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| Giovedì 12 Febbraio 2009 00:00 | |||
Titolo originale: id.Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Commedia, Romantico Durata: 120' Regia: Fausto Brizzi Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Massimiliano Bruno Cast: Claudio Bisio, Nancy Brilli, Cristiana Capotondi, Cécile Cassel, Fabio De Luigi, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Flavio Insinna, Silvio Orlando, Martina Pinto, Elena Sofia Ricci, Vincenzo Salemme, Carla Signoris, Gianmarco Tognazzi, Giorgia Wurth, Malik Zidi, Vincenzo Alfieri, Colin Moss, Angelo Infanti, Francesca Nunzi Produzione: Italian International Film Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 6 Febbraio 2009 Trama: Varie storie di amori contrastati, con gli ex a fare da ombra presente sul rapporto attuale e con tanta voglia di tornare in gioco: uomini e donne che non si conoscono o che vivono lontani, anche in nazioni diverse, che hanno come denominatore il fatto di essere divorziati, di essere stati lasciati oppure di vivere senza speranza di amore vero. Ogni coppia scoppiata o che sta per scoppiare ha da raccontare la sua, senza che manchino i colpi di scena ad effetto. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Torna Fausto Brizzi, il regista dei due Notte prima degli esami, con una commedia sull'amore pesantemente influenzata da Love Actually, film del 2003 di Richard Curtis. Utilizzando varie storie apparentemente scollegate tra di loro, Brizzi utilizza un buon cast di caratteristi che ha la sua punta di diamante in Claudio Bisio (nel film è psicologo ed ex-marito in quanto fedifrago, di Elena Sofia Ricci) e Silvio Orlando (un giudice divorzista che ha seri problemi in casa). La Capotondi (carina, acqua e sapone) deve lasciare Marc che vive a Parigi per andare in Nuova Zelanda, provocandone la gelosia; la Brilli e Salemme sono una coppia, con figli, in piena crisi; la Gerini ha avuto come ex Insinna (che per la disperazione di essere stato lasciato si è fatto prete) e sta per sposare Gianmarco Tognazzi, più interessato alle donnine dell'addio al celibato ed ai regali della lista nozze che alla sposa.Tutti questi personaggi, compreso De Luigi che deve vedersela con Gassman, un ex-fidanzato molto molto geloso della sua attuale compagna, vari ruscelli di storie che finiscono in unico fiume (il film dura 120 minuti, 20 circa in più dello standard), che toccano un ventaglio di sentimenti (più o meno esplorati nella narrazione), come la malinconia, la dolcezza, la tristezza e la solitudine. Le parti più da lacrima-movie toccano a Bisio (da dire che quando c'è lui dentro, le commedie hanno comunque un sapore sempre almeno gradevole) nel rapporto con la ex-morta e le figlie emancipate dalla separazione, mentre i momenti love me tender sono appannaggio della Capotondi e del suo fidanzato francese. Nel segmento della Gerini (dove è presente anche un misurato Montesano) e di Insinna (un non-attore che deve tornare subito in tv per non dare altri pacchi recitativi al cinema) c'è la parte sfrenata e sessualmente disinibita (addio al nubilato e celibato evocano tette e culi in locali hot, di questi di ambo i sessi, come da lezione hanksiana) con i voti alle prestazioni e le uniche nudità del film. De Luigi e Gassman incarnano la crudeltà e la violenza dell'ex che non accetta (a fronte della tenerezza di Don Insinna) in nessun modo di essere stato abbandonato dal partner, quindi la rabbia e la vendetta. Orlando il giudice stressato fa da trait d'union un po' con quasi tutti, Brilly e Salemme genitori debosciati in crisi (è il loro avvocato) e Capotondi (nel film è sua figlia), ma anche con Bisio (è suo amico). Come si vede, un meccanismo ben strutturato e oliato per offrire il massimo confort allo spettatore, che tocca tante cose diverse per poter giostrare senza essere ripetitivo l'intrattenimento romantico-commedia, usando anche splendidi paesaggi da cartolina e il Moulin Rouge per evocare ambientazioni da favola. Brizzi aumenta l'età dei suoi protagonisti in maniera efficace: le storie palesemente mielose dei suoi film di grande incasso precedenti diventano una sorta di guida illustrata del possibile sentimento, con qualche macchietta gustosa (Tognazzi) ma anche tanta voglia di dire che seppure lontani alla fine se ci si vuole bene ci si reincontra (anche nel caos di un aereoporto giapponese durante lo scalo del viaggio), completando un puzzle rimasto troppo a lungo privo di un pezzo (la mancanza dell'altro). Che si ritorni o meno dai propri ex non conta: loro hanno avuto un peso nella nostra vita e ce l'hanno ancora anche se abbiamo un nuovo compagno/a, ci hanno indicato cose da fare o da evitare, potremmo non ritornare indietro ma di sicuro non dovremo mai dimenticare nulla. I pezzi più divertenti che ci hanno fatto sorridere maggiormente sono le scaramuccie tra Orlando e la moglie, come del resto le cose migliori sono la disillusione di una vita che con il divorzio sembra aprirsi al mondo in una sorta di festa e un ritorno al lasciarsi allegramente andare (il ballo in casa del figlio al ritmo di “Sex Bomb” di Tom Jones) ma che alla fine è solo una tomba emotiva: i tempi sono passati, ogni cosa ha la sua epoca, e la vita adesso ha bisogno di altre priorità. Divertente e senza particolare volgarità nel suo interno (assenti le parolacce anche se un cammeo di ‘Er cipolla’ Enzo Salvi poteva fare paura in questo senso) gli ex e i presenti si fanno vedere senza nessun problema come una normale commedia italiana senza troppe pretese, divertimento innocuo, per gli animi teneri coinvolgente, nonostante che si sia lontanissimi come verve e come sofisticato humour dal modello inglese che l'ha originato ed ispirato. In definitiva potete vederlo senza problemi divertendovi, per una serata senza pretese con qualche piccolo momento romantico e amarezza leggera; in fondo siamo stati tutti degli ex o degli actually, e possiamo anche entrare con i ricordi e le similitudini di questo gioco cinematografico che Brizzi e la produzione hanno dedicato a San Valentino. Auguri a tutti gli innamorati, quelli che hanno compagna/o o meno. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: id.
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