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| Lunedì 01 Giugno 2009 00:00 | |||
Titolo originale: id.Nazione: Stati Uniti, Canada Anno: 2009 Genere: Drammatico, Horror, Giallo, Thriller Durata: 87' Regia: Charles Guard, Thomas Guard Sceneggiatura: Craig Rosenberg, Doug Miro, Carlo Bernard Cast: Emily Browning, Arielle Kebbel, David Strathairn, Elizabeth Banks, Maya Massar, Kevin McNulty, Jesse Moss, Dean Paul Gibson, Don S. Davis Produzione: DWBC Productions, DreamWorks SKG, Vertigo Entertainment Distribuzione: UIP Data di uscita: 29 Maggio 2009 Trama: Anna ha passato del tempo in clinica per cercare di uscire dallo stato confusionale in cui è finita dopo la morte della madre, dovuta ad un incendio della dépandance in cui si era autoconfinata per colpa di una grave malattia. Quando la ragazza torna nella sua casa trova il padre con una nuova donna, Rachel, che aveva fatto da infermiera alla madre, e la sorella Alex. Rachel sembra amichevole e gentile, ma lAnna ed Alex incominciano a sospettare che nasconda qualcosa; tra l'altro il dubbio si acuisce quando Anna incomincia ad avere strane visioni. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Esempio di come si può realizzare un film horror/thriller almeno sufficiente utilizzando una trama semplice e lineare, questo The Uninvited, prodotto dalla Dreamworks, è l'ennesima rivisitazione americana di un lavoro sudcoreano, A Tale of Two Sisters, che paradossalmente deriva da un'idea di un film con lo stesso titolo dell'odierno del 1944 con Ray Milland, anche se bisogna segnalare che c'è anche sullo stesso genere il bellissimo The Stepfather – Il patrigno, di Joseph Ruben del 1987, rispetto al quale ovviamente qui per le spiegazioni che vi daremo abbiamo una versione femminile anziché maschile. La protagonista è una ragazza complicata mentalmente, Anna (Emily Browning, vista in Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi) che torna a casa dopo aver trascorso del tempo in terapia presso una clinica. Il suo disagio è derivato dal fatto di aver visto la madre – malata e confinata per suo volere nella dépandance della grande casa familiare – morire in un incendio. Quando torna trova il padre (il grande David Strathairn di Good Night, and Good Luck in vena di parti rilassanti) con un'altra donna, Rachel (la bella Elisabeth Banks, lontana dalle solite commedie che interpreta, come il recente Role Models), che faceva da infermiera alla madre. Rachel pare voler instaurare un rapporto amichevole con lei, ma le cose da subito non funzionano, e anche la sorella di Anna, Alex (Arielle Kebel, ricordiamola per Il mio ragazzo è un bastardo), nutre forti sospetti che qualcosa non va. Intanto che i loro dubbi aumentano, Anna ha delle visioni che la tormentano e che vogliono dirle qualcosa. I due registi, i fratelli Guard (guarda caso sembra che la moda dei registi fratelli dell'horror, come i Pang di The Eye, non finisca) costruiscono la trama horror/thriller a progressione senza particolari meriti ma sanno calibrare bene i tempi dello spavento, con le giuste musiche d'atmosfera senza eccedere in effettacci particolarmente sanguinolenti. Gli amanti dell'horror puro storceranno il naso di fronte alla presenza di belle ragazze come la Banks, che decisamente sono tutto tranne che delle credibili luciferine double-face, oppure la continua insistenza sui bikini e le belle forme della Kebel, che con la Browning non forma certo una coppia ideale di disagiate di grande impatto (che eseguono una pericolosa indagine con modi a dir poco ridicoli), ma bisogna essere indulgenti quando l'obiettivo è il puro intrattenimento senza pretese in serate calde ed afose (che paiono favorire il proliferare del genere). Il lavoro sembra un compitino perfetto da manualino registico: inutile dire che l'originale ha molto più fascino, ma è innegabile che quando i fantasmi del passato appaiono qualche salto lo abbiamo e in alcuni momenti di tensione abbiamo qualche brivido al di là dell'aria condizionata. Alla fine i «non invitati» (chiaro riferimento a Rachel) risulta essere una gradevole pellicola passatempo che si beve come un bicchiere d'acqua – dura pochissimo (90 minuti circa) – commistione per nulla perfetta di thriller/horror (gli effetti sono nella norma e non inducono nessuna meraviglia indotta) ma che comunque per il pre o post pizza in amicizia e magari con la voglia di stringere un po' l'amica o la compagna va benissimo; e il finale, che qualcuno indovinerà perché non è proprio imprevedibile totalmente, vi può anche sorprendere piacevolmente. Il problema è sempre lo stesso: fare film con gusto americano sospeso (cioè limitando il gore e lo splatter per non incorrere nel pericolo di divieti pericolosi per il botteghino) alla fine produce lavori che non sanno né di carne né di pesce ma solo di momentaneo godimento. A qualcuno può bastare, ad altri no: adesso che sapete come stanno le cose, vedete voi se vi interessa o meno la storia di questo incubo giovanile con madre perduta. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: id.
Esempio di come si può realizzare un film horror/thriller almeno sufficiente utilizzando una trama semplice e lineare, questo The Uninvited, prodotto dalla Dreamworks, è l'ennesima rivisitazione americana di un lavoro sudcoreano, A Tale of Two Sisters, che paradossalmente deriva da un'idea di un film con lo stesso titolo dell'odierno del 1944 con Ray Milland, anche se bisogna segnalare che c'è anche sullo stesso genere il bellissimo The Stepfather – Il patrigno, di Joseph Ruben del 1987, rispetto al quale ovviamente qui per le spiegazioni che vi daremo abbiamo una versione femminile anziché maschile. 








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