascinato sulle rotaie, il convoglio sopraggiunge e lo travolge. Il giovane rinasce con nuova veste, sentendosi a disagio perché l'unica cosa che lo collega con la vecchia vita è la sua fidanzata.
Meccanismi di questo tipo sono molto pericolosi perché finiscono per essere ripetitivi e meccanici se l'elastico viene tirato troppo a lungo, e Piana purtroppo cade nel tranello nonostante lo spettatore rimanga interessato al film per capire il vero motivo di quanto succede.
La spiegazione non è certo da luminari della sceneggiatura, ma l'atmosfera di terrore e di ansia permane nonostante l'introduzione del solito personaggio a sorpresa che qualcosa sa ma non rivela allo sfortunato protagonista per tenere in sospeso il tutto quando potrebbe benissimo farlo.
Il capo villain di turno è una donna (Jaime Murray) che vestita di lattex fa una bella figura ma che non prende il carisma necessario, la fidanzata bionda subisce la trama "loop" a ripetizione (la interpreta Christina Cole) mentre Ian è interpretato da un volonteroso Mike Vogel che però dimostra la sua poca preparazione e la troppa scelta di ruoli minimali che non ne hanno valorizzato una possibile carriera artistica (se volete vederne un'altra prova lo potete cercare in Poseidon e in Cloverfield) e in un film dove praticamente recita in ogni scena la cosa si vede tantissimo.
Gli effetti speciali sono mediamente validi, le trasfigurazioni decenti ma vista la casa di produzione (Winston è stato l'effettista nientemeno che di Cameron) si poteva pretendere molto di più.
La fotografia si segnala per essere sporcata e resa a dovere per aumentare il senso di oppressione con la tendenza allo scuro, i colori della Londra che mostra sono quelli di una città incubo tanto quanto quelli che vivono i protagonisti.
Chi si avvicina a questo film troverà una dose di violenza che si ripete in maniera per nulla esaltante, ma gli schizzi di sangue per gli amanti dello splatter ci sono, le connotazioni oscure pure, peccato che non sentiamo né vediamo il dramma interiore, l'ansia, cose che non vivono appieno loro, figuriamoci noi che dobbiamo guardarli. Fortunatamente una volta tanto non ci sono gli odiosi elementi dell'horror teen (la bellona che si salva, le frasi fatte e le lotte tra giovani per la supremazia di qualcuno per governare un gruppo in pericolo destinato a scomparire sotto i colpi del cattivone), non è moltissimo ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno in tempi di tale magra di genere.
In definitiva un film un po' diverso dalla media, leggermente superiore alla povertà, sorretto da effetti speciali credibili senza esaltare, che purtroppo dopo il primo buono spunto si perde in un meccanismo uguale e monotono, e oltretutto ha un finale del tutto insoddisfacente e una spiegazione del mistero pacchiana; lo salva al minimo una buona ambientazione cittadina che di solito non si trova nel genere. Se vi accontentate, anche se non è molto sotto il vestito qualcosa c'è.

Giudizio: 1.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice
: 1
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