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| Coco avant Chanel – L'amore prima del mito |
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| Sabato 30 Maggio 2009 08:22 | |||
Titolo originale: Coco avant ChanelNazione: Francia Anno: 2009 Genere: Biografico Durata: 105' Regia: Anne Fontaine Sceneggiatura: Anne Fontaine, Camille Fontaine Cast: Audrey Tautou, Benoît Poelvoorde, Alessandro Nivola, Marie Gillain, Emmanuelle Devos, Régis Royer, Etienne Bartholomeus, Yan Duffas, Fabien Béhar, Roch Leibovici, Jean-Yves Chatelais, Pierre Diot, Vincent Nemeth, Bruno Abraham-Kremer, Lisa Cohen Produzione: Haut et Court, Ciné@, Warner Bros., France 2 Cinéma Distribuzione: Warner Bros. Data di uscita: 29 Maggio 2009 Trama: Gabrielle Bonheur Chanel nasce nel 1883; giovanissima viene affidata dal padre, rimasto vedovo e con gravi problemi di sussistenza, a un convitto di suore. Abilissima nel cucire, intrapprende con la sorella, amica e compagna di sempre, una breve carriera nei bar dei bassifondi come cantante, abbandonata per la conoscenza di un uomo ricco e potente, Étienne Balsan, allevatore di cavalli e commerciante rinomato. Il film narra i suoi amori contrastati, le sue scelte difficili e il suo anticonformismo prima della grande fama come stilista di moda, futura creatrice di profumi famosissimi come lo Chanel N°5, quando ancora il grande pubblico non abbinava a lei il nome e il marchio immortale di Coco Chanel. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Audrey Tautou (l'indimenticabile protagonista de Il favoloso mondo di Amélie) è il volto cinematografico di una giovane Coco Chanel, rinomatissima stilista di moda francese morta alla veneranda età di 88 anni, nel 1971, infaticabile creatrice di stili e che viene ricordata soprattutto per il profumo, unica cosa di cui si vestiva nella notte andando a dormire l'immortale Marilyn Monroe, lo Chanel N°5. Il film di Anne Fontaine, regista praticamente sconosciuta al pubblico italiano, esplora gli anni prima della grande fama (da qui il sottotitolo «L'amore prima del mito»), nei quali vediamo come una piccola e povera Gabrielle Chanel, detta Coco, viene affidata a delle suore, insieme alla sorella, dal padre che non sa come reggere il peso della vedovanza e dei figli.Passati quindici anni – siamo intorno ai primi del novecento – le due donne sbarcano il lunario tra spettacolini in locali di basso rango e vestiti da cucire, cosa in cui Coco è bravissima. Lei e la sorella vorrebbero organizzare un duetto che si possa esibire nei migliori locali, ma il destino ha in serbo per loro l'incontro con due uomini facoltosi, cosa che le divide e le rende ricche e spensierate, almeno all'inizio. L'uomo di Coco si chiama Étienne Balsan (sullo schermo è Benoît Poelvoorde, attore brillante visto in Asterix alle olimpiadi ma uscito dall'anonimato per il crudele e geniale al tempo stesso Il cameraman e l'assassino), dedito all'allevamento di cavalli e di floridi commerci che vogliono sfruttare l'arrivo della grande guerra. Ma dopo un po', nonostante viva da signora e abbia imparato ad essere un'abile cavallerizza, Coco si annoia, non si sente a suo agio, vuole creare qualcosa, imponendo una strategia di stile nel vestire diversa dal sentire del tempo, tutta corsetti, laccetti stretti ed impedimenti dei movimenti, che renda la donna più libera, ugualmente elegante anche se più sobria ed essenziale. Con Étienne ormai il rapporto è logoro, mentre i suoi cappellini prendono piede nel bel mondo francese, lei si innamora di Boy Capel, un gentiluomo inglese bello e facoltoso che ha il volto di Alessandro Nivola, attore americano con nome italiano (lo avete visto in The Darwin Awards). Per Coco (che nella vita vera non si sposerà mai e morirà di domenica, giorno di riposo che lei infaticabile lavoratrice odiava) inizia un periodo di intensa passione, con il successo e il grande pubblico da stupire man mano con le sue creazioni. Patinato, corretto, formalmente perfetto ma del tutto impersonale questo film, che vive del volto impassibile di Audrey Tautou, che non penetra nell'animo dello spettatore e non gli fa sentire l'essenza dell'animo della vera giovane Coco Chanel, cioè una donna dalla mente vulcanica sempre in attività, che con la sigaretta perennemente tra le labbra vuole rompere il ghiaccio del belmondo per rendere le creazioni di alta moda accessibili ad un pubblico meno facoltoso. Certo, Boy Chapel sottolinea che la donna priva di lustrini è anche più affascinante (come l'amica che vestita da casta suora accende il ferormone in una festa in costume di più delle nudità di altre) ma tutto il senso e il fascino rimane in superficie, non convince assolutamente e tra partite di polo, prati verdi, gorgheggi più o meno strozzati campeggia una noia mortale. Forse anche la gioventù di Coco era solo un'avventura a cinque stelle, comoda ed annoiatata, inadatta per farci addirittura un film: il suo girare cercando la vera stella dell'esistenza è un viaggio banale per come mostrato, con veloci avventure di letto castissime (la Tautou mai e poi mai può mostrarsi come farebbe la Mezzogiorno) e discorsi nati dalla loro vita senza grandi ansie per i grandi problemi del mondo, al tempo con fosche nubi di guerra in arrivo. Per gli amanti dei bei vestiti e del grande sfarzo una delusione atroce, il film presenta un catalogo molto blando; ma quello che delude è tutto l'insieme, soprattutto quando dovrebbe essere un punto d'unione tra i due mondi della povertà e della ricca borghesia (punto di partenza e d'arrivo di Coco), anche un folletto come Poelvoorde banalizza la sua presenza, la troppo algida messa in scena invece di essere accordante verso la sobrietà pare quasi annoiata da ciò che non c'entra e non si vede (il popolo lavoratore e contadino), cioè coloro che poi faranno scioperi e proteste obbligando Coco a chiudere le sue fabbriche tessili prima della seconda grande guerra. In definitiva un film decisamente povero di emozioni, anche se formalmente ben fatto con una buona fotografia; la Tautou sorride ben poco e non ci è sembrata solare a dovere. Decisamente la moda dei biopic prequel della vita, che raccontano mezze esistenze (vedi il Vincere di Bellocchio su Mussolini, per esempio), stavolta ha toppato. Magari in Francia potrà piacere di più; nel Belpaese chi lo vuol vedere si affretti perché sparirà velocemente dagli schermi – stavolta potremmo dire non certo per la miopia dei distributori ma per oggettivi limiti di fascino umano, che non viene compensato da quello dei vestiti. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Coco avant Chanel
Audrey Tautou (l'indimenticabile protagonista de Il favoloso mondo di Amélie) è il volto cinematografico di una giovane Coco Chanel, rinomatissima stilista di moda francese morta alla veneranda età di 88 anni, nel 1971, infaticabile creatrice di stili e che viene ricordata soprattutto per il profumo, unica cosa di cui si vestiva nella notte andando a dormire l'immortale Marilyn Monroe, lo Chanel N°5. Il film di Anne Fontaine, regista praticamente sconosciuta al pubblico italiano, esplora gli anni prima della grande fama (da qui il sottotitolo «L'amore prima del mito»), nei quali vediamo come una piccola e povera Gabrielle Chanel, detta Coco, viene affidata a delle suore, insieme alla sorella, dal padre che non sa come reggere il peso della vedovanza e dei figli.








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