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| Underworld: La ribellione dei Lycans |
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| Martedì 24 Febbraio 2009 00:00 | |||
Titolo originale: Underworld: Rise of the LycansNazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Azione, Fantastico, Horror, Thriller Durata: 92' Regia: Patrick Tatopoulos Sceneggiatura: Danny McBride, Dirk Blackman, Howard McCain Cast: Michael Sheen, Rhona Mitra, Bill Nighy, Craig Parker, Steven MacKintosh, Kevin Grevioux, Tania Nolan, Jared Turner, David Ashton, Geraldine Brophy, Leighton Cardno, Alexander Carroll, Elizabeth Hawthorne, Jason Hood, Mark Mitchinson, Timothy Raby, Larry Rew, Peter Tait, Olivia Taylforth, Kate Beckinsale, Shane Brolly, Brian Steele, Eleanor Williams, Edwin Wright Produzione: Lakeshore International, Screen Gems, UW3 Film Productions Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia Data di uscita: 20 Febbraio 2009 Trama: Si narrano e si approfondiscono i temi della secolare lotta tra vampiri aristocratici e i loro avversari Lycans, partendo dal motivo per cui Lucian odia tanto il capo vampiro Viktor, che ha ridotto in schiavitù la casta dei licantropi, tenendoli in catene a fare i lavori più duri. Uno di loro, intelligente ed intrapprendente, Lucian appunto, si innamora, ricambiato, della figlia di Viktor, Sonja. Mentre i Lycans prigionieri cercano di liberarsi, Lucian deve fare i conti con il padre di lei divenuto iracondo dopo aver saputo del rapporto del tutto fuori convenzione. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Len Wiseman (marito di Kate Beckinsale, bella e sensuale interprete dei primi due capitoli) ha prodotto questo prequel dopo aver diretto l'interessante Underworld nel 2003 e il suo seguito (molto flaccido) Underworld: Evolution nel 2006. Wiseman ha da sempre dichiarato che il progetto che vede i vampiri contro i licantropi si sarebbe concluso con il racconto che spiegava meglio alcune fasi delle cose dette nei due capitoli precedenti svolti nel mondo moderno, per cui non possiamo pensare che il lavoro odierno sia soltanto un ripiego forzato per raggranellare soldini con una serie ormai rinsecchita.Purtroppo, come spesso avviene, a conti fatti il terzo chapter non aggiunge valore di peso alla trilogia. D'accordo che si esplora il passato, si completa il racconto visualizzando e ricollegando cose solo narrate nei due capitoli esistenti, ma il risultato finale è un pastrocchio poco affascinante e molto statico di idee, pieno di lotte computerizzate banalotte, ma anche di momenti e discorsi da “Giulietta e Romeo” con l'ira degli schiavi (e qui pensiamo un po' anche a Il gladiatore). Il tasso di sangue spruzzato (nonostante il tema) è molto basso, le scene di taglio e morso (queste quasi del tutto inesistenti, e mordono più i licantropi che i vampiri) edulcorate probabilmente per non rischiare pericolosi divieti al botteghino. La regia è affidata a Patrick Tatopoulos, un esordiente dietro la mdp ed esperto di effetti speciali che dirige senza nessuna personale astrazione visiva autoriale in pieni canoni da yes man. Narriamo le linee della trama, che si svolge molto tempo prima di quanto già visto, dove Viktor (Bill Nighy, presente anche negli altri due capitoli nello stesso ruolo) è il crudele capo degli aristocratici vampiri, deciso a liberarsi per sempre della fastidiosa razza dei Lycans. Questi sono ridotti in schiavitù, privi di una vera organizzazione e con gli esemplari della specie liberi nelle foreste del tutto privi di sembianze umane e completamente animali. Lucian (Michael Sheen, fa Frost nel recentissimo film di Ron Howard), è uno dei Lycans intelligenti, ed è determinato a liberare i suoi compagni; peccato che si complichi parecchio la vita perché sta vivendo una storia d'amore con Sonja (la muscolare Rhona Mitra, eroina a tutto tondo di Doomsday), la figlia di Viktor. Quando arriva il momento della fuga, la tresca viene scoperta e Viktor scatena la sua ira. La lotta per la libertà comunque è irrinunciabile e Lucian si prepara alla resa dei conti contando sulla bella fidanzata. Completata la trilogia, ci rendiamo conto che alla fine nessuno avrebbe avuto problemi a rimanere senza i due capitoli successivi al primo, anche perché questo prequel è davvero banale in molti punti. La computer grafica riempie lo schermo in quantità massiccia ma non certo in qualità (trasformazioni davvero di livello qualunque), mentre i vampiri sono praticamente imbalsamati nei comportamenti, risultando senza nessun carisma con quelle armature dal design pacchiano. Sembra che invece di far calare lo spettatore nelle atmosfere dark–horror siamo di fronte a un fantasy oscuro (le inquadrature sono quasi tutte notturne; d'altronde la luce fa ancora male a questi figli di Dracula di moderna concezione), dove il castello viene assediato e le segrete delle prigioni banalmente illustrate. Selene/Beckinsale ovviamente non poteva esserci qui (anche se sembra che il marito/produttore non le avrebbe permesso di partecipare a un nuovo capitolo, la vediamo solo un attimo in un'inquadratura finale per ricondurre al chapter one), la Mitra la sostituisce come può e come sa, essendo distratta nelle scene d'amore e quelle parlate, e molto più partecipe in quelle d'azione (i salti che avevano contraddistinto le lotte di Underworld sono ripresi solo brevemente). Il vero grande difetto di questo Underworld prequel è che i non appassionati e gli occasionali capiranno davvero molto poco di quanto accade, e questo può essere capibile e giusto: ci vuole anche un po' di impegno per vivere i racconti a puntate, bisogna noleggiare i dvd, non tutto è riassumibile di base (anche se in passato le saghe erano più oneste, avevano un numero davanti: ora per evitare di perdere qualcuno che non conoscendo il tutto non entri gli danno dei nomi per diversificarli, ma non li quantificano), ma anche chi conosce il tutto non avrà grandi sorprese perché non ci sono cose che non sappiamo che accadono, avvenimenti. Mentre altri prequel diventavano interessanti in quanto erano delle spiegazioni del perché, questo è solo un visualizzare il detto senza nessuna variazione o approfondimento. Gravissima pecca poi la modalità di riconduzione del finale, purtroppo, frettolosa e banale, che ci spiega come Viktor giunge nella sua secolare tomba che lo difenderà e proteggerà fino ai tempi a venire in cui risorgerà per mano di una preoccupata Selene prima del dovuto. Apprezzabile l'attaccamento degli attori alla serie, anche se a un certo punto, freschi della visione di Frost/Nixon, attendiamo un'intervista di Lucian a Viktor per raccontare qualcosa da mettere negli extra del dvd. In definitiva un prequel che visualizza soltanto quanto detto nei due capitoli base della serie, privo di vere novità narrative, banale e frettoloso nello svolgimento, che risulta essere un tema di torto subito e vendetta. Non avendo poi una protagonista affascinante e di peso, il fatto che tutto si risolva con delle frasi altisonanti e delle lotte-assedio al castello dei vampiri senza fantasia, non può certo essere vettore di consiglio tranquillo per la visione. Chi non sa si informi se proprio vuole vederlo: è un prodotto totalmente for fans only per apprezzarlo almeno minimamente. Giudizio: ![]()
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Titolo originale: Underworld: Rise of the Lycans
Len Wiseman (marito di Kate Beckinsale, bella e sensuale interprete dei primi due capitoli) ha prodotto questo prequel dopo aver diretto l'interessante Underworld nel 2003 e il suo seguito (molto flaccido) Underworld: Evolution nel 2006. Wiseman ha da sempre dichiarato che il progetto che vede i vampiri contro i licantropi si sarebbe concluso con il racconto che spiegava meglio alcune fasi delle cose dette nei due capitoli precedenti svolti nel mondo moderno, per cui non possiamo pensare che il lavoro odierno sia soltanto un ripiego forzato per raggranellare soldini con una serie ormai rinsecchita.








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