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| Giovedì 12 Marzo 2009 00:00 | |||
Titolo originale: Eden à l'OuestNazione: Francia, Grecia, Italia Anno: 2009 Genere: Drammatico Durata: 110' Regia: Costa-Gavras Sceneggiatura: Costa-Gavras, Jean-Claude Grumberg Cast: Riccardo Scamarcio, Odysseas Papaspiliopoulos, Léa Wiazemsky, Tess Spentzos, Kristen Ross, Stella-Melina Vasilaki, Gil Alma, Eric Caravaca, Marisha Triantafillidou, Konstantinos Markoulakis, Mona Achache, Alexandre Bancel, Juliane Koehler, Igor Raspopov, Ina Tsolakis Produzione: Greek Film Center, Greek Television ET-1, K.G., Nova Distribuzione: Medusa Data di uscita: 6 Marzo 2009 Trama: Il bell'Elias, clandestino senza documenti buttatosi a mare da una motonave dei disperati, raggiunge a nuoto le coste della Grecia, arrivando in un villaggio vacanze per ricchi nudisti. Qui, per non farsi catturare, si finge prima un dipendente e poi un ospite. In questa vesta soddisfa sessualmente una turista tedesca che lo nasconde e deve evitare le avances gay del direttore del luogo turistico. Un prestigiatore, che lavora al famoso “Lido”, di passaggio nel villaggio, gli dice se dovesse arrivare a Parigi di andare a trovarlo. Elias, visto che la sua amante tedesca non ha intenzione di portarlo con lei ad Amburgo, dove ha una famiglia che l'attende, decide allora di seguire un obiettivo ben preciso: andare a Parigi a rivendicare la promessa. Incomincia un lungo viaggio perennemente inseguito dalla polizia, nel quale il giovane verrà a contatto con varie persone con diversi risultati e problemi. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Se scorriamo la filmografia del regista di questo film, vediamo che il cineasta di origine greca ha fatto prodotti di assoluto livello, come Missing con Jack Lemmon e Sissy Spacek, oppure Music Box con Jessica Lange; ma, purtroppo, con questa storia di un bel clandestino dagli occhi di un colore affascinante e dallo sguardo perso, si rifugia nella facile favoletta e nel modesto racconto. Verso l'Eden (dove il nome è quello del luogo turistico dove si svolge la maggior parte del film) racconta la storia di Elias (Scamarcio, spesso ignudo per la gioia delle sue fan; purtroppo per loro mostra parecchio ma non i genitali), che sta fuggendo dal suo paese su una delle cosiddette carrette dei mari per trovare felicità in un altro luogo. Non si sa esattamente di dove sia, da dove venga: potrebbe essere albanese, ma il messaggio del film vuole globalizzare e non specificare il problema. Costretto a buttarsi in mare per sfuggire a una vedetta della polizia, si ritrova sulle spiagge greche, in un ricco villaggio turistico per nudisti. Scambiato prima per un inserviente, poi per un ospite, Elias soddisfa sessualmente una tedesca che lo nasconde e protegge. Stando nel villaggio, incontra un mago che lavora al “Lido” di Parigi. Costui gi dice, qualora capitasse nella capitale di Francia, di andare a trovarlo. Costretto a fuggire dal villaggio vacanze, Elias inizia un viaggio per trovare il prestigiatore che lo porterà ad incontrare umanità di vario tipo.Il linguaggio scelto da Gavras per raccontarci questa odissea del povero Elias è quello più morbido possibile: i personaggi che lui incontra nel suo viaggio (soprattutto quelli femminili: la presenza dell'attore italiano è sempre accompagnata da un commento davvero senza troppi dubbi) hanno sempre qualche cosa di buono o qualche consiglio da dirgli; dopo l'allupata tedesca anche i turisti annoiati (che fanno una sorta di divertita battuta di caccia notturna per scovare il clandestino) lo prendono con loro, e via via che il viaggio prosegue c'è sempre qualcuno che gli offre un tozzo di pane e un ricovero, per quanto misero. Elias è buono e mite, sta con tutti: il ritratto è quello di un clochard on the road, non di un disperato che la sorte ha afflitto e che reagisce rubando ogni cosa. Anche un portafoglio rigonfio di soldi viene lasciato al suo posto, un lavoro deprimente accettato; Elias si culla nel suo sogno che prima o poi forse si realizzerà e non demorde nella sua direttiva di onestà. Purtroppo tutto sa di falso, non di poetico, come poco credibile è l'attore che deve rendere il ritratto. Scamarcio non riesce ancora a trasportare all'esterno le emozioni di chi interpreta, si muove spaesato pur se volonteroso: oltre qualche espressione beota e delle smorfie stupite non fa altro. Costa-Gavras dal suo dovrebbe poi mettere linfa al racconto, invece si perde a mostrare autisti di camion gay (l'elemento omosessuale è ormai inserito a forza dappertutto, anche quando non serve) che dopo l'iniziale allupamento capiscono che aiutare è meglio che scopare, direttori (pure loro gay) che lasciano fuggire non si sa perché Elias che li ha rifiutati (per amore?), donne in carne con figli che aspettano inutilmente l'occasione della notte (pare che Scamarcio sia il centro del sesso), una fabbrica di scomponimento dei pezzi di televisori messa nella trama in maniera del tutto inutile per ripetere platonicamente i soliti concetti (padrone cattivo sfrutta clandestini) dove vediamo ancora persone che dicono ad Elias cosa deve fare. Quando arriva finalmente a Parigi, in una città che corre e con poco tempo per gli altri, ci sono donne che gli danno una giacca di lusso e barboni pronti a dividere il loro poco. La perdita di interesse per un film simile è quasi immediata: la noia pervade il racconto e il moltiplicarsi di comprimari che aiutano Elias è un inutile artifizio per tirare senza nerbo la durata sindacale del film. Se tenete conto che pure il finale non sa di nulla, il fallimento è quasi totale. In definitiva Verso l'Eden è uno di quei classici film che un vecchio e dimostratosi capace regista gira per proprio piacere (come il fatto di mostrare le stupende spiagge della sua patria), non per il nostro: ci sono troppe cose appiccicate senza valore, tutto buttato lì, insieme come una raccolta non differenziata, variando ma non proponendo validamente. Se poi il pubblico (teen femminile) accorrerà solo per vedere uno Scamarcio che fa l'immigrato clandestino e si spoglia abbondantemente, fuori dai suoi classici ruoli di giovane sciupadonne senza scrupoli, questa è una cosa che troverà presente; ma la delusione per un film minimale come questo rimane comunque per tutti. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Eden à l'Ouest
Se scorriamo la filmografia del regista di questo film, vediamo che il cineasta di origine greca ha fatto prodotti di assoluto livello, come Missing con Jack Lemmon e Sissy Spacek, oppure Music Box con Jessica Lange; ma, purtroppo, con questa storia di un bel clandestino dagli occhi di un colore affascinante e dallo sguardo perso, si rifugia nella facile favoletta e nel modesto racconto. Verso l'Eden (dove il nome è quello del luogo turistico dove si svolge la maggior parte del film) racconta la storia di Elias (Scamarcio, spesso ignudo per la gioia delle sue fan; purtroppo per loro mostra parecchio ma non i genitali), che sta fuggendo dal suo paese su una delle cosiddette carrette dei mari per trovare felicità in un altro luogo. Non si sa esattamente di dove sia, da dove venga: potrebbe essere albanese, ma il messaggio del film vuole globalizzare e non specificare il problema. Costretto a buttarsi in mare per sfuggire a una vedetta della polizia, si ritrova sulle spiagge greche, in un ricco villaggio turistico per nudisti. Scambiato prima per un inserviente, poi per un ospite, Elias soddisfa sessualmente una tedesca che lo nasconde e protegge. Stando nel villaggio, incontra un mago che lavora al “Lido” di Parigi. Costui gi dice, qualora capitasse nella capitale di Francia, di andare a trovarlo. Costretto a fuggire dal villaggio vacanze, Elias inizia un viaggio per trovare il prestigiatore che lo porterà ad incontrare umanità di vario tipo.









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