
Titolo originale: Doomsday
Nazione: Regno Unito
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Durata: 105'
Regia: Neil Marshall
Cast: Rhona Mitra, Bob Hoskins, Adrian Lester, David O'Hara, Alexander Siddig, Jeremy Crutchley, Stephen Hughes, Cecil Carter, Caryn Peterson, Karl Thaning, Adeola Ariyo
Produzione: Crystal Sky Pictures, Intrepid Pictures, Moonlighting Films, Rogue Pictures
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 29 Agosto 2008
Trama: 2008, Scozia. Il terribile virus mietitore dilaga a macchia d'olio seminando la morte tra la popolazione. Il governo, non trovando una cura valida contro il morbo, decide una megaquarantena per la zona, alza un muro di 9 metri lungo il suo perimetro e circonda le spiagge con zone minate. 2035: Il virus fa la sua comparsa anche dall'altra parte del muro. La popolazione sembra indifesa ma il governo decide una misura estrema: mandare nella zona infetta una squadra di uomini decisi a tutto, per trovare dei sopravvissuti che possano dare indicazioni per creare un antidoto. La ricerca del misterioso Kane che dovrebbe fornirlo è cominciata; a guidare la spedizione l'inossidabile maggiore donna Eden Sinclair, che 30 anni prima, ancora bambina, scampò miracolosamente alla quarantena.
Recensione di PIETRO SIGNORELLI

A Neil Marshall le eroine tutte di un pezzo piacciono davvero dopo
aver ben diretto un gruppo di esploratrici temerarie ma imprudenti che
si avventuravano nelle grotte nell'ottimo
The Descent, uno dei
più riusciti horror degli ultimi anni, ora costruisce un pastiche
piuttosto indigesto che prende a piene mani da vari film icona, con
protagonista la bella e massiccia Rhona Mitra (che doveva essere scelta
al posto della Jolie nel ruolo di
Tomb Raider), inossidabile
wonder woman che fa il verso alla Jovovich di
Resident Evil.
Trama che ricorda la saga divenuta famosa su PlayStation espandendo la
zona ammorbata, con un virus terribile, chiamato guarda caso
"mietitore" che costringe le autorità a una megaquarantena: un muro
alto 9 metri cinge tutta la zona contaminata, sorta di muraglia cinese
che percorre la penisola britannica.
Qui siamo nel 2008: il virus
sembra contenuto, i poveretti moriranno tutti e pace all'anima loro,
mentre i vivi si consoleranno dall'altra parte del muro. Invece no:
nel 2035 il mietitore ritorna poderoso e violento anche a Londra, le
autorità se la fanno sotto e organizzano una megasquadra d'assalto,
capitanata dalla Mitra con occhio bionico (da piccola è stata salvata
dalla quarantena ma qualcuno le ha sparato nell'occhio destro) che
deve andare nella zona di quarantena per cercare dei sopravvissuti, in
modo da capire cosa li ha lasciati in vita e creare un antidoto. La
squadra parte ma cominciano le sorprese, la città è tutt'altro che
disabitata e i suoi abitanti bellicosi. L'obbiettivo è trovare il misterioso Kane (interpretato da Malcom McDowell, indimenticabile Alex di
Arancia meccanica) che custodisce il segreto.
Segreto che, ve lo diciamo subito, è un segreto di pulcinella. Questo film parte con una base di
Resident Evil e un po' (tanto) di
28 settimane dopo, nel contagio e nella protagonista, utilizza un mezzo che ricorda
Aliens 2, il blindato, entra in una zona come se fosse
1997: Fuga da New York,
con la popolazione che sembra vestita stile Carpenter ma soprattutto
debitoria di
Mad Max/
Interceptor, prosegue con un salto mortale nel
medioevo della tavola rotonda (assolutamente nessuno scherzo da parte
nostra e nessuna macchina del tempo nel film) e poi si occupa di
fantapolitica. Sembra che Marshall abbia voluto prendere tutto quello
che gli piaceva e frollarlo alla grande (esiste anche una citazione a
Pulp Fiction
e al suo storpio della cantina di pellenero vestito), senza curarsi
minimamente di nessuna logica narrativa, rispetto della tempologia
tecnica, occhio bionico escluso (abbiamo un rintracciatore con lucetta
nell'epoca dei cellulari e sembra che al posto del 2035 dall'altra
parte del muro siamo ancora tecnicamente agli anni '80), preoccupato di
dargli un gran movimento (abbiamo un segmento finale con un
inseguimento automobilsitico dove accade davvero di tutto), condirlo di
tanto sangue sprizzato da membra sparate e via con la grancassa di
furiosi combattimenti. In mezzo si permette pure dei giochi di luce
nella foresta (si vede che l'ambiente agreste lo solletica
artisticamente: anche il suo
Dog Soldiers si svolgeva in zone
simili), e fa utilizzare un treno
old style per lo spostamento dei
coraggiosi eroi. «Benvenuti nel medioevo!» disse Snake Plissken alla
fine di
2014: Fuga da Los Angeles, riprendendo questo assunto il
film torna nel tempo dopo la catastrofe per ritrovare serenità e un
nuovo inizio punto zero, peccato che sia una cosa strampalata come
poche visto la partenza, ci sono situazioni ridicole (l'arena contro il
guerriero in armatura e scudo) e anche due attori famosi come McDowell
e Bob Hoskins (che fa il capo e mentore della Mitra) sembrano lì tanto
per esserci di sbieco e solo in forma alimentare.
Alla fine visto
che l'eroina tutta muscoli e decisione è monoespressiva, la cosa più
interessante rimane la recitazione di Craig Conway, che fa il folle
psicopatico di nome Sol, tutta furia ed eccessi ma capace di guidare
uno spettacolo di can can (non stiamo impazzendo, è tutto vero, c'è
anche questo) eseguito in maniera anticonvenzionale. Discorso a parte
per le musiche, delle vecchie
hit degli anni addietro sparate a
casaccio senza molto senso e nessuna logica. Il frullatone di cose e di
stili propone anche una vettura di gran classe trovata insieme a un
sacco di reperti utili come dei cellulari (dopo non si sa quanti anni
perfettamente carichi e funzionanti), potente auto protagonista di
tutto il segmento finale dove vedrete cose che la camminata con la
schiena sotto il camion de
I predatori dell'arca perduta sembra una
cosetta da nulla.
Davvero complimenti agli
stuntmen, ma il film è
raffazzonato, poverissimo di logica e dopo che c'è questo continuo
andare avanti in modo tanto estremo lo spettatore si stanca pure.
In
definitiva un film veloce e movimentato, ma completamente instabile
nella sceneggiatura, che presenta cose totalmente inutili ed altre poco
credibili (i flebili segnali di vita rilevati nella zona malata
sarebbero quelli di una intera popolazione), debitore in modo pesante
di altro cinema, cadendo per la voglia totale di flettere i muscoli e
saltare di palo in frasca in ingloriose cadute di tono.
Per chi
cerca un divertimento sconnesso nella costruzione a cervello zero con
tanta adrenalina e a tutta grancassa urlante si accomodi pure, chi
vuole un film che proceda secondo una costruzione minimamente decente
si astenga senza tema.
Giudizio:
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