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| Martedì 28 Ottobre 2008 01:39 | |||
Titolo originale: AlbakiaraNazione: Italia Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 93' Regia: Stefano Salvati Cast: Laura Gigante, Davide Rossi, Raz Degan, Alessandro Haber, Ivano Marescotti, Dario Bandiera, Loredana Cannata, Vito, Fabrizio Sabatucci, Kelly Renee Potts Produzione: Albachiara, PixelDNA, Peace Distribuzione: Mikado Data di uscita: 24 Ottobre 2008 Trama: Due poliziotti corrotti, un uomo e una donna, stanno per trafugare 200 kg di eroina purissima dall'archivio sequestri dell'arma. Ma lei è incinta, decide di rinunciare, e così lui la uccide. L'eroina viene rubata da tre ladri non professionisti d'accordo con il poliziotto, che però nel corso della rapina rimane ferito in quanto colpito alla testa. I tre ladruncoli, inesperti e poco decisi, finiscono per mettere il prezioso carico dentro delle scatole di zucchero a velo. La giovane Chiara, studentessa di liceo sessualmente disinibita, decide di ringraziare il suo bidello Tony facendo una torta, che viene inconsapevolmente cosparsa della preziosa polverina. I due la sniffano e, capito dove sta il resto, decidono di venderla in proprio. Ma il commissario ferito alla testa si riprende ed è deciso a riavere la merce trafugata e dispersa. I problemi di Chiara con il suo fidanzato Nico, che segretamente ha aperto una webcam erotica live in internet d'accordo con delle amiche, ma a sua insaputa, diventeranno davvero di poco conto. Recensione di PIETRO SIGNORELLI «E qualche volta fai pensieri strani... con una mano una mano ti sfiori» ... cantava Vasco Rossi tanti anni fa in una delle sue hit storiche, quell'“Albachiara” del 1979. Parlava di una ragazza pudica e senza particolari segni per distinguersi dalle altre, che viveva in silenzio e camminando piano, per poi nella sua stanza solitaria lontano da ogni sguardo praticarsi tecniche autoerotiche. Com'è questa ragazza ora che, trenta anni dopo, il web e i cellulari (protagonisti del film) hanno cambiato ogni prospettiva? Totalmente diversa, disinibita in pubblico – anzi, se non c'è pubblico non si diverte – che mostra seni e glutei senza problemi e assiste a gare di fellatio. Almeno così la pensa (o almeno noi speriamo, la inscena) Stefano Salvati, specializzato in videoclip musicali, anche dello stesso ‘Blasco’, che manipolando il titolo della canzone (che proprio nulla c'entra con quello che vediamo) mettendo una ‘k’ al posto della ‘ch’ (molto trendy e molto cool per l'uso del cell – guardate come diventa stupido lo slang scritto in mano alle mode giovanili) ci racconta di una vicenda nera condita di robusto sesso, dove un carico di eroina viene trafugato da tre perfetti idioti e consumato da una marea di gente giovane (senza offendere superficialmente i personaggi reali che ne consumano, intendiamo per come sono mostrati i personaggi del film), ancora più derelitta mentalmente. Il bastardissimo e corruttissimo commissario Castri (Raz Degan in versione stupido-luciferina del tutto non credibile) uccide la collega di corruzione e arma perché lei incinta e non vuole più delinquere. Proprio mentre è in atto un colossale furto di eroina dall'archivio sequestri droga: duecento kg. Ma le cose vanno male, uno dei ladri che è d'accordo con lui lo colpisce troppo forte per inscenare la sua discolpa, Castri perde conoscenza e i tre maldestri ladri (uno è Baldo, interpretato da un Alessandro Haber del tutto in disgrazia fisica e recitativa) decidono in mancanza di ordini precisi di nascondere il prezioso carico illegale in barattoli di zucchero a velo. Come c'entra Chiara (o Kiara), una liceale disinibita che spompina i professori per avere in cambio dei bei voti, dagli ormoni in movimento per il fidanzato Nico (un deejay superconteso, interprato da Davide, figlio di Vasco) in questa vicenda? Dato che non vuole ringraziare Tony (l'attore Vito), il mite e comprensivo bidello di brutte fattezze con un “servizietto”, prepara una torta, il cui zucchero a velo messo sulla parte alta è stato preso da uno dei vasetti con la droga, sistemati nella cantina del negozio di alimentari che lei frequenta abitualmente. Accortisi di che cosa sia fatta la parte alta del dolce, sniffano alla grande insieme, e decidono di vendere il quantitativo enorme ai ragazzi della scuola e ai discotecomani. Il risultato è devastante, tutti in delirio, ma Castri si riprende dal colpo subito e si mette a cercare la “sua” droga. Ch(K)iara corre ora un pericolo tremendo, ma è troppo occupata con il fidanzato Nico (che ha istituito un sito hard web dove lui stesso recita mascherato insieme alle amiche) per pensarci.Ritratto di gioventù bruciata o meno, questo film è una vera galleria di scempiaggini assolute, che le vuole far passare in secondo piano condendo il pasto davvero magro con scene di belle giovani ragazze che fanno sesso per denaro, oppure gare di fellatio per vincere una borsetta. Le scene di nudo arrivano anche ad essere degli ologrammi da discoteca, la bella pelle femminile senza vestiti è presente in scene lesbo/saffiche, immancabile non poteva non esserci il porno web. E una dose, moderata, di splatter a condire il sapido menù. Personaggi a dir poco atrocemente rappresentanti (il figlio del Blasco è davvero impresentabile) e dalle voci sgraziate rendono la pochezza della trama della pellicola ancor più insopportabile; la regia defeca inquadrature su inquadrature alla continua ricerca del pacchiano, come quella sui due ladri imbranati che hanno scritto “Kubrika” sulle divise (Arancia meccanica?), oppure quella scelta di usare delle grafie animate e colorate in alcuni momenti. Non contento di tanto scempio, il videoclipparo in regia poi si dedica pure al ritratto di una ragazza con problemi, la sorella di Chiara, immettendo scene oniriche di nessun senso; ma se per questo abbiamo pure il momento superiore della professoressa di inglese (per il cui arrivo al posto del precedente prof maschio Chiara ha eseguito un inutile pompino) interpretata da una storditissima Kelly Renee Potts, amante dei video vintage super otto e delle macchine da scrivere, che non conosce E.T., che chiama citando Pulp Fiction («C'è bisogno di Mister Wolf!») il povero Tony/Peter Pan che “sniffa” per chiudere un rubinetto che perde, ma quando serve prende volentieri una bella “cannetta/spinello” rigenerativa. Abbiamo pure una violenza citazionale tra le altre per La finestra di fronte, che gira su un tv. Ma quanti film conosce Salvati, e purtroppo ci tiene proprio a dircelo (non ci crederete ma volendo ci mette pure Saw ma Raz ‘crudelio’ Degan non vale una cicca come enigmista), sembra che voglia fare un film a 360° mettendo tante di quelle cose per dare ampio respiro: peccato che la miscelazione del tutto sia ignobile e tutto sembri ridursi a un giochino un po' porcellino per attirare pubblico che cerca giovani pulzelle assatanate di facili costumi (il richiamo alle fellatio è costante: «Perché gli fai una torta per ringraziarlo? Non fai prima a fargli un pompino?»). Ci rifiutiamo di credere che la malagioventù che ci presenta sia quella generale, sarebbe triste e vergognoso: i figuranti sullo schermo lo fanno per il compenso e per essere notati, non per mostrare qualcosa, soprattutto non questo, neppure loro ci credono. Non è un film di denuncia come vuole essere mostrato, è solo una inutile stupidaggine che vuole rubare i vostri faticati soldi del biglietto. Volete la chiusura definitiva? Direi proprio che sia il momento, inutile sbattere altre feci su questo film-escremento, dato che questa pellicola può essere per certi versi superiore al trash orrendo dei vergognosi Moccia sbanca-botteghini (qualcuno può vedere un po' di sangue, una filiforme trama thriller e tanta carne femminile), ma è come dire che è meglio avere un brutto male al polmone destro piuttosto che al sinistro. Teoricamente dovremmo dirvi che dopo i titoli di coda c'è un'altra scena da vedere: voi fuggite a gambe levate per non rimpiangere di aver buttato via un minuto in più della vostra preziosa vita davanti ad Albamarrone ... ehm ... Kiara. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Albakiara
«E qualche volta fai pensieri strani... con una mano una mano ti sfiori» ... cantava Vasco Rossi tanti anni fa in una delle sue hit storiche, quell'“Albachiara” del 1979. Parlava di una ragazza pudica e senza particolari segni per distinguersi dalle altre, che viveva in silenzio e camminando piano, per poi nella sua stanza solitaria lontano da ogni sguardo praticarsi tecniche autoerotiche. Com'è questa ragazza ora che, trenta anni dopo, il web e i cellulari (protagonisti del film) hanno cambiato ogni prospettiva? Totalmente diversa, disinibita in pubblico – anzi, se non c'è pubblico non si diverte – che mostra seni e glutei senza problemi e assiste a gare di fellatio. Almeno così la pensa (o almeno noi speriamo, la inscena) Stefano Salvati, specializzato in videoclip musicali, anche dello stesso ‘Blasco’, che manipolando il titolo della canzone (che proprio nulla c'entra con quello che vediamo) mettendo una ‘k’ al posto della ‘ch’ (molto trendy e molto cool per l'uso del cell – guardate come diventa stupido lo slang scritto in mano alle mode giovanili) ci racconta di una vicenda nera condita di robusto sesso, dove un carico di eroina viene trafugato da tre perfetti idioti e consumato da una marea di gente giovane (senza offendere superficialmente i personaggi reali che ne consumano, intendiamo per come sono mostrati i personaggi del film), ancora più derelitta mentalmente. Il bastardissimo e corruttissimo commissario Castri (Raz Degan in versione stupido-luciferina del tutto non credibile) uccide la collega di corruzione e arma perché lei incinta e non vuole più delinquere. Proprio mentre è in atto un colossale furto di eroina dall'archivio sequestri droga: duecento kg. Ma le cose vanno male, uno dei ladri che è d'accordo con lui lo colpisce troppo forte per inscenare la sua discolpa, Castri perde conoscenza e i tre maldestri ladri (uno è Baldo, interpretato da un Alessandro Haber del tutto in disgrazia fisica e recitativa) decidono in mancanza di ordini precisi di nascondere il prezioso carico illegale in barattoli di zucchero a velo. Come c'entra Chiara (o Kiara), una liceale disinibita che spompina i professori per avere in cambio dei bei voti, dagli ormoni in movimento per il fidanzato Nico (un deejay superconteso, interprato da Davide, figlio di Vasco) in questa vicenda? Dato che non vuole ringraziare Tony (l'attore Vito), il mite e comprensivo bidello di brutte fattezze con un “servizietto”, prepara una torta, il cui zucchero a velo messo sulla parte alta è stato preso da uno dei vasetti con la droga, sistemati nella cantina del negozio di alimentari che lei frequenta abitualmente. Accortisi di che cosa sia fatta la parte alta del dolce, sniffano alla grande insieme, e decidono di vendere il quantitativo enorme ai ragazzi della scuola e ai discotecomani. Il risultato è devastante, tutti in delirio, ma Castri si riprende dal colpo subito e si mette a cercare la “sua” droga. Ch(K)iara corre ora un pericolo tremendo, ma è troppo occupata con il fidanzato Nico (che ha istituito un sito hard web dove lui stesso recita mascherato insieme alle amiche) per pensarci.








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