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Ombre dal passato Stampa E-mail
Sabato 09 Agosto 2008 10:34
Ombre dal passato / LocandinaTitolo originale:      Shutter
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Horror, Thriller
Durata:      85'
Regia:      Masayuki Ochiai
Cast:      Joshua Jackson, Rachael Taylor, Megumi Okina, David Denman, John Hensley, Maya Hazen, James Kyson Lee, Yoshiko Miyazaki, Kei Yamamoto, Daisy Betts, Adrienne Pickering, Pascal Morineau, Masaki Ota, Heideru Tatsuo, Eri Otoguro
Produzione:      Ozla Pictures, Regency Enterprises, Vertigo Entertainment
Distribuzione:      20th Century Fox
Data di uscita:      8 Agosto 2008

Trama: Ben è un fotografo in carriera che vive a New York ma ha lavorato a lungo in Giappone, a Tokyo. Dopo aver sposato la bella Jane, si reca di nuovo nella città nipponica per un impegno con l'agenzia, seguito dalla neosposa. Mentre percorrono una strada fuori città investono con l'auto una donna. Risvegliatisi dopo l'impatto, non trovano nessun corpo sull'asfalto, né vengono date notizie di feriti per incidente. L'episodio sembra dimenticato, ma improvvisamente, mentre stanno facendo delle foto, la ragazza riappare su di esse sotto forma di spirito a Jane, minacciando la tranquillità della coppia. Inizia un incubo che sembra non aver fine e accadono cose apparentemente senza una spiegazione.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Ombre dal passatoOmbre dal passato (nell'originale Shutter, ovvero l'otturatore della macchina fotografica) è il remake americano di un film del 2004 diretto dai tailandesi Banjong Pisanthanakun e Parkpoom Wongpoom. Sembrerebbe la solita ripresa americana dagli scarsi risultati a cui ormai purtroppo si abbinerebbe una qualità davvero scarsa a prima vista, ma pur nei limiti della ovvia mancanza di fantasia per il fatto di utilizzare una storia già scritta (colpo di scena finale compreso), il film tiene, ha dei pregi di realizzazione, una recitazione discreta e si vede senza eccessivo fastidio.
Genere ghost story, il film narra di una coppia di neo coniugi, Ben e Jane (Joshua Jackson e Rachael Taylor, il primo soprattutto attore televisivo, conosciuto per Dawson's Creek, e la seconda bella australiana appena vista nel recente Transformers) che per sviluppare il lavoro da fotografo di lui si reca in Giappone, a Tokyo. Una sera con al volante Jane i due investono con la macchina (un classico) una giovane donna. Dopo l'urto con un albero per aver perso il controllo della vettura, essere svenuti e risvegliatisi, non trovano tracce né del corpo né del sangue di nessuno. Autoconvintisi di aver avuto una sorta di incubo, sembrano dimenticare l'episodio, se non fosse per il fatto che facendo delle foto il fantasma della ragazza viene impressionato su di esse. Difetto di pellicola oppure ritorno dall'aldilà della giovane donna che vuol vendicarsi di essere stata uccisa nell'incidente? Nel proseguire delle apparizioni la verità appare sempre più diversa e assolutamente sorprendente. L'importante è vedere se la coppia sopravviverà all'incubo ad occhi aperti.
Curioso davvero questo remake di un film orientale, diretto da un giapponese (Masayuki Ochiai, al suo attivo solo Infection, tra l'altro del 2004, stesso anno del primo Shutter) con capitali americani e ambientato per grandissima parte a Tokyo quindi in terra nipponica, che nonostante sia praticamente privo di significative variazioni sull'originale sia interessante da seguire e vedere, merito soprattutto della linearità della trama ben esplicata e della mancanza di personaggi macchietta oppure scontati (temevo parecchio il medium al momento che se ne è avuto sentore, ma fa una particina marginalissima) e del fatto che abbiamo presenti, complice la scusa del tipo di lavoro del protagonista, tante belle ragazze in passerella.
La differenza che salta di più all'occhio tra i due film è il momento dell'incidente  nel tailandese lui impone alla fidanzata di fuggire, lei acconsente a malincuore, in questo ambedue vorrebbero aiutare la vittima ma non possono perché la stessa è scomparsa (cosa quindi molto solidale e da buon americano). Gli ambienti per forza di cose qua sono più sfarzosi (il budget è decisamente diverso) anche se gli effetti sono molto limitati per imprimere un senso claustrofobico e di mancata vera acustica del pericolo per privilegiare la ghost story pura.
La musica viene usata diligentemente nei momenti giusti per far sobbalzare lo spettatore, anche se ovviamente chi ha visto l'originale tante volte ne resterà indifferente sapendo già quanto avviene. Il vero anello debole di un film sufficientemente valido come questo, che non scontenta per nulla lo spettatore venuto a cercare qualche brivido e una storia con suspance e mistero, è il finale (alla visione del tailandese il mio pensiero era corso subito, in ottica contraria, al capolavoro di Kim Ki-duk Ferro 3, in chiave non poetica come quella ovviamente), che qui diventa poco ficcante e modestamente penetrante, con le sue stratificazioni doppie e triple, mentre nell'originale fu un autentico colpo di frusta al vetriolo, un pezzo di bravura che lascia stupiti come non si sarebbe mai sperato (nel 2004 l'invasione degli orient film con prodotti spesso poco validi era abbondatemente iniziata). Sicuramente tra tutti gli ultimi orridi remake fatti senza alcuna validità, questo rimane uno dei migliori, con attori che non parodizzano l'occidentale origine nel presentarsi in un paese tecnologicamente sviluppato con battutine vergognose e comportamenti banali.
Uno dei due amici di Ben, è John Hensley, il figlio di Sean McNamara della serie tv Nip/Tuck.
In definitiva un remake per nulla brutto e dignitoso, ottimo passatempo ectoplasmico con brivido Tokyo around, diretto con correttezza e recitato con professionale rispetto del manuale, che ovviamente si gode molto di più se non si è visto l'originale di cui comunque è inferiore nei momenti decisivi e nel senso di oppressione del pericolo. Visto che di solito si fanno remake nella facilità di come buttare in pentola la pasta del mezzogiorno, questo invece si può dire intenzionalmente riuscito e godibile nonostante evidenti limiti emozionali e qualche banalità di trama (che non possiamo rivelare in quanto troppo anticipatrici) nella chiusura di pellicola. Lasciando stare il presupposto che non ci sono molte alternative nel periodo agostano, questa pellicola può comunque meritare una serata, soldi e visione per gli amanti del genere horror e sopratutto delle ghost story.

Giudizio: 2


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice
: 1
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