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| Lunedì 10 Novembre 2008 00:33 | |||
Titolo originale: Quantum of SolaceNazione: Regno Unito, Stati Uniti Anno: 2008 Genere: Azione, Avventura, Thriller Durata: 106' Regia: Marc Forster Cast: Daniel Craig, Olga Kurylenko, Mathieu Amalric, Judi Dench, Giancarlo Giannini, Gemma Arterton, Jeffrey Wright, David Harbour, Jesper Christensen, Anatole Taubman, Rory Kinnear, Tim Pigott-Smith, Joaquín Cosio, Fernando Guillén Cuervo, Jesús Ochoa Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer, Columbia Pictures, Danjaq, Eon Productions, United Artists Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia Data di uscita: 7 Novembre 2008 Trama: Incattivito dal tradimento e dalla morte di Vesper, avvenuta dopo l'affare Casino Royale, James Bond è mosso dal desiderio di vendetta nella ricerca di una misteriosa organizzazione che grazie all'appoggio di uomini ricchi e potenti sta elaborando un crudele piano per venire in possesso delle risorse di una zona definita del pianeta. Con la collaborazione di M, Bond si mette alla ricerca dei capi della società, rischiando la vita più volte ma incontrando ad Haiti anche l'affascinante Camille, una bellissima donna la cui conoscenza potrebbe attenuare il dolore della perdita di Vesper. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Quale è la «particella di consolazione» a cui si riferisce il titolo del ventiduesimo capitolo delle avventure dell'agente segreto di Sua Maestà più famoso del mondo? È forse la soddisfazione che potrebbe venire operando vendetta contro chi ha ucciso la sua amata Vesper nel precedente capitolo, il valido Casino Royale diretto da Martin Campbell, ma potrebbe essere anche una nuova visione delle cose che potrebbe dargli sollievo morale. Iniziando dove era finito il capitolo precedente (a tutti gli effetti un nuovo punto di partenza della saga) vediamo come Bond, privo delle qualità da gentleman (che a questo punto svilupperà nei prossimi capitoli) e ancora molto rozzo nei comportamenti, opera con furia una serie di azioni inconsulte contro l'organizzazione di Dominic Greene (Mathieu Amalric, qui istrionico cattivo e splendido protagonista de Lo scafandro e la farfalla), sorretta da uomini ricchi e potenti, che opera con metodi misteriosi per impossessarsi delle risorse di una zona del pianeta. Il suo capo, M (il premio Oscar Judi Dench) lo ammonisce più volte di non operare in maniera sbagliata rendendo poi inutilizzabile ogni pista trovata, ma Bond non si calma e continua nel suo agire rabbioso, con la transizione dell'incontro con Camille (l'affascinante immancabile new Bond girl Olga Kurylenko, una modella affezionata ai cinegame, la vedremo nel prossimo Max Payne ma ha preso parte anche a Hitman) una donna con un passato tragico, anche lei con un desiderio di vendetta che non le lascia pace.Marc Foster (diventato famoso per aver diretto Halle Berry in Monster's Ball – L'ombra della vita e Johnny Depp in Neverland – Un sogno per la vita) non lascia spazio a nessuna questione sul come agirà 007 nel suo film: si parte subito in azione, dalla prima inquadratura, con una sparatoria mozzafiato in auto (girata in Italia nelle gallerie del lago di Garda), si prosegue con un inseguimento a piedi sui tetti a Siena (durante il palio) e poi via in giro per il mondo a darsi botte e colpi di ogni tipo (compresa una classica fuga in motoscafo). Una sorta di furia cieca muove Daniel Craig, oramai nuovo Bond fisicato e consacrato, in questa avventura di completa transizione: di fatto non possiamo definirla altrimenti, una pellicola che vive pochissimo sulla presentazione dei classici stilemi Bondiani (nessun accenno sul shakerato o mescolato per esempio, nessun «Il mio nome è Bond, James Bond») per concentrarsi quasi totalmente sull'azione, vero fine di una debole e risicata trama (scritta da un Paul Haggis in versione solo alimentare) che pare messa lì solo per dovere e non necessità. Il leitmotiv della vendetta e della consolazione (le ultime frasi dette da Camille sono emblematiche) va totalmente in secondo piano rispetto a quello dei muscoli e della lotta, facendo storcere il naso agli aficionados ma soddisfacendo gli amanti dell'azione pura. Sembra di vedere un film che poteva avere un qualsiasi altro muscolare personaggio interpretato dallo stesso attore protagonista, non c'è sfaccettatura, non c'è eleganza e non c'è vero carisma. Haggis e gli altri sceneggiatori giustificheranno questo per il fatto che l'intento era di far vedere che anche lui ha un cuore e non è insensibile alle perdite, anche lui è stato acerbo prima di essere perfect; il discorso in questo senso proseguirà magari più avanti nel nuovo futuro chapter, di fatto l'unico vero reale accenno alla vicenda di Vesper lo fa M e viene ripreso direttamente solo negli ultimi 5 minuti, e tutto quello che sta in mezzo è solo un allungamento del brodo. Poi che Bond non vada a soddisfare sessualmente la sua controparte femminile di turno (accontentandosi, per modo di dire, della rossa Gemma Arterton) ci sembra un delitto di lesa maestà. Forse saremo troppo legati al personaggio reso famoso da Connery e Moore, ma vedere un capitolo interludio così banale dopo averci fatto illudere con Casino ci ha annoiati, delusi e privati di una soddisfazione serializzata che credevamo sicura. C'è un accenno ad eventi della saga di 007, la Aterton coperta di petrolio anziché d'oro, e il tema musicale di sottofondo è presente in forma rielaborata; citiamo anche Giannini, che è una bella presenza nostrana però quasi impercettibile, e l'inizio con canzone di Alicia Keys molto valido. In definitiva un nuovo capitolo Bond che malprosegue il nuovo corso inaugurato con Casino Royale, un raffazzonato collage di robuste e ottime scene d'azione in una trama debolissima senza mordente. La nuova Bond girl lascia indifferenti, non ci sono stili e comportamenti tipici della serie per motivazioni che paiono troppo deboli e soprattutto malsviluppate, annoiando alla fine dato che l'azione da sola non basta. Certo, essa è diversificata nei modi e nei luoghi (avviene davvero di tutto il possibile in un tripudio di botti e spari) ma a un certo punto rischiamo di perdere la percezione che si stia vedendo l'icona dell'agente segreto più famoso del mondo. E questo non è davvero ammissibile. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Quantum of Solace
Quale è la «particella di consolazione» a cui si riferisce il titolo del ventiduesimo capitolo delle avventure dell'agente segreto di Sua Maestà più famoso del mondo? È forse la soddisfazione che potrebbe venire operando vendetta contro chi ha ucciso la sua amata Vesper nel precedente capitolo, il valido 










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