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| L'amore nascosto |
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| Martedì 16 Giugno 2009 00:00 | |||
Titolo originale: L'amour cachéNazione: Italia, Lussemburgo, Belgio Anno: 2007 Genere: Drammatico Durata: 100' Regia: Alessandro Capone Sceneggiatura: Alessandro Capone, Luca D'Alisera Cast: Isabelle Huppert, Greta Scacchi, Olivier Gourmet, Mélanie Laurent Produzione: Cristaldi Pictures S.a.r.l., Motion Investment Group, Soho Films, Tarantula Distribuzione: Archibald Enterprise Film Data di uscita: 5 Giugno 2009 Trama: Danielle è una donna di mezza età che accusa il peso del trauma di un fallito tentativo di suicidio e combatte i demoni interiori che l'hanno spinta nel suo tragico stato. Sebbene inizialmente rifiuti di parlare, durante la terapia di recupero prende una penna e inizia a scrivere; diventa chiaro a lei e alla psichiatra che la segue, la dott.ssa Nielsen, che la fonte del trauma è nel suo rapporto disfunzionale con la figlia, Sophie – ora una moglie e madre felice – verso la quale nutre un senso di gelosia ed inadeguatezza. Recensione di AUGUSTO LEONE Una donna devastata dalla malattia mentale e un foglio bianco su cui razionalizzare scrivendo il proprio inferno interiore costituiscono il preambolo stilistico e contenutistico del film di Capone, tratto da un romanzo di Danièle Girard «Madre e ossa»: le parole sgorgano dagli abissi dell’animo, formano un vortice distruttivo, aprono la strada alla radiografia della psiche ulcerata e nel contempo ridicolizzano la scienza medica e le promesse di guarigione. Nella nudità della pagina spoglia la mente registra i fatti di un’esistenza del tutto anonima disponendoli attorno a un’unica passione totalizzante: l’odio di Danielle/Huppert per la figlia Sophie/Laurent.Un taccuino improvvisato in cui si riverberano a loro volta la disaffezione tirannica per una madre ingrata della giovane Sophie e i dubbi irrisolti sul senso delle proprie scelte di vita e professionali della psicanalista dott.ssa Nielsen/Scacchi: una galassia femminile ruotante attorno a una pura astrazione, ovvero alla sacralità di una maternità ideologica con cui la realtà corporale e quotidiana dell’essere madre è costretta a scontrarsi. Il dramma di Danielle prima che spirituale è infatti fisico: la creatura che porta in grembo è per lei una lacerazione brutale debilitante e il trauma della mutilazione continuerà ad alimentarne l’immagine vivente e il conseguente tormentoso senso di colpa. C’è nella cronaca di una famiglia l’istituzione di un territorio neutro dove genitori e figli al di là dei rispettivi ruoli diventano persone, ma questa è o dovrebbe essere la norma: L’amore nascosto colloca al contrario in un palcoscenico scabro gli effetti di una patologica autodistruzione. Capone, regista teatrale, si muove a suo agio in una pellicola più recitata da archetipi che vissuta da individui, nella quale lo spettatore condivide con i personaggi un campo visivo ristretto determinato dal congelamento nei rispettivi ruoli. Danielle, Sophie e la psicanalista vedono in uno sfocato bianco e nero cose e persone, passato presente e futuro. Il vuoto interiore inevitabilmente nutre se stesso e forse nella pace di una tomba solamente madre e ossa diventeranno tutt’uno. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: L'amour caché
Una donna devastata dalla malattia mentale e un foglio bianco su cui razionalizzare scrivendo il proprio inferno interiore costituiscono il preambolo stilistico e contenutistico del film di Capone, tratto da un romanzo di Danièle Girard «Madre e ossa»: le parole sgorgano dagli abissi dell’animo, formano un vortice distruttivo, aprono la strada alla radiografia della psiche ulcerata e nel contempo ridicolizzano la scienza medica e le promesse di guarigione. Nella nudità della pagina spoglia la mente registra i fatti di un’esistenza del tutto anonima disponendoli attorno a un’unica passione totalizzante: l’odio di Danielle/Huppert per la figlia Sophie/Laurent.









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