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X-Men – Le origini: Wolverine Stampa E-mail
Venerdì 01 Maggio 2009 00:00
X-Men – Le origini: Wolverine / LocandinaTitolo originale:      X-Men Origins: Wolverine
Nazione:      Australia, Stati Uniti, Canada
Anno:      2009
Genere:      Azione, Fantascienza, Fantastico, Thriller
Durata:      107'
Regia:      Gavin Hood
Sceneggiatura:      David Benioff, Skip Woods
Cast:      Hugh Jackman, Liev Schreiber, Danny Huston, Will i Am, Lynn Collins, Kevin Durand, Dominic Monaghan, Taylor Kitsch, Daniel Henney, Ryan Reynolds, Scott Adkins, Tim Pocock, Julia Blake, Max Cullen, Troye Sivan
Produzione:      Dune Entertainment, Marvel Enterprises, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione:      20th Century Fox
Data di uscita:      29 Aprile 2009

Trama: James Logan è un ragazzo gracile e sempre malato. Una sera riceve una terribile notizia: scopre che suo padre non è il suo vero genitore, e per reazione alla disperazione gli spuntano degli acuminati artigli di osso dalle mani che non sapeva neppure di avere. Dopo cento e passa anni, Logan e suo fratello Victor Creed, dei rigeneranti immortali a meno che non gli venga tagliata la testa, entrano in collisione tra loro e l'ex-ragazzo sempre malato decide di ritirarsi nei pacifici boschi del Canada, stufo di guerre e violenze. Sembra aver trovato oltre alla pace anche l'amore della bella Volpe d'Argento, ma il suo passato lo insegue e lo minaccia pesantemente, costringendolo a subire un terribile esperimento di impianto scheletrico: è nato il mutante Wolverine, più animale e furioso che mai, per cercare vendetta.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

X-Men – Le origini: WolverineIl progetto X-Men – Le origini è nato per ovviare a un problema abbastanza spinoso: creare film sui mutanti a ripetizione (non è lontano l'arrivo di Magneto) utilizzandone solo uno alla volta come protagonista (nell'odierno l'artigliato Wolverine) e non dover ricreare ogni volta il numeroso cast originale, ormai disperso tra impegni e varie problematiche di contratti (ricordiamo che la saga corale sugli X-Men è composta da 3 film). Tra l'altro far vedere le origini permette una possibilità non da poco di introdurre gli altri mutanti (a volte con poco rispetto della cronologia a fumetti, anche se i fatti fondamentali narrati sono esatti, come il gracile Wolvie-bimbo oppure il progetto «Arma-X», bellissima graphic novel di Barry Windsor Smith) in maniera iniziatrice, con attori giovani che possono essere riciclati dopo (il più evidente è l'inserimento di Scott Summers/Ciclope, il giovane Tim Pocock). Data la disponibilità di Hugh Jackman – che ha fatto film ben oltre i comics movie, come il recente Australia – si parte dal canadese fumasigari, dallo sfrontato che chiama «rotelle» il professor Xavier (breve comparsata nel finale ma non con l'attore classico Patrick Stewart), il temibile Wolverine, che grazie al cielo sta dalla nostra parte, quella dei buoni e degli umani privi di poteri.
Il racconto parte dalla base: Logan bambino, quando oltre cento anni fa James era malato e gracile. Dopo una orrenda verità scoperta, il ragazzo fugge di casa con il fratello Victor Creed, con cui condivide lunghi anni, guerre di vario tipo (dalla secessione, la prima e seconda mondiale fino al Vietnam) e si arruola in una squadra segreta di super-soldati con vari poteri (curioso quello mentale dell'ex-hobbit Meriadoc «Merry» Brandybuck, l'attore Dominic Monaghan) comandata dal crudele tenente Stryker (l'attore Danny Huston) che agisce in incognito alla ricerca di un misterioso minerale, l'adamantio. Stufo di guerre, crudeltà e morti, Logan si separa dalla squadra per ritirarsi nei boschi canadesi a fare il taglialegna, cercando la pace e l'amore nella dolce maestrina Volpe d'Argento (imitatrice moderna della signorina Beadle de La casa nella prateria, citata nel film, la interpreta Lynn Collins). Per qualche anno tutto va bene, ma il passato, Stryker e suo fratello Victor – ormai impazzito, pieno di odio e di sete di sangue, senza controllo e diventato il bestiale unghiuto Sabretooth (un bravissimo Liev Schreiber, appena visto in Defiance) – lo vengono a cercare. Stryker convince Logan che l'unico modo di fermare Victor è sottoporsi a un esperimento denominato «Arma-X» (dieci romano) che consiste nell'inserirgli uno scheletro di adamantio indistruttibile. I risultati sono dolorosi e decisamente inaspettati, come la verità che si muove dietro la vicenda.
Grande grosso ed incazzuto: il film di Gavin Hood (ve lo ricordate il suo interessante Il suo nome è Tsotsi, vincitore del premio Oscar 2005 per il miglior film straniero) non lesina effetti speciali a valanga (l'ultima mezz'ora vi farà vedere davvero di tutto), innesta nella trama un sacco di personaggi più o meno minori mutanti (si va da Gambit a Dead Pool ad Emma Frost) e ogni tanto si perde placidamente in scene tenere e dolci davvero di poco spessore. Jackman, tutto smorfie arrabbiate e sguardi truci e qualche espressione persa, purtroppo per lui deve lasciare il trono del personaggio meglio caratterizzato a Schreiber: il suo Sabretooth è un cattivo deciso, intenso e convincente, tenebroso nel suo impermeabile nero, si spera che arrivi sulla scena a movimentare l'azione che ogni tanto latita nella trama lineare di supplizio e vendetta (i momenti di riflessione sono troppo evidentemente vacui rispetto all'anima del film: l'azione, le botte e le esplosioni).
Il film è cosparso di citazioni varie («Sono il migliore in quello che faccio anche se quello che faccio non è bello») e la scena dell'innesto dell'adamantio è fatta davvero bene, come del resto tutto il comparto effetti speciali che non manca di affascinare. L'inizio sui credits è a dir poco strepitoso con quel passare di guerra in guerra dei due fratelli rigeneranti; scopriremo anche come Wolvie ha trovato la sua adorata moto (in un contesto che sembra quello dei Kent di Superman), come ha avuto il nome di battaglia e perso la memoria; peccato che il gonfiare il film con apparizioni a raffica invece di riuscire a divertire il pubblico con il gioco del «Who is…?» incasini, gli eroi in erba a ripetizione proposti più o meno occultamente non migliorano il tono. Si potranno divertire i fan che vedono proposte correttamente di fondo tutte le varie post-interpretazioni del passato di Logan da parte dei cartoonist delle nuvole parlanti, ma se da un lato il divertimento spensierato e fracassone non manca, dall'altro questo primo passo delle origini non è per nulla una pietra miliare dei comics movie, poco spessore e poca anima. Un film che possiamo consigliare tranquillamente a tutti i fan degli uomini con il fattore X e a chi vuole passare un pomeriggio action di grande impatto visivo e a tutta grancassa: ci si diverte come sull'ottovolante, peccato che il film nel genere non si sollevi dal qualunque e possa essere ricordato solo per essere l'apripista di una nuova serie di film a tema «Origini X», campioni di incassi ma speriamo con un potere di fascino maggiore di questo. D'osso o d'adamantio, gli artigli del Wolvie stavolta non graffiano granché.

Giudizio: 2


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1
Flavio Serantoni: 2
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