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L'ultimo crodino Stampa E-mail
Giovedì 23 Aprile 2009 00:00
L'ultimo crodino / LocandinaTitolo originale:      id.
Nazione:      Italia
Anno:      2008
Genere:      Commedia
Durata:      100'
Regia:      Umberto Spinazzola
Sceneggiatura:      Umberto Spinazzola
Cast:      Ricky Tognazzi, Enzo Iacchetti, Serena Autieri, Dario Vergassola, Giobbe Covatta, Elena Sofia Tognocchi, Marco Messeri, Marcello Prayer
Produzione:      Luna Rossa Cinematografica
Distribuzione:      Mikado
Data di uscita:      20 Marzo 2009

Trama: «Pes» e «Crodino» sono due amici piemontesi della val di Susa che stanno vivendo un particolare momento di difficoltà. Pieni di debiti, il primo mesto lavoratore in un'acciaieria e l'altro guidatore di furgoni, decidono di risolvere i loro problemi aprendo una fattoria poliallevamento a sfondo biologico, denominata appunto «Bio-Susa». Ma i loro polli si ammalano misteriosamente e non gli viene data la concessione governativa per poter proseguire l'attività. Disperati e senza speranza, ormai attanagliati anche dalla banca a cui hanno chiesto un mutuo, i due decidono di risolvere tutto con il colpo della vita: trafugare la bara dell'imprenditore bancario Enrico Cuccia, deceduto nel 2000 e che giace nel cimitero non lontano dove vivono. Il piano, maldestri e sempliciotti come sono, è però un vero disastro.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

L'ultimo crodinoFa molto bene Enzo Iacchetti (nel film è Pesce detto «Pes») a protestare vivacemente per il cattivo trattamento pubblicitario (a dir poco ad esposizione zero) ricevuto dal film che ha interpretato in coppia con l'amico Gianmarco Tognazzi (Rapetti detto «Crodino», dalla bevanda che beve in continuazione al bar – ecco il motivo di questo inusuale titolo di film), storia vera (accaduta nel 2001) di due amici, genuini e sempliciotti, che abitano a Condove nella val di Susa, in guai finanziari estremi, che decidono di trafugare la bara del deceduto (nel 2000) imprenditore bancario Enrico Cuccia, che riposa nel vicino comune di Meina. Il film, una commedia dolceamara per nulla volgare e dai toni garbatissimi nonostante l'argomento da cronaca nera un po' macabra, è divertente, calibrato e riuscito, ed è un vero peccato che la casa produttrice Mikado non vi abbia creduto minimamente: il film è apparso brevemente per un weekend ed è sparito subito dalle sale, crediamo per un veloce ed imminente arrivo in home video, troppo sbrigativo e frettoloso. Probabilmente la produzione stessa pensava da subito a un prodotto direct to video, quasi fosse più adatto ad essere una fiction televisiva che un film vero e proprio.
La trama è la seguente: due amici, il Pes e il Crodino, vivono con problemi diversi nel ridente paesino della Val di Susa, immerso tra collinette e montagne, con purtroppo problemi finanziari davvero gravi. Divorziato e stritolato dagli alimenti da versare alla ex-moglie per la sua dolce bimba Giulia, che adora, il «Pes» colleziona debiti con i colleghi, burberi lavoratori di un'acciaieria. Il «Crodino» ha una bella moglie titolare di una profumeria (Serena Autieri, davvero splendida) che tutti gli invidiano, ma, nonostante abbia un lavoro molto modesto come guidatore di furgoni, è anche molto ambizioso. Per risolvere i loro problemi, i due decidono di aprire un allevamento biologico di polli, suini e capre, che chiameranno «Bio-Susa». Altri debiti, che sperano di risolvere con  gli imminenti guadagni, in modo che il Pes possa lasciare il lavoro pesante in acciaieria e il Crodo far fare la bella vita alla moglie. Avuto il mutuo dal direttore della banca con occhi molto lunghi (Renato Liprandi, il De Marinis di Camera cafè), i due aprono l'azienda bioorganica, ma la devono subito chiudere perché viene diagnosticata una rara malattia ai loro polli (un tenero ed ingenuo Iacchetti dice «Non possono guarire con una pomata?») . A quel punto disperati oltre il limite, decidono il folle piano di chiedere un riscatto alla famiglia Cuccia trafugando la bara del loro congiunto Enrico. Inesperti, incapaci e bonaccioni, i due si tireranno addosso un sacco di altri guai.
Come si diceva, un vero peccato che questo divertente film sia passato del tutto inosservato; si pregia della presenza anche di alcuni simpatici caratteristi italiani come Marco Messeri (il capo dei carabinieri) e Dario Vergassola (il barista) finendo con Giobbe Covatta, perché in chiave decisamente monicelliana da I soliti ignoti questo è un film divertente dotato di  una sua peculiare vena tragico-umoristica: il debuttante Spinazzola lo dirige con sapienza, calibrando man mano la vicenda in modo che non debba mai sfociare nella burletta. Partendo con il repertorio di Striscia la notizia, cioè la famosa non-intervista  per strada tra Salvi e un mutissimo ed impassibile Cuccia, si va avanti progressivamente vedendo il progressivo affondare dei due amici pasticcioni, irresponsabili ma anche un po' romantici, che eseguono una cosa che in fondo non credono sia cattiva ma a fin di bene per ripagarli di una vita di difficoltà («Se tu fossi Cuccia che guarda dall'alto non aiuteresti due come noi?»). L'emotivo Iacchetti è bravissimo a disegnare l'onesto disperato «Pes», la sua è una recitazione delicata e al tempo convinta, non si perde in inutili movimenti e tiene quasi sempre le mani nelle tasche quasi ad accettare un destino avverso che li perseguita, mentre Tognazzi è meno convincente, solo di maniera, ma alla fine il duetto si coniuga bene.
Belle le ambientazioni paesaggistiche; delicata e commovente la trama, che mai va a finire in pasticci posticci pur donandoci più di un sorriso (la scena del trafugamento del feretro è il clou, finita l'energia delle pile illuminano con i ceri dei morti poi lasciati lì, tanto da far pensare alla polizia a una messa nera). È così che si può parlare di un fatto di cronaca molto particolare senza offendere la memoria di nessuno, soprattutto dei figli e dei parenti, con ironia sapiente, usando due personaggi qualunque che fanno azioni disperate senza essere cattivi (a chi scrive hanno ricordato anche i protagonisti del divertentissimo Per favore ammazzatemi mia moglie con Danny DeVito), volti umani, padri e mariti amorevoli che alla fine noi spettatori perdoniamo bonariamente (come successo nella realtà: i due improvvisati «Tomb Raider» pasticcioni vennero capiti e gli fu comminata una pena molto lieve dopo una loro sentita lettera di scuse alla famiglia Cuccia). In definitiva, bevetelo con  tranquillità, questo crodino – se trovate ancora da qualche parte questo film, immeritata sorte da limited edition cinematografica: vi divertirete e avrete qualche intenso pensiero di fronte alla semplicità di una riuscita commedia dolce amara, sorpresa ancora più gradevole perché spuntata da dove meno te lo aspetti.

Giudizio: 2
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