CLASSIFICA SETTIMANALE

Incassi al 14/03/2010
1 Alice in Wonderland 3D =
2 Shutter Island
a
3 Mine vaganti new
4 Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso -
5 Alice in Wonderland
-
6 Invictus
-
7 Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini
new
8 Avatar 3D
-
9 Appuntamento con l'amore
new
10 Codice: Genesi
-
Archivio incassi settimanali

Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Duplicity Stampa E-mail
Lunedì 13 Aprile 2009 00:00
Duplicity / LocandinaTitolo originale:      id.
Nazione:      Stati Uniti, Germania
Anno:      2009
Genere:      Poliziesco, Thriller
Durata:      125'
Regia:      Tony Gilroy
Sceneggiatura:    Tony Gilroy
Cast:      Clive Owen, Julia Roberts, Tom Wilkinson, Paul Giamatti, Dan Daily, Lisa Roberts Gillan, David Shumbris, Rick Worthy, Oleg Stefan, Denis O'Hare, Kathleen Chalfant, Khan Baykal, Thomas McCarthy, Wayne Duvall, Fabrizio Brienza
Produzione:      Relativity Media, Universal Pictures
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      10 Aprile 2009

Trama: Claire e Ray sono due ex-agenti, lei della Cia e lui dei servizi segreti britannici, che in passato, nel 2003 a Dubai, hanno avuto un rapporto finito con lui drogato e derubato dei suoi segreti. Cinque anni dopo i due si ritrovano a lavorare per due multinazionali opposte, che devono anticipare i progetti e i risultati dell'azienda concorrente, i cui due capi si odiano profondamente. Diffidenti ognuno dell'altra, tra i due nasce un contrastato rapporto sentimentale, che però ogni volta si trova a dover finire in litigio per affrontare la giusta logica della riuscita del risultato nel loro lavoro. Tra viaggi in vari paesi, tra cui l'Italia, il segreto celato dalle multinazionali prima o poi dovrà essere trovato. Ma chi sta agendo per conto di chi? La misteriosa domanda avrà una sorprendente risposta tra un margarita e una bottiglia di champagne.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

DuplicityTony Gilroy è stato il regista dell'intenso Michael Clayton con George Clooney, e ora si dedica a una comedy/spy story con ampie venature glamour, rese ancora più affascinanti dalla presenza di una coppia perfetta e cool come quella formata dall'attrice più pagata del mondo, Julia Roberts, e dall'attore più british del momento, mister fascino ed azione Clive Owen. Duplicity, sin dal titolo, ci dice della inaffidabilità dell'animo e delle intenzioni umane, delle sfaccettature che si modificano a seconda delle necessità, tradendo ogni aspettativa o speranza di instaurare un rapporto costruttivo.
L'ambigua e bellissima Claire (una Roberts più in forma che mai) inganna il bel Ray (un Owen tirato a lucido, che dopo The International ha preso gusto a fare film on the road) nel 2003 a Dubai, per ritrovarselo anni dopo vendicativo ed arrabbiato a lavorare in un'opposta multinazionale che produce cosmetici, in gara per trovare un prodotto miracoloso prima della altra società rivale, per la quale lavora lei. Tra i due nasce un rapporto molto intimo ma contemporaneamente di reciproca diffidenza: tutti e due sono stati agenti segreti e paiono non voler mai dire la verità all'altro. Quando le due multinazionali iniziano ad usare contemporanemente (doppio e triplo gioco) i loro servigi per scoprire il gioco dell'altra, il loro rapporto si incrina ulteriormente e le difficoltà sembrano schiacciarlo. Il gioco di inganni e di reciproche false giustificazioni continua senza sosta.
Film che sposa adeguatamente il genere spy story con quello giallo romantico (altri esempi illustri in passato, dall'importantissimo Caccia al ladro di Sir Alfred Hitchcock al molto più recente e molto meno importante Mr. & Mrs. Smith con la coppia Jolie/Pitt), Duplicity usa in maniera marcata gli inserti flashback per rendere la storia molto più stimolante: le cose vengono ribaltate in questo modo in continuazione, lo spettatore si intriga nel gioco di specchi distorti tracciato dagli sceneggiatori ed attende con curiosità il colpo di scena finale e la rivelazione di chi sta ingannando e chi dice il vero. Per la carriera di Gilroy il film è meno importante del precedente – Michael Clayton è un film più profondo, completo ed efficace nel messaggio – ma il fatto di aver creato tanto bene due prodotti così diversi fa sperare in futuro di aver trovato un regista di rango, soprattutto perché ha diretto senza tema delle superstar di Hollywood, simbolo di piglio e presenza da non trascurare.
I due attori ci sono piaciuti tantissimo: la Roberts è la solita regina incontrastata quando va sullo schermo, portamento, presenza ed ammiccamenti sono eccezionali (quelli nella scena dell'interrogatorio a una disperata Carrie Preston particolamente), questi prodotti sono il suo regno, mentre Owen presenzia alla grande con un aplomb particolarmente marcato, cosa lodevole in misura maggiore del solito perché questo in fondo non è un film di pura azione (pistole ed armi non sono assolutamente essenziali) mentre di solito lui gigioneggia (vedi il folle Shoot 'Em Up al fianco della Bellucci). Abbiamo citato il recente film di Michael Davis, non a caso nel folto curriculum di Owen: infatti in quello odierno e quello passato era presente anche il sempre bravo Paul Giamatti, che qui fa il capo di una delle due multinazionali concorrenti. L'altro direttore è Tom Wilkinson (presente nel precedente film del regista): i due fanno una scena muta iniziale divertentissima, girata al rallentatore, dove viene mostrato tutto l'odio che ognuno nutre per l'altro. Quello che però piace di Duplicity è la capacità di mettersi in gioco continuamente, fino alla fine, ma anche no: qualcuno fa qualcosa che altri non sospettano, pur controllatissimi da magnifici e stupefacenti oggetti tecnologici, gli uomini e le donne dotati di particolare sagacia ingannano le macchine spia, una sorta di rivincita dell'indipendenza umana dal silicio imperante dei chip che vive senza emozioni e quindi minor capacità di vaglio di fronte a un improvviso ed inaspettato fattore X.
Oltre alla prova corale degli attori, la duttilità della storia, il buon montaggio, il film ha dalla sua anche le stupende location around the world come Dubai, Miami e Roma che fanno da sfondo ai flashback, tutto è circondato dal lusso che tanto profumava i film di un tempo, e anche la scena non molto lunga del casinò sottolinea il mare di soldi che circonda questo tipo di gente, che magari vive in un mega ufficio moderno, lineare e poverissimo di arredamento, con un solo bonsai a fare colore sul tavolo, simbolo di vita senza scrupoli particolari.
In definitiva un ottimo film dal grande fascino che ci cala nel ricordo di duetti di coppia immortali (per esempio Kelly/Grant o Turner/Nicholson ne L'onore dei Prizzi), con due attori perfetti, con presenti grandi caratteristi, una sceneggiatura mutaforma intrigante, una confezione di assoluto glamour come lo champagne e il suo tappo che fa da segnale per la coppia di spie. Senza dimenticare che si può amare anche se si deve ingannare, aspetto questo non certo da sottovalutare. Vedetelo senza tema per un pomeriggio all'insegna del divertimento intelligente di classe, con l'obbligo dell'uso stimolante e benvenuto delle proprie sinapsi per comprenderlo ed apprezzarlo appieno; la trama comunque non è così intricata da doverla temere.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2
Emanuele Rauco: 2.5
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 








AL CINEMA

Mine vaganti
Mine vaganti
 
Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini
Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini
 
Crazy Heart
Crazy Heart
 
Appuntamento con l'amore
Appuntamento con l'amore
 
Chloe – Tra seduzione e inganno
Chloe – Tra seduzione e inganno
 
Lourdes
Lourdes
 
Avatar
avatar-poster
 
Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso
Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso
 
Codice: Genesi
Codice: Genesi