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| Bolt - Un eroe a quattro zampe |
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| Lunedì 01 Dicembre 2008 00:32 | |||
Titolo originale: BoltNazione: Stati Uniti Anno: 2008 Genere: Animazione, Commedia, Per Famiglie, Fantastico Durata: 96' Regia: Byron Howard e Chris Williams Sceneggiatura: Dan Fogelman e Chris Williams Voci originali: John Travolta, Miley Cyrus, Susie Essman, Mark Walton, Malcolm McDowell, James Lipton, Greg Germann, Diedrich Bader, Nick Swardson, J.P. Manoux, Dan Fogelman, Kari Wahlgren, Chloe Moretz, Randy Savage, Ronn Moss Produzione: Walt Disney Animation Studios, Walt Disney Pictures Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia Data di uscita: 28 Novembre 2008 Trama: Bolt è un cane-attore che adora la sua padroncina Penny, che lo ha preso insieme alla sua carota giocattolo in un pet shop. Il simpatico animale crede che la serie tv di cui è protagonista sia reale, pensa di essere un super-cane che ogni giorno combatte veramente per la salvezza di Penny contro le oscure trame ordite dal crudele Dottor Calico, «l'uomo con l'occhio verde». Invece è tutto falso, e il suo mondo completamente artificiale. Quando, a seguito di un cambio di rotta produttivo, Bolt esce per errore dagli studios, si trova a contatto con la dura realtà, che lo disorienta, lo mette a disagio e gli fa dubitare delle sue doti prodigiose. Con l'aiuto di una gattina e di un criceto coraggioso, cercherà di tornare a Hollywood dalla sua padroncina adorata. Recensione di ALBERTO DI FELICE Di nuovo non c'è nulla, è stato già riciclato tutto. Per chi non lo sapesse, o fingesse testardamente di scordarselo perché troppo occupato a segnare i progressi tecnologici da ri-ammirare in dvd sul proprio nuovo LCD fiammante, la nuova animazione digitale si fonda ancora in maniera importante su uno schema narrativo di assoluta semplicità e sorprendente ripetitività (pace a chi crede si viva nell'era del post-tutto—nel caso—pixellato), il quale poi altro non è che un'applicazione pedissequa del locus più tipico della sceneggiatura hollywoodiana: il caro vecchio viaggio dell'eroe maschio. Provate a riassumere molto schematicamente in una frase le trame di Cars, Bee Movie, Surf's Up, Kung Fu Panda e anche l'ultimo fenomeno WALL·E e controllate quante parole si sovrappongono.Ora, uno dei due sceneggiatori di Bolt, Dan Fogelman (co-regista con Byron Howard, uno che andava in giro negli studi Disney già agli ormai remotissimi tempi di Pocahontas), è stato nella crew dei creatori del pixariano Cars, e la cosa si nota: basterebbe dire che il nostro cagnolino (inconsapevole) attore professionista viene sballottato da una costa all'altra degli USA e se li deve ripercorrere tutti in un classico on the road per giungere alla destinazione finale della sua vittoria. Come potrete attendervi, nel mentre incontrerà suoi consimili animali, per metà relativamente avversi e per l'altra piuttosto strambi e simpatici, che lo aiuteranno a compiere il percorso verso la sua vera coscienza di sé. Abbiamo ad esempio vari gioviali piccioni (in zona pinguini madagascariani), che mutano dalla variante italo-americana newyorchese a quella hip-hoppara della West Coast; un sidekick paffuto un po' fritto; l'anima gemella femminile, inizialmente detestata e poi... Beh, niente: fra cane e gatta (specie poi se il primo è bianco e la seconda è nera, almeno di pelo) la scintilla non può (ancora?) andare troppo in là. Infatti quando tutti i bulloni tornano a posto, avremo niente più che un quadro familiare dove tutti sono semplicemente amici. Ma anche qualcosa di meno, perché, ad esempio, è sempre mancato il papà della baby star Penny, sostituito (fino al benservito) da un perfetto agente senz'anima. Se volete la “novità”, sarebbe il caso di dire, compratevi un cagnolino nuovo. Bolt, intanto, è un po' vecchiotto—orgogliosamente Disney, direi—e conciliante come necessario, ma non troppo, insomma; è tout simplement perfettamente congegnato da Fogelman e Chris Williams (l'altro regista), che compongono una sceneggiatura assolutamente impeccabile per costruzione e sviluppo di eventi e personaggi, secondo la richiamata intramontabile tradizione. E, rispetto ad altri concorrenti segnalati in apertura, si fa ammirare soprattutto per la concisione nel concatenamento dell'azione, che lascia perdere la digressione e si focalizza su una storia rapida, sintetica e solida. Si potrà dire che non c'è la “poesia” Pixar—che in effetti non c'è—ma avercene di sani “film per bambini” così. Vecchi, semplici e indistruttibili. Giudizio: ![]() Recensione di PIETRO SIGNORELLI La Disney si riaffiaccia di nuovo al cinema animato in computer grafica che aveva abbandonato nel 2005 dopo il flop di Chicken Little, almeno per il periodo di Natale (lo aveva considerato solo per il periodo di Pasqua con Uno zoo in fuga). E, purtroppo, ritorna con il solito film simpatico, dolce, buonista, ma ampiamente retrodatato rispetto agli innovativi prodotti Dreamworks e soprattutto Pixar. Un film Disney fino all'osso, con tutti gli stili che hanno portato la casa di Burbank ad essere il compagno ideale per adulti e piccini negli anni addietro. Bolt non è un brutto film, è realizzato con una tecnica più che valida (tra l'altro se vi è la possibilità vi consigliamo di visionare la versione in strepitoso 3-D che alcuni cinema danno) e ha movimento, ma è prodotto derivato da tanto altro e che non innova assolutamente nulla. Il tema dell'animale disperso, disilluso, tenero e caruccio (e bianco, chiaro omaggio al cane Krypto di Superman) è ormai un tema abusato, non serve molto per renderlo originale un sottofondo moderno di supersparatorie ed inseguimenti, di cattivi ultramoderni (tutti, ovviamente, falsi e solo attori).Bolt è un cagnolino dolce e deciso, peccato che viva (alla Truman Show) in un mondo totalmente fasullo, inventato per realizzare una serie televisiva di successo e senza nessuna aderenza reale con il mondo. L'unica cosa vera è l'affetto tra lui e Penny, la piccola dolce bimba protagonista della serie tv. Quando per cercare nuova audience la produzione decide di lasciare una puntata con un finale aperto e senza happy end, il cucciolo scappa involontariamente per cercare la bimba adorata che crede in pericolo. Giunto nel mondo reale, crede di potersela cavare con i suoi superpoteri, doti soprannaturali che crede di perdere quando si trova vicino al polistirolo (nuovo accenno a Superman e alla kryptonite). Comincia tra illusione e speranza il viaggio per ritrovare Penny, aiutato da una sardonica gatta e un criceto coraggioso fan di Bolt. Il classico film buonista a tutti i costi, si diceva (con brevi inserti di animazione classica), sul quale pesa in maniera granitica la mancanza di fantasia: il personaggio di Bolt è uguale ben oltre la lettera iniziale a Buzz Lightyear di Toy Story, la mancanza di ascolto verso chi ti avverte che non sei quel che credi un tema sviluppato meglio dalla Pixar (il cui gran capo Lasseter è presente in collaborazione a questo film); poi non abbiamo neppure novità nel settore iconografico visivo, in quanto i piccioni sono simili a quelli visti nel cortometraggio che precede Nemo (onestamente citato nel film di Bolt) e poi a gruppi di tre sembrano troppo i pinguini di Madagascar. Non si può certo dire che per il suo (non certo atteso senza respirare) ritorno diretto al cartoon di Natale la Disney abbia avuto coraggio: ha cavalcato tiepidamente il mare placido della tranquillità con una storiella minimale sviluppata senza scossoni, dove tutto è affidato a personaggi che fanno della simpatia a tutti i costi la loro logica di vita. Il personaggio migliore sembra il criceto dorato con la sua palla, dalle battute fantasiose e dal carattere spumeggiante, mentre la gatta alla fine risulta lo specchio della realtà quasi antipatico a furia di distruggere i sogni degli altri senza altra spigolatura di carattere, se non quella scontata che qualche essere umano l'ha lasciata senza affetto, per cui sa quel che Bolt rischia di provare visto che Penny potrebbe non volerlo più. In mezzo alle diatribe verbali qualche scena di movimento, su un treno, in un ricovero per animali e nella ricostruzione delle parti del telefilm, ma alla fine per un pubblico di spettatori meno verde campeggia il déjà-vu, la noia e la voglia di chiudere questa non esaltante esperienza filmica, che delude i memori delle esperienze dei tempi che furono, magari molto meno tecnologiche ma più sincere e non stucchevolmente affettuose. Raoul Bova doppia Bolt (in America la voce è quella di John Travolta), senza lode e senza infamia, la gatta Mittens ha la voce di Emanuela Rossi (tra le sue performance anche la voce di Michelle Pfeiffer), mentre vi segnaliamo che in America il cattivo Dottor Calico ha la voce di Malcom McDowell. In definitiva un film retrodatato non nello stile ma nell'anima, che non osa nulla, non prova ad affrontare tematiche maggiormente mature, dedicandosi anima e corpo alla simpatia dei personaggi per la soddisfazione dei piccoli spettatori, sperando che chi li accompagna in sala si soddisfi con il dovere e la gioia del compito piuttosto che quella del proprio divertimento, avvenuto tematicamente e per la stessa casa di produzione molto tempo prima con film senza tempo e senza età. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Bolt
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