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| Sabato 04 Luglio 2009 15:23 | |||
Titolo originale: Ghosts of Girlfriends PastNazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Commedia, Fantastico, Romantico Durata: 100' Regia: Mark Waters Sceneggiatura: Jon Lucas, Scott Moore Cast: Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Michael Douglas, Emma Stone, Breckin Meyer, Lacey Chabert, Robert Forster, Anne Archer, Daniel Sunjata, Noureen DeWulf, Rachel Boston, Camille Guaty, Amanda Walsh, Emily Foxler, Catherine Haena Kim Produzione: New Line Cinema Distribuzione: Warner Bros. Data di uscita: 3 Luglio 2009 Trama: Connor Mead fa il fotografo di professione e lo sciupafemmine come costante della sua vita. Bello, in carriera e sicuro di sé, non esita a sedurre e poi abbandonare ogni tipo di donna, secondo gli insegnamenti avuti dal suo adorato e defunto zio Wayne. Dopo l’ennesima bravata – aver abbandonato tre ragazze contemporaneamente in videoconferenza – si reca al matrimonio del fratello Paul, che si deve sposare con l’amata Sandra. Qui Connor incontra l’amore sopito della sua vita, Jenny Perotti, ma anche il fantasma dello zio Wayne, che lo avverte che stanno per arrivare tre spettri delle sue donne passate, presenti e future, per fargli capire tante cose. Le sicurezze di Connor verso l’altro sesso stanno per vacillare. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Alzi la mano chiunque dei gentili lettori che non conosce il famosissimo «Canto di Natale» scritto nel lontanissimo 1843 da Charles Dickens, proposto già molte altre volte al cinema e in letteratura in versioni più o meno fantasiose (una delle più belle che ricordo è quella con Topolino contabile di Zio Paperone che fa il vecchio avaro Ebenezer Scrooge protagonista del cantico originale)? Ebbene, degli sceneggiatori in ansia ed apnea di fantasia hanno pensato bene di proporre una nuova versione, con le donne lasciate e disilluse al posto dei soldi come protagoniste.L'Ebenezer di oggi è Connor Mead (Matthew McConaughey; il suo film migliore è Edtv di Ron Howard, ma ha partecipato a una nutrita serie di commedie), un fotografo d'alta moda e di riviste di settore sciupafemmine all'ennesima potenza che non ha nessuno scrupolo ad illudere ragazze per poi mollarle la mattina dopo. Ma questo incallito donnaiolo feticista della sveltina un giorno deve andare al matrimonio del fratello Paul (il bravo caratterista Breckin Meyer), solo per obbligo visto il suo totale disinteresse verso l'istituzione familiare che ne deriva. Arrivato sul posto incontra Jenny Perotti (Jennifer «Elektra» Garner), organizzatrice del matrimonio e sua fiamma da ragazzino. Ma le sorprese per Connor non finiscono qui: suo zio e mentore Wayne (Michael Douglas tutto moine e faccette ammiccanti), da cui ha imparato tutto sull'arte di sedurre, scopare e poi scappare, morto tempo prima, gli riappare come fantasma, avvertendolo che riceverà la visita di tre donne, fantasmi del passato, presente e futuro che lo avvertiranno dei pericoli che incorre se continua con questa vita dissennata. Tra l'incredulità di Connor, comincia il viaggio per ricondurlo alla ragione. Come si vede, il racconto di Dickens subisce un upgrade degno dei poveri tempi di bassa arte: il sesso che condiziona l'etere e le immagini (ormai una donna nuda può campeggiare tranquillamente anche nelle pubblicità dei succhi di frutta o degli yogurt) entra prepotentemente nel film di Mark Waters (fantasy e commedia nel suo passato, Spiderwick e Se solo fosse vero), mostrandoci donne bellissime in lacrime decisamente poco furbe (vista la fama di Connor, potevano ben sapere che erano per lui solo carne da una botta e via), una accozzaglia di comprimari di second'ordine (tra cui le belle ma impalpabili Emma Stone di SuXbad e Lacey Chabert, egregia doppiatrice) che sono stati visti e rivisti (e strafatti nel senso produttivo), ma soprattutto una quantità industriale di zucchero a velo da far star male anche i non diabetici. La parte finale, corredata di foto, lacrime e discorsoni ridondanti che rinnegano le basi esposte precedentemente come fede, legge e credo («Niente cinture sulla scopomobile!» dice lo zio Wayne) sul fatto che le donne sono come i rasoi monouso, è quella maggiormente fastidiosa, un monotono incanalare nel qualunque prevedibile la moralina di paparino. Non si può dire che il film sia totalmente monotono – il viaggio nel tempo qualche risata la strappa e la solleva; le parti migliori sono quelle del giovane Connor alle prime armi e ai primi insegnamenti dei dogmi – ma il problema è che il film viene letto e codificato anni luce prima della sua fine (attendete un attimo ad uscire, c'è tempo per qualche scenetta extra sui credits finali), lo spettatore sa in anticipo (soprattutto quello che conosce Dickens) tutto quello che avverrà. Alla fine le cose più spiritose e glamour riguardano l'attaccamento ai marines di Robert Jackie Brown Foster (che fa il papà divorziato della sposa) e la bellezza matura Anne Archer (ricordate la moglie tradita di Attrazione fatale?), parti secondarie davvero riuscite per la bravura degli attori. Mentre Douglas gigioneggia, McConaughey si pavoneggia e la Garner sorride con poca convinzione, il film si incanala nel filone delle commedie brillanti poco splendenti, una costante ricorrente nel genere parlando dell'odierno, soddisfazione con molta bonaria accondiscendenza di grana effimera, limitata al momento della visione che si perde velocemente. Non possiamo sperare altro che, vista l'ispirazione, qualcuno che ancora non lo conosce si legga il cantico o riveda il film originale che ne parla, cioè La più bella storia di Dickens del 1970 con Finney/Guinness, per scoprire sapori magari vecchi, ma puri e sinceri come non lo è questo film, pieno di banalità ed ammiccamenti ormonali. Il fantasma dei tempi passati ha vinto per l'ennesima volta. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Ghosts of Girlfriends Past
Alzi la mano chiunque dei gentili lettori che non conosce il famosissimo «Canto di Natale» scritto nel lontanissimo 1843 da Charles Dickens, proposto già molte altre volte al cinema e in letteratura in versioni più o meno fantasiose (una delle più belle che ricordo è quella con Topolino contabile di Zio Paperone che fa il vecchio avaro Ebenezer Scrooge protagonista del cantico originale)? Ebbene, degli sceneggiatori in ansia ed apnea di fantasia hanno pensato bene di proporre una nuova versione, con le donne lasciate e disilluse al posto dei soldi come protagoniste.









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