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Defiance – I giorni del coraggio Stampa E-mail
Mercoledì 28 Gennaio 2009 00:00
Defiance – I giorni del coraggio / LocandinaTitolo originale:      Defiance
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Drammatico, Guerra
Durata:      137'
Regia:      Edward Zwick
Sceneggiatura:    Clayton Frohman, Edward Zwick
Cast:      Daniel Craig, Liev Schreiber, Jamie Bell, Alexa Davalos, Allan Corduner, Mark Feuerstein, Tomas Arana, Jodhi May, Kate Fahy, Iddo Goldberg, Iben Hjejle, Martin Hancock, Ravil Isyanov, Jacek Koman, George MacKay
Produzione:      The Bedford Falls Company, Grosvenor Park Productions, Pistachio Pictures
Distribuzione:      Medusa
Data di uscita:      23 Gennaio 2009

Trama: Da una storia vera. Nel 1941, alle porte dell'inverno, i nazisti cercano collaborazionisti bielorussi per operare rastrellamenti e trovare gli ebrei che sono sfuggiti alle deportazioni. I fratelli Bielski – Tuvia, Zus e Asael – perdono i genitori per colpa di alcuni traditori, ex-amici di famiglia. Dopo essersi vendicati, decidono di scappare nella foresta organizzando una resistenza armata, cercando di costruire un accampamento autonomo con il maggior numero di persone possibili, salvate dai tedeschi. Purtroppo le necessità alimentari costringono a prendere merce dai contadini non ebrei, che segnalano il campo ai tedeschi. È arrivato il momento di combattere, mentre i tre fratelli decidono se allearsi o meno a delle brigate russe stanziate in zona.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Defiance – I giorni del coraggio«Quanto hanno combattuto, non li ho mai visti combattere così...» è una frase estrapolata dal bellissimo film di Roman Polansky Il pianista, che calza perfettamente a questo Defiance – I giorni del coraggio, uscito nei tempi del giorno della memoria (esattamente quest'anno è il 27 gennaio), che narra la storia, vera, di tre fratelli ebrei, i Bielski, che decidono di non cedere alle deportazioni tedesche e di combattere nella foresta come gruppo organizzato.
Siamo nel 1941, Tuvia (il granitico Daniel Craig, attuale Bond man) vendica la morte dei propri genitori ad opera di alcuni collaborazionisti bielorussi. I tedeschi stanno cercando di rastrellare il territorio tramite chi lo conosce, e alcuni contadini, per paura, li aiutano. Aiutato dai due fratelli, Zus (Liev Schreiber, regista di Ogni cosa è illuminata, altro film targato Stella di David) e Asael (Jamie Bell), Tuvia conduce un gruppo sempre più numeroso di ebrei nella foresta, dove organizza un campo di resistenza armata. Ma il cibo con l'approssimarsi dell'inverno scarseggia, e si trovano costretti a chiedere aiuto, a volte con la forza, ai contadini già taglieggiati dai tedeschi. Oltre ai problemi interni e ai dissidi, dovranno anche fermare l'avanzata dei nemici dato che la loro posizione viene segnalata.
Edward Zwick è il regista di Blood Diamond e L'ultimo samurai, e ora si è messo a lavorare dietro alla mdp per dirigere questo film che narra la storia abbastanza sorprendente degli ebrei combattenti. La cosa è meno strana di quel che si potrebbe pensare, perché al tempo il popolo con la Stella di David era molto meno preparato alla lotta di quanto lo è adesso (cioè totalmente organizzato militarmente), e si lasciò deportare in massa senza particolari resistenze, cosa rimarcata anche dal film che a un certo punto fa dire anche a un personaggio che gli ebrei non combattono, e Craig risponde: «Questi si!».
Il gusto con cui è girata la storia (vera) di questo gruppo combattente forestale è decisamente americana, con combattimenti sparsi, esplosioni e lotte che mostrano l'eroismo e il decisionismo coraggioso anche di fronte ad un nemico decisamente superiore, lasciando spazio alla riflessione solo a tratti e in maniera decisamente poco marcata con alcune cose un po' scontate, come i russi trogloditi che vedono di cattivo occhio le brigate autonome come se fossero dei cani sciolti, oppure con i racconti del professore di scuola che narra di Davide e Golia. In mezzo c'è posto anche per qualche screzio interno, degli amori che nascono, dei dissidi e uno stupro (la violenza al popolo ebraico che nel suo essere terribile può avere comunque un seme di speranza). In mezzo a certe imperfezioni e forzature di spettacolarizzazione, la pellicola perde il suo vigore emozionale, diventando a un certo punto anche un action di colpo e risposta.
Nonostante tutto questo, perduto il possibile approfondimento di una vicenda tragica che perde globalità e si rintana in se stessa, la visione non è pesante, l'argomento viene (placidamente) assimilato insieme al piacere di vedere comunque una pellicola non a cervello zero. Craig con le sue rocciose espressioni è d'altronde un attore che non può sostenere certe manifestazioni attoriali che sono doverosamente intense per un film di tale argomento (quella di fronte alla palude di persona disillusa parla chiaro), e il regista ha preferito rimanere ai bordi delle sofferenze di popolo per descrivere il coraggio di alcuni, che storicamente ne hanno salvati oltre 1200 dalla morte.
Non stupitevi se Zus/Schreiber sembra un guerriero inarrestabile senza pace che tutto può; Asael giovanissimo guida un gruppo in pericolo quando Tuvia perde la bussola apparentemente senza troppa logica («Stavo perdendo la fede in Dio ma poi sei arrivato tu!», dice il professore ebreo per dargli coraggio). Questo è quanto, non tutti i film con protagonisti gli ebrei ai tempi dell'Olocausto sanno arrivare al cuore, alcuni si fermano agli occhi, o alle orecchie perché è pieno di frasi ridondanti e di botti assordanti. Il senso e la definitiva del lavoro odierno sono racchiuse in queste frasi; per l'argomento ci sono film molto più validi dato che questo non lo tratta in maniera particolarmente intensa. Per lo spettacolo invece potrete avere 137 minuti di piena sufficienza.

Giudizio: 2


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 1.5
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